INTERVALLO – Berlino, la “Torre dei Libri” in Bebelplatz

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E’ stata un’opera dal doppio valore, la Torre dei Libri in Bebelplatz: ricordare (insieme a un’altra opera presente nella piazza, di Micha Ullman) la triste data del 10 maggio 1933, quando avvenne il rogo in cui i nazisti bruciarono circa 25.000 libri ritenuti pericolosi, e inoltre diffondere la “presenza” del libro in mezzo alla gente come oggetto quotidiano, al pari di tanti altri ma certamente di ben maggior valore.

N.B.: l’opera qui illustrata è stata installata da una società di comunicazione in occasione dei Mondiali di calcio del 2006, svoltisi in Germania, e poi smantellata. Il “vero” memoriale ai Bücherverbrennungen, i roghi di libri messi in atto dai nazisti, è quello permamente e ipogeo di Micha Ullman, dal titolo The library.
Ringrazio molto Roberta Bortone per avermi indicato tali precisazioni, delle quali non ero a conoscenza all’epoca della prima pubblicazione di questo post.

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Un bellissimo sito dedicato a (e un libro di) Ramsey: da conoscere!

OK, ok, lo ammetto!
Mi sto – con tutto il rispetto – facendo beffe di voi… Ma è per un “nobile” motivo, eh! Dacché leggendo il titolo del post avrete probabilmente pensato a Ramsay ovvero Gordon, il celebre cuoco inglese che imperversa un po’ ovunque in TV… Il qual cognome è poi scritto con la a, RamsAy – è questo, alla fine, lo scherzo che vi ho tirato.
Invece, dileggi a parte, quello scambio di lettera stupidotto, unito alla lettura di un post nell’ottimo blog della Biblioteca di Filosofia dell’Università degli Studi di Milano, sempre ricco di contenuti interessanti, mi hanno fatto venire in mente Frank Ramsey (con la e, appunto), uno di quei personaggi di tempo fa sostanzialmente sconosciuto ai più eppure talmente geniale da essere a suo modo fondamentale per certe nozioni tecnico-scientifiche oggi in uso, nonostante una vita brevissima: morì a soli 26 anni per i postumi di una operazione addominale dovuta ai suoi cronici problemi al fegato. Fece tuttavia in tempo a lasciarci alcune deduzioni teoriche assolutamente ingegnose, appunto, alcune delle quali riassunte nella teoria che in suo onore venne denominata di Ramsey, importante nel campo della logica dei grafi e della combinatoria: la sua lettura vi risulterà probabilmente enigmatica e oscura, ma sappiate che, ad esempio, quando con altre persone vi sedete attorno a un tavolo, in qualche modo la state mettendo in pratica!
Vi è un solo libro edito in Italia, a quanto mi risulta, che parla di Frank Ramsey e descrive il suo cop_Ramseypensiero filosofico e matematico, I fondamenti della matematica e altri scritti di logica, pubblicato da Feltrinelli quasi 50 anni fa e la cui copertina vi mostro qui accanto. Probabilmente oggi lo potete rintracciare sul web solo in qualche sito di vendita di testi usati, ma in ogni caso, al di là di questo, mi premeva qui solo incuriosirvi sul fatto che il famoso chef britannico aveva un suo quasi omonimo altrettanto geniale (considerando che tale sia pure lo chef, come tanti dicono, nell’arte culinaria), assolutamente meno famoso, ma senza dubbio – lo chef suddetto non me ne voglia! – più importante per la comprensione diffusa del mondo che ci circonda e di certe sue eventualità.

Il “meraviglioso silenzio” dei libri (Paul Auster dixit)

Leggere per me era evasione e conforto, era la mia consolazione, il mio stimolante preferito: leggere per il puro gusto della lettura, per il meraviglioso silenzio che ti circonda quando ascolti le parole di un autore riverberate dentro la tua testa.

(Paul Auster, Follie di Brooklyn, Einaudi, 2005, trad. di Massimo Bocchiola)

E’ anche per – anzi, contro il terribile baccano nel quale il mondo contemporaneo sprofonda, per buona parte generato da un vuoto e stupido vociare, che noi dovremmo con ancora maggior forza ricercare e trovare il silenzio donato dalla lettura, come dice Auster, e lo speciale “dialogo” che in esso si crea con il libro, il suo autore, la sua storia, i personaggi e ogni altra cosa.

INTERVALLO – Metten (Germania), biblioteca dell’Abbazia Benedettina

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Capolavoro assoluto dell’arte barocca e rococò germanica (e non solo), quella di Metten è una delle più grandi biblioteche conventuali d’Europa, con più di 200.000 volumi conservati in un tale preziosissimo scrigno artistico. Una vera e propria reggia libraria!
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Anno 2033, nuovi titoli in libreria

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Sarà questo il futuro dell’editoria nostrana, quello che potremo trovare sugli scaffali di “prestigio” delle librerie tra qualche lustro?
Visto come stanno andando le cose – e al di là di qualsivoglia bene o male della cosa – credo proprio di . In fondo il futuro lo si costruisce sempre nel presente, no?

P.S.: le immagini dei libri sono tratte da ildeboscio, e riprese poi con una riflessione sul tema da questo articolo de Il Fatto Quotidiano.