I classici sempre nuovi

I classici sono libri che quanto più si crede di conoscerli per sentito dire, tanto più quando si leggono davvero si trovano nuovi, inaspettati, inediti.

(Italo Calvino, Perché leggere i classici, Mondadori, Milano, 1ed.orig. 1991.)

E, mi viene da aggiungere, nessun lettore può definirsi veramente tale se non ha letto un’adeguata quantità di classici, avesse di contro letto pure l’intera produzione contemporanea. Già

Leccarsi le dita per sfogliare le pagine (repetita iuvant!)

Comunque, vista la situazione niente affatto in miglioramento, ci tengo a ribadire con forza (è un post di qualche mese fa, questo) quanto di seguito:
E allora quelli che per sfogliare qualsiasi cosa cartacea che abbiano tra le mani continuano compulsivamente a leccarsi le dita per inumidirle di saliva, così inumidendo disgustosamente pure ciò che hanno in mano? Oltre che palesarsi come dei gran cafoni, non rappresentano pure un pericolo (sanitario) sociale? Che ne sappiamo di quali malattie potrebbero covare nel loro organismo – cafonaggine in primis, che magari è pure contagiosa come sovente pare?
Roba da rinchiuderli almeno per qualche mese in un reparto per malattie infettive ma di un carcere, non d’un semplice ospedale, e sottoporli a una consona rieducazione. Oppure sperare che abbiano ragione quelli di Lercio, così.

(Nell’immagine: un poster diffuso dal Dipartimento per la Salute Pubblica della Nuova Zelanda, anno 1950 circa.)

Orgoglio da lettore

(Photo credit: Roberto Pera – Public domain.)

Che altri si vantino delle pagine che hanno scritto, io sono orgoglioso di quelle che ho letto.

(Jorge Luis Borges, Poesie (1923–1976), traduzione di Livio Bacchi Wilcock, BUR Rizzoli, 2004.)

Tre cose

Il leggere rende un uomo completo; il parlare lo rende pronto; e lo scrivere lo rende preciso.

(Francis Bacon/Francesco Bacone, Degli studi, L, in Saggi, traduzione di Cordelia Guzzo, in Scritti politici, giuridici e storici, vol. I, a cura di Enrico De Mas, UTET, Torino, 1971. Vedi anche qui.)

Ottimi motivi

Leggo che ieri sera c’è stato in TV un dibattito tra quei due noti “leader” politici in quel “famoso” talk show condotto da quel discusso “giornalista”, e penso che io da tempo non la guardo la TV e a volte mi verrebbe anche voglia di riaccenderla ma poi, devo ammetterlo, la stessa, coi suoi palinsesti, è bravissima a fornirmi di continuo ottimi e indiscutibili motivi per non farlo.

P.S.: per la cronaca, avevo peraltro mooooolto di meglio da fare che guardare la TV ovvero continuare a leggere il libro che sto leggendo in questi giorni, del quale ne saprete a breve, qui sul blog.