Oliviero Beha (1949 – 2017)

Non sono molti i giornalisti ai quali oggi si possa accostare il concetto di “libertà di pensiero”, e Oliviero Beha era certamente uno di essi. La sua scomparsa mi rattrista tanto quanto mi piacevano le sue uscite pubbliche – anche quando dissentissi dalle sue affermazioni – nelle quali non perdeva occasione di dimostrare quella propria dote di libertà intellettuale che lo ha reso inviso a buona parte dei suoi colleghi, tanto più se in posizione di comando nelle redazioni. Irriverente con classe, antipatico per alcuni eppure sempre ironico, provocatorio senza spocchia o pretesa d’infallibilità, sapeva dare informazioni e dire cose e opinioni che ti facevano pensare. Una qualità, questa, che dovrebbe (deve) essere propria della più autentica e onesta pratica giornalistica, ma che invece oggi pare sia sempre più trascurata, quando non del tutto dimenticata: ciò a discapito del dovere d’informazione, certamente, ma pure, e forse soprattutto, del diritto alla verità.

Liberté, egalité, Macronité…

Quindi chi ha vinto, in Francia?

Emmanuele Macron sì, certamente, ma se il suo europeismo convinto non porterà ad un autentico e profondo cambiamento nelle istituzioni della UE (da dentro come deve essere, senza ridicole e surreali –exit di sorta: la Gran Bretagna non fa testo in merito, in primis per ragioni storiche), la vittoria potrebbe rivelarsi assai vuota di senso. Marine Le Pen no: troppo boriosa, prepotente, aggressiva, e stupidamente troppo populista per pretendere di diventare una rispettabile statista. Il Front National nì: piaccia o meno, è “il” partito di opposizione, oltralpe, ben più che la vecchia coppia repubblicani/socialisti, ma deve scrollarsi di dosso la pesante patina populista per trasformarsi in una credibile forza di governo di destra e non svanire altrimenti in una grottesca implosione.

Dunque, chi ha vinto, al di là delle percentuali? In realtà, nella politica di un paese democratico non vince realmente nessuno se a vincere non sono, in concreto, i cittadini: ci si dimentica troppo spesso che la pratica politica è nella sostanza fatta di azione ma nella forma è disciplina pienamente culturale – ovvero filosofica, specificatamente – e, in quanto tale, interessa chiunque e deve risultare proficua per chiunque. Come ha mirabilmente scritto Claudio Vercelli sulla propria pagina facebook, “Non ci difetta solo il presente ma anche e soprattutto la speranza del futuro. Non si può vivere senza un tempo a venire.”, affermazione che pare imparentarsi con quanto scrissi un po’ di tempo fa sul (così da me definito) Homo Achronicus, abulico prigioniero del presente. Ecco, da troppo le nostre società, e le classi politiche soprattutto, difettano d’una visione virtuosa e fattiva del futuro: in Francia come altrove vincerà veramente chi la saprà recuperare nelle basi culturali e nei fatti concreti. Altrimenti sul serio, e in modo definitivamente devastante, consegneremo le suddette società (e dunque tutti noi) nelle mani di populismi sempre più rozzi, biechi e ignoranti – proprio come quelli che già possiamo “vantare”, in Italia. Almeno, in Francia, il Front National una propria credibilità politica se l’è guadagnata – ripeto: che ciò disgusti o meno; in Italia, siamo ben oltre il fondo del barile della dignità politica, scavando sempre più in profondità nella me…lma.

P.S.: nell’immagine in testa al post, l’Europa dal punto di vista dei francesi!

“Racconti dal Lago” 2017: grazie!

Vorrei nuovamente ringraziare, anche qui, gli autori che hanno partecipato alla seconda edizione del Concorso Letterario “Racconti dal Lago” e che erano presenti ieri all’affollata premiazione dello stesso, svoltasi a Bellano – proprio in riva al Lago di Como, inevitabilmente! – nell’ambito della Xa edizione di “Piccoli Editori in Fiera”, durante la quale è stato pure presentato il volume che raccoglie i racconti vincenti, edito da Historica.

Per me, che del Concorso sono stato il curatore, è stato un vero piacere incontrare gli autori inclusi nella raccolta e, dopo aver letto, apprezzato e selezionati i rispettivi testi, constatare direttamente la loro genuina passione per la scrittura, per i libri e l’espressività letteraria nonché la fervida ed entusiasta capacità di recepire la bellezza del paesaggio lacustre di casa – peraltro tra i più belli al mondo – al punto da ricavarne della letteratura “dedicata” di notevole valore.

Appuntamento – salvo cataclismi imprevedibili – all’anno prossimo e alla terza edizione del Concorso!