L’era della deresponsabilizzazione generale

Ecco, anche il senso della responsabilità e del dovere è una cosa che oggi, da queste parti, viene sempre meno compresa, oltre che concepita. Lo manifesti e ti guardano strano, come a dire: «Cos’è che stai facendo, tu?». Ad andar bene, perché a andar male lo sguardo è di quel compatimento sprezzante e borioso che agli occhi di chi hai davanti fa comparire sulla tua fronte le parole “POVERO CRETINO”. Perché funziona così, oggi, siamo nell’era della deresponsabilizzazione generale, a tutti i livelli: non conta ciò che tu devi fare e che abbia il dovere di farlo al meglio, conta come tu possa fare ciò che non dovresti facendo credere di fare ciò che devi fare.

Ecco.

Squola di politica

Ma, io mi chiedo, i politici italiani – tanti di loro, non tutti, ma molti (troppi, comunque) – per palesare una tale e totale incompetenza politica e incapacità amministrativa, hanno frequentato qualche particolare “scuola”?

Non so, ad esempio il PIRLA (Perverso Istituto per il Reclutamento di Laidi Amministratori), oppure l’IDIOTA (Istituto Didattica e Insegnamento di Ottusa Turpitudine Amministrativa) o ancora la PUPU (Pubblica Università di Politica Untuosa)… perché, i casi sono due: o il panorama politico nostrano, sia a livello locale che nazionale, funge da attrattore per innumerevoli inetti e cialtroni d’ogni sorta, sparsi qui e là per ogni formazione politica in attività, oppure non so dove ma ci deve essere qualche sorta di scuola, appunto. Nella quale evidentemente il tasso di “promozioni” è assai elevato, già.

Il voto

Voto (s.m.). Simbolo e strumento della facoltà che ha ogni libero cittadino di dimostrarsi uno sciocco e di rovinare il proprio paese.

(Ambrose BierceDizionario del diavolo, scelta e introduzione di Guido Almansi, traduzione di Daniela Fink, TEA, 1988, pag.181.)

Se considerate che Bierce fece pubblicare il suo Dizionario “demoniaco” nel 1911, ma parte di esso risale al 1906, diventa chiaro come il grande scrittore americano più di un secolo fa aveva già capito tutto riguardo la questione elettorale: troppi individui, quando si tratta di esprimere una preferenza politica, riescono inopinatamente a disattivare il cervello nemmeno lo stesso avesse veramente un pulsante ON/OFF sì da farsi abbindolare dai peggiori cialtroni, finiti in politica proprio perché la stessa, oggi ma evidentemente pure allora, è uno degli ambiti nei quali certi “peggiori cialtroni” sanno esprimere al meglio le proprie “doti” – oggi per di più avendo a disposizione mezzi di comunicazione maggiori e più potenti di quelli di un secolo fa ad acuire gli effetti cagionati. Che invece sul paese restano gli stessi rimarcati da Bierce, inesorabilmente.
Ecco.