Meglio con la mascherina

Ecco, quello evidenziato a suo modo dall’immagine qui sopra potrebbe essere un altro potenziale buon motivo per farci rimpiangere i lockdown, quando di essi (speriamo) non ce ne sarà più bisogno.

E non è una questione estetica, ci mancherebbe, ma di cura di se stessi e di relativa eleganza, classe, stile – ovvero della loro mancanza. Già.

P.S.: ci tengo a rimarcare che questo post non è sponsorizzato da aziende della cosmesi, produttori di rasoi, ordini odontoiatrici o altro di affine. Semmai dal buon gusto, se da esso ci si potesse far sponsorizzare, eh! 😜

Il buon gusto

Ahimè, devo gioco forza ammettere che, sempre più spesso, a stare in mezzo alle “persone normali” – nel senso più ampio della definizione – mi viene da parafrasare quel famoso passaggio del Manzoni ne I Promessi Sposi, «il buon senso c’era; ma se ne stava nascosto, per paura del senso comune» con il buon gusto c’è ancora, forse, ma se ne sta nascosto per paura del gusto comune.

E intendo “buon gusto” tanto esteriore quanto interiore – mentre non lo intendo affatto nel senso gastronomico, col quale invece pare venir unicamente correlata l’espressione, oggi. Il che la dice molto lunga in merito a quanto la sua accezione primaria sia scaduta e dimenticata.
Ecco.

Reblogging: NO. (dal blog vestitevimeglio.wordpress)

Premessa standard a post unificati: siccome che è Estate e fa caldo, a volte molto caldo, e siccome che a me il caldo sfianca, dacché mi potreste vedere in giro con addosso solo una t-shirt nel bel mezzo d’una bufera di neve a Gennaio, e siccome che, capirete bene, gestire un blog è attività tremendissimamente faticosa – ben più di, ad esempio, lavorare in miniera a 1.500 metri di profondità o in acciaieria come addetto agli altiforni o nei terreni agricoli sotto il Sole cocente ovvero altro di ugualmente arduo… ehm… – ho deciso, durante queste settimane canicolari, di far lavorare un po’ gli altri. Già. Ovvero, di ribloggare articoli che ho potuto trovare e leggere su altri blog, e che mi sembrano assolutamente meritevoli della vostra attenzione. Sì, insomma, un modo anche – soprattutto, in effetti! – per rendere omaggio a tanti colleghi blogger i cui post ritengo veramente ottimi, esemplari e spesso illuminanti – blogger che ho la fortuna e l’onore di seguire. In attesa che torni alla svelta la stagione fredda, ovviamente. Freddissima, anzi! O di trasferirmi alle Svalbard, come forse si starà augurando chi ora stia leggendo queste mie cose e ami il caldo estivo…

“Cultura” significa anche stile, eleganza, buon gusto. In effetti, quando ci vestiamo è un po’ come se “scrivessimo con gli abiti” (o con il look, per voler essere contemporanei) e presentassimo al pubblico una nostra autobiografia, una descrizione succinta eppure assai significativa di ciò che siamo e di come siamo. Ecco: posto ciò, devo constatare che sempre più dalle nostre parti la cultura – intendendo il termine in senso generale – sta veramente andando a ramengo ovvero, se è vero come è vero che pure in che modo ci vestiamo è un segno culturale, capisco meglio perché la cultura, quella più propriamente e classicamente intesa, non se la fila quasi più nessuno, qui. Ormai proporzionale, il suo livello, a quello degli abbigliamenti coi quali certa (troppa!) gente pensa probabilmente di stare bene, di essere elegante…

Nooo_photo
Bene, il blog vestitevimeglio.wordpress – un nome un programma, assolutamente! – tutto quanto ho appena detto lo rende ancor più constatabile e palese. Roba da dar loro un qualche prestigioso premio per la valenza culturale e sociologica dei contenuti, ai quali c’è ben poco da aggiungere se non quei “NOOOOO!” in mille salse che accompagnano i vari post, dopo aver assodato quanta gente se ne vada in giro vestita in modo orribile – soprattutto in questi afosi mesi estivi, nei quali pare che lo svacco del buon gusto si accentui fino a livelli veramente insopportabili.
Ok, come dice il noto proverbio, “l’abito non fa il monaco”; però, porca miseria, il monaco se lo può fare, l’abito: il problema è che spesso se lo fa repellente! E pensare che un tempo l’italiano era considerato uno dei popoli più eleganti…
Beh, non mi resta che invitarvi a visitare il blog – cliccando sull’immagine qui sopra, unirmi al loro coro sdegnato e anch’io urlare a squarciagola: NOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!