Vallone delle Cime Bianche: inizia la battaglia legale!

[Immagine tratta dalla pagina Facebook “Varasc.it“.]
Anche dal Vallone delle Cime Bianche giunge un aggiornamento molto importante in merito alle azioni a difesa e tutela del zona dagli scellerati progetti sciistico-funiviari dei quali ormai probabilmente saprete e io ho scritto numerose volte. Il Comitato “Insieme per Cime Bianche” ha presentato la legale che supporterà le istanze in difesa del Vallone presso il Tribunale amministrativo regionale, il Consiglio di Stato, la Corte costituzionale, la Corte di giustizia e la Cassazione: è l’Avvocato Emanuela Beacco, specializzata in Diritto amministrativo, Diritto ambientale, valutazione di impatto ambientale e valutazione strategica; fa parte del Centro di azione giuridica di Legambiente e negli anni si è occupata di numerose cause di attinenza ambientale.

Nella conferenza stampa di presentazione del 29 novembre scorso Beacco, assumendo formalmente l’incarico, ha rimarcato che «Oggi il legislatore riconosce in teoria l’importanza del bene ambientale ma poi nella pratica finisce con il dimenticarmene e questo nonostante la riforma costituzionale del 2022 abbia riconosciuto la tutela della biodiversità e lo sviluppo sostenibile come limiti alle attività di impresa». Una situazione della quale il Vallone delle Cime Bianche rappresenta uno dei casi più emblematici, sulle nostre montagne, così come è emblematica e assai ispirante l’azione per la sua difesa, guidata in primis dagli amici Annamaria Gremmo, Marco Soggetto e Francesco Sisti di “Varasc.it”, veri e propri motori infaticabili delle azioni del Comitato.

È insomma una bella notizia, per la causa del Vallone, ma sotto certi aspetti è anche piuttosto desolante, per come dimostri che in Italia, per contrastare efficacemente delle iniziative politiche palesemente scriteriate, impattanti, degradanti per i territori ai quali vengano sottoposte (ancor più se già sottoposti a tutele ambientali) nonché per le comunità che li abitano – iniziative, insomma, per il cui discernimento e giudizio basterebbe il più ordinario buon senso – bisogna ricorrere alle vie legali e affidarsi al sostegno di un buon avvocato. Una cosa che trovo assurda, nella forma e nella sostanza, la quale tuttavia si scontra inesorabilmente con assurdità ancora più grandi come quelle che certi progetti, opere, infrastrutture, piani di intervento, manifestano inequivocabilmente. E che gioco forza giustificano pienamente l’azione legale.

Dunque, come è stato ribadito nel corso della conferenza stampa, bisogna resistere con ogni mezzo contro questi dissennati attacchi al fondamentale patrimonio collettivo rappresentato dalle nostre montagne, dal loro ambiente naturale e dai meravigliosi paesaggi che sono parte ineludibile della cultura che ci rappresenta. Facciamo di necessità virtù e avanti così, fino a che il buon senso finalmente trionferà: lunga vita al Vallone delle Cime Bianche!

Per contribuire concretamente alla causa:

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