Perché mai non utilizzare le frecce? Da un attento esame sono giunto alle seguenti conclusioni:
- Sono fornite come optional di serie su tutte le autovetture: insomma ve le danno per forza, sin da quando l’autoradio era l’optional più ambito, e da prima ancora (accusate di questo la lobby dei produttori di automobili se volete). Quindi, visto che le avete… tanto varrebbe usarle. No?
- Tanto più che non comportano costi aggiuntivi per chi le usa, compresi consumo di carburante, addebiti su telepass, scalatura di punti patente, IVA, accise o altri oneri fiscali;
- Non sminuiscono la virilità – o per converso la femminilità – del conducente, né agli occhi dei sui conoscenti né degli altri utenti della strada;
- Nemmeno marcano come mentalmente insipiente chi le adopera anzi…
- … Al contrario, rivelano la sorprendente abilità di chi le usa, in quanto capace di capire di dover girare ben cinque secondi prima di doverlo effettivamente fare, e di dimostrarlo con un gesto volontario e deliberato: l’azionamento della levetta delle frecce nella giusta direzione, appunto.
- Possono aiutare chi non è dotato di capacità telepatiche (come il sottoscritto) di comprendere le tue intenzioni, e quindi evitare potenziali rischi di incidente (non di colpa tua… sia chiaro: di chi non ha capito in anticipo che stavi per girare senza averlo minimamente segnalato).
Evviva! Ff0rt è solidale e lotta con noi!!!
Spiego: a seguito del mio ultimo (e non unico) articolo che qui nel blog ho dedicato alla maleducata pratica di non utilizzare gli indicatori di direzione – le frecce, sì – quando si è alla guida dell’auto e si svolta, che io reputo assolutamente indicativa ed emblematica della troppa mancanza di educazione e di senso civico manifestata da tante “persone normali” (detti anche “bravi/onesti cittadini” e altro del genere), l’amico ff0rt mi ha girato il link di un proprio articolo dedicato alla questione e pubblicato sul suo blog “SALDIMENTALI”, dal quale riprendo il passaggio qui sopra. Vi invito a leggerlo nella sua interezza cliccando qui – così conoscerete pure il blog, se già non lo frequentate – e chissà che, noi ora voci sperse nel deserto dell’indifferenza e della sempre meno latente inciviltà, si possa domani diventare un coro in favore della salvaguardia e della rivendicazione di quel senso civico che è fondamentale in qualsiasi società civile – appunto – e avanzata. Chissà!



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