Sex Bomb Star (Un racconto inedito – per ora)

P.S. (Pre Scriptum!): il seguente è un racconto al momento ancora inedito che tuttavia farà presto parte di una raccolta mooooolto particolare (a cominciare dalla brevità dei testi contenuti, come noterete), di prossima pubblicazione editoriale. Seguite il blog e/o il sito e a breve potrete saperne di più…

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Sex Bomb Star

Notevole com’era, a dir poco, non ci volle molto tempo affinché le sue apparizioni, soprattutto televisive, divennero frequentissime: varietà serali, talk show, reality, trasmissioni sportive, e innumerevoli servizi nei TG… Sembrava che mai come prima, e prima di lei, il video si potesse così efficacemente “riempire” con la sua figura, forse anche per la gran quantità di primi piani che la sua esplosiva, concupiscente carnalità attirava inesorabilmente, e ai quali offriva una voluttà immediata, tanto poco era ciò che veniva lasciato all’immaginazione. Una sensualità debordante, una procacità che andava oltre il mero erotismo scaturente e che ne fece una femme fatale assoluta, al punto che quel suo rapido, strepitoso e irrefrenabile successo, seppur costruito soltanto sul corpo, la rese un personaggio influente molto più di tanti altri, di doti e pregi assai più elevati che però – purtroppo per loro – non avevano da sfruttare un’arma così potente, ovvero un simile, folgorante e travolgente appeal.
Lei non poté che adeguarsi a tutto ciò: avendo moltitudini adoranti ai suoi piedi, sopra di esse si erse con tutta la propria appariscenza, come la più potente e amata regina sopra l’intero popolo d’un enorme impero; e veramente come una tale sovrana, il suo moto si trascinava appresso un lungo codazzo di “vassalli” pronti ad esaudire ogni suo ordine, un’affollata corte di lacché il cui fine supremo non era altro che assicurarle la costante e insuperabile lusinga, cosicché tutti gli adulanti sudditi ne venissero incessantemente e totalmente ammaliati.
Ma fu proprio all’apice del suo successo, all’ingresso degli studi televisivi di un grande network, tra due ali di folla osannante che salutava – come si confà ad una vera imperatrice – con minimi cenni della mano e con adeguata protervia, che lei improvvisamente esplose, si disintegrò, si polverizzò sotto gli occhi e nello stupore generale dei presenti e dei media che seguivano ogni istante della sua vita di successo. Stupore che, tuttavia, mutò velocemente specie ed essenza divenendo confusa incertezza, quando ci si rese conto che di lei, sullo spiazzo transennato all’ingresso degli studi, non era rimasto nulla, nulla di nulla, nemmeno un minimo pezzetto, un brandello, del pulviscolo…
No, invece, niente di niente.

INTERVALLO – Seattle, Central Public Library

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Progettata dall’archistar (anzi, dalla non-archistar, per come egli si definisce e per come ha voluto far intendere durante la recente Biennale di Architettura di Venezia) Rem Koolhaas insieme a Joshua Prince-Ramus, la sede centrale del sistema bibliotecario cittadino di Seattle “si propone come una risposta alla domanda “che cos’è una libreria?”. Un file-store di libri, una vetrina per le nuove tecnologie di informazione, un luogo per l’apprendimento, riflessione, discussione, un luogo di conoscenza. La conclusione dovrebbe essere una libreria come la conoscenza, uno spazio dinamico.
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Un luogo certamente affascinante, ennesimo progetto che si fa carico di rappresentare un media architettonico a sostegno della lettura e della sua presenza/diffusione in pubblico, la cui imponenza – altrove discutibile (come suppongo in tanti penseranno) – non è affatto fuori luogo, in mezzo ai grattacieli del centro cittadino.
Cliccate sulle immagini per saperne di più.

Questa sera, ore 21, live su RCI Radio in FM e streaming: torna RADIO THULE (con un ospite prestigioso…)!

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Una ospite a dir poco prestigiosa per la prossima puntata di RADIO THULE, che andrà in onda questa sera 1 dicembre alle ore 21.00, live su RCI Radio: PAOLA NESSI, regista e filmmaker di successo con la RAI fin dal 1989 -collaborando tra gli altri con Enzo Biagi per il quale ha girato diversi Speciali e Reportages in 971534_4922919873418_1165823174_nItalia e nel resto del mondo – nonché autrice di numerose opere filmiche, ultima delle quali è W di Walter, il docufilm sulla vita del grande Walter Bonatti raccontata dalla compagna Rossana Podestà. Con Paola Nessi andremo alla scoperta della sua nutrita e variegata produzione filmica e, grazie alla sua esperienza, esploreremo il mestiere contemporaneo del narrare storie attraverso immagini nonché di come si possano raccontare grandi personaggi e grandi vicende umane nel modo più suggestivo, consono e umano possibile. E faremo pure un po’ di cinema in radio
Fin d’ora poi, cliccando sull’immagine qui sopra, potrete visitare il sito web di Paola e conoscere lei e le sue opere più dettagliatamente.

Se avete domande da fare su tali argomenti a Paola Nessi potete farle qui, a commento di questo post, oppure a luca@lucarota.it. Grazie fin d’ora per la vostra partecipazione, e appuntamento a questa sera, ore 21.00, RCI Radio!

Come ascoltare RCI Radio:
– In FM sui 91.800 e 92.100 Mhz stereo RDS.
www.rciradio.it (Streaming tradizionale)
http://rciradio.listen2myradio.com (64 Kbps, 32000 Hz Stereo AAC Plus)
http://myradiostream.com/rciradio (128 Kbps, 32000 Hz Stereo AAC Plus).
– Player Android: Google Play

Il PODCAST di Radio Thule: di questa puntata e di tutte le precedenti di ogni stagione, QUI!

INTERVALLO – Budapest, Book Fountain

Certamente uno degli interventi pubblici più poetici in tema di libri, quello della Open Book Fountain sulla Henszlemann Imre Utca, una delle più note strade del centro di Budapest. Pagina fatte di acqua che girano leggere sul possente libro di marmo, per indicare la delicatezza dell’arte letteraria e al contempo la potenza che essa può avere e dimostrare nonché, nell’insieme, la bellezza poetica che i libri sanno regalare, appunto.

P.S.: video © psibient.

25 Novembre: che diventi una giornata veramente rivoluzionaria, per le donne!

VIOLENZA DONNE: DOMANI GIORNATA MONDIALE CONTRO BARBARIE
Oggi, 25 Novembre, è la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne. Ricorrenza fondamentale, inutile dirlo, ma che come tutte le altre simili rischia di confinare l’attenzione su una tale tragedia solo al giorno stesso, con iniziative tanto belle quanto di maniera le quali, complice il letale menefreghismo nonché la smemoratezza irrefrenabile che attanaglia l’opinione pubblica un po’ ovunque (se non la correa, subdola volontà), rischiano sempre di scivolare in breve nell’oblio.
Ma, al di là di queste evidenze che, lo ammetto, mi suscitano non poca diffidenza verso molte delle parole e delle promesse che oggi verranno spese a favore delle donne e contro la violenza su di esse – penso da sempre che tutti i giorni dell’anno dovrebbero essere proclamati contro la violenza sulle donne, appunto per quanto sopra esposto! – in questa giornata mi viene da riflettere e da proporre una cosa di una banalità sconcertante eppure, di contro, di una necessità ineluttabile io credo. Posto che da millenni il genere umano si è conformato e strutturato in un maschiocentrismo – divenuto sovente fallocentrismo – pressoché dogmatico in ogni settore del vivere collettivo – politica, religione, lavoro e, frequentemente, nelle stesse gerarchie familiari se non per rari casi sparsi qui e là per i secoli e i continenti – e posto che, obiettivamente, questo nostro mondo conformato come sopra ho detto sta parecchio andando a rotoli e in più modi, facciamo una bella cosa: che siano una volta per tutte le donne a dominare la civiltà umana. Punto. Lo dico da uomo fiero di essere tale, ma altrettanto attento alla realtà che ho intorno e alla storia da cui essa deriva, e non lo propongo con la bieca ambiguità del poter poi dire magari, tra qualche anno: «Ecco, visto? Le donne sono uguali agli uomini, anzi, peggio!» No, niente affatto. Anzi: basta con tutte quelle viscide manfrine delle quote rosa, dei contentini dati alle donne con qualche incarico qui e là che, appunto, sembra tanto il giocattolino dato in mano al bambino per farlo smettere di piangere.
No. Io sono convinto – e lo ripeto, convinto – che le donne possa veramente rappresentare e realizzare quella rivoluzione generale di cui il nostro mondo terribilmente ricolmo di problemi avrebbe bisogno, e che potrebbero avere le soluzioni che uomini dalla mente troppo impegnata a tessere intrallazzi vari e assortiti e dall’animo ammorbato da mire di potere e di guadagno indegne non hanno, e forse non vogliono avere. Inoltre, e la cosa non è secondaria, credo che quelle soluzioni le saprebbero mettere in campo con una grazia – e sia inteso questo termine nel modo meno ovvio e banale possibile – che noi uomini non possiamo di sicuro nemmeno concepire.
Attenzione: in questa mia riflessione la questione della parità di genere non c’entra nulla, semplicemente perché nemmeno la pongo. Anzi, il fatto che ancora oggi si stia a rilevare che le donne non godano di uguali diritti, libertà, opportunità e possibilità degli uomini e se ne discuta continuamente senza ottenere grossi risultati è uno dei più evidenti segni di quel maschio centrismo prima citato, e dell’arretratezza civica e sociale relativa nella quale ancora la nostra civiltà langue.
Insomma: se effettivamente la bellezza salverà il mondo, come fece dire Dostoevskij al principe Miškin ne L’idiota – una bellezza di mente e di spirito, ancor prima che esteriore – beh, insomma, credo che le donne abbiano qualche probabilità in più di noi uomini di salvarlo, questo nostro mondo.
Ed è il mio augurio non solo per questa giornata, ma per ogni singolo giorno da oggi nel futuro.