Il (vero) video della vera storia di Gottardo Archi!

Bergamo, Fondazione Bergamo nella Storia, sabato 21 ottobre 2017: prima presentazione pubblica de La vera storia di Gottardo Archi, l’ultimo libro di Davide Sapienza, e altre libere dissertazioni su svariati temi molto importanti e intriganti…
Da sinistra: Gino Cervi, direttore della collana Genius Loci di Bolis Edizioni, Davide Sapienza, L.

Buona visione!

Carlo Limonta (in gir cunt i Sant!)

Chiamatelo film maker, video maker, documentarista o più “tradizionalmente” regista – oppure ancora cineasta, come si diceva una volta… In un modo o nell’altro Carlo Limonta è comunque, e prima ancora di qualsivoglia qualifica “tecnica”, un eccellente narratore di storie in immagini, che sa rendere suggestive e creative ma, al contempo, potentemente espressive ed esplicative, senza peraltro mai nulla togliere al fascino proprio di chi o cosa di quelle immagini è il soggetto. Così dalle sue opere scaturisce una realtà affascinante, vivida, eloquente, sempre illuminante eppure apparentemente “semplice”: come quelle narrazioni dietro la cui mera trama, di primo acchito così lineare, quasi essenziale, si nasconda un Universo di suggestioni, memorie, rimandi, sensi e significati, sapienze e saggezze, sogni e chimere. Ne esce insomma, dalle opere di Limonta, una realtà vera, nel senso più pieno, alto del termine ovvero più profondo e attinente a quel concetto autentico di “verità” oggi sovente travisato e distorto.

Il suo pluripremiato Al Gir di Sant lo dimostra perfettamente, fin da suo saper unire in modo sorprendente tanto quanto filosofico, quasi, l’ambito religioso più tradizionale e quello laico-panteista, dalla cui correlazione scaturisce un (altrettanto) vero senso di armonia verso la Natura, verso il mondo d’intorno nel suo insieme e verso sé stessi. Al di là del bene e del male ovvero verso un’autentica spiritualità umana emancipata dalle “pesantezze” quotidiane: una condizione dell’animo che più di ogni altra ci può elevare da una altrimenti inevitabile pochezza esistenziale.

Al Gir di Sant lo potrete vedere venerdì 17 novembre a Monte Marenzo, come recita la locandina qui sopra pubblicata (cliccateci sopra per aprirla in un formato più grande). Ci sarà anche Carlo Limonta, con il quale potrete approfondire la conoscenza della narrazione che le immagini del film vi offriranno nonché le suggestioni suscitate. Se potete, dunque, non perdetevela quest’occasione: ne tornerete sicuramente arricchiti e non solo di immagini e visioni, pure d’una preziosa e luminosa consapevolezza.

Mario Curnis

Conoscere una persona come Mario Curnis è un po’ come conoscere una sorta di nume tutelare ancestrale dei monti, delle rocce, del ghiaccio e dei boschi il quale, dalla propria dimensione parallela, si manifesti in tutta la propria carismatica saggezza, all’apparenza sfuggente e spigolosa, in verità profonda e salvifica. Oppure, forse, Curnis è realmente un pezzo di montagna, fatto di roccia dura e resistente, che a volte assume forma umana per scendere dai propri ambiti selvaggi e prendere contatto con quegli umani capaci di percepirne e comprenderne l’ archetipica sapienza alpina nonché le rare doti vitali.

No, non prendetemi per matto: veramente Mario Curnis è una persona che suscita visioni quasi leggendarie ovvero mitologiche, e forse anche perché da tali mitizzazioni solitamente rifugge nel modo più drastico.
Curnis è il decano degli alpinisti bergamaschi, con un’intensa e prestigiosa attività sulle montagne di tutto il mondo – dalle Orobie al Monte Bianco, alla Patagonia al Perù e agli 8000 himalayani, con numerose vie nuove anche invernali. Tuttavia, da sempre, ama semplicemente definirsi “un muratore”, mestiere che ha orgogliosamente praticato per più di 50 anni. E, da “muratore-alpinista” si può ben dire che ha costruito – “mattone dopo mattone”, spedizione dopo spedizione – una carriera certamente ricca di innumerevoli salite, grandi imprese, cime prestigiose tanto quanto di grande umanità, di impetuosa vitalità e, ancor più, di passione sconfinata e sempre gioiosa per la montagna, sotto ogni punto di vista. Una passione che contagia inesorabilmente chiunque abbia la fortuna di incontrarlo e stare in sua compagnia ad ascoltare le storie di montagna e di vita, i saperi e le piccole-grandi saggezze di un uomo che ha stretto con la montagna un legame solido come la roccia più compatta e scintillante come il ghiaccio delle più alte quote.

Per chi volesse vivere questo incontro, Mario Curnis sarà il protagonista, venerdì 11 novembre, di una serata a Costa Valle Imagna, tra le “sue” montagne orobiche (qui accanto potete scaricare la relativa locandina). Un’occasione unica per conoscere un’autentica leggenda dell’alpinismo con “dentro” un uomo (“un muratore”, ribadirebbe certamente lui) di straordinaria umanità.

Davide Sapienza, “La vera storia di Gottardo Archi”

Conoscete il pittore bergamasco del Cinquecento Gottardo Archi?
Se la vostra risposta è “no”, sappiate che è certamente comprensibile. Gottardo Archi non fu certo famoso come altri artisti della sua epoca, anzi, non dipinse mai per prestigiosi committenti o per ottenere la celebrità, non fu affatto un professionista dei pennelli del tempo… non fu proprio un pittore, o meglio – se così posso dire: non fu. Eppure, le undici fantastiche tele che produsse nel corso della sua vita rappresentano un ciclo a suo modo “sconvolgente”, per come fissò nelle immagini dipinte un vero e proprio sconvolgimento urbano, sociale e culturale che subì la sua città, Bergamo, nella seconda metà del Cinquecento e che anche oggi, a quasi cinque secoli di distanza, risulta profondamente emblematico circa le trasformazioni che sta subendo la realtà contemporanea, attorno a noi ma pure, forse soprattutto, dentro di noi.

Poste tali “ponderose” premesse, una vita così significativa e al contempo tanto misteriosa abbisognava, per essere “svelata”, di un narratore altrettanto emblematico, soprattutto per la sua capacità pressoché unica di illuminare la realtà del rapporto tra l’uomo e il territorio, il paesaggio, la geografia, con tutto quello che ne scaturisce e si riversa nella mente, nel cuore e nello spirito. Ci voleva – ci vuole e c’è – Davide Sapienza, che firma La vera storia di Gottardo Archi (Bolis Edizioni, Bergamo, 2017, collana “Genius Loci”) e intesse da inimitabile par suo una “dodicesima tela” letteraria che narra tutto quanto sopra e molto di più in un racconto breve (poco più di 80 pagine di testo effettivo) ma assai intenso e all’apparenza sorprendente, rispetto alla produzione “classica” di Sapienza ma che non ci vuole molto affinché poi risulti perfettamente consequenziale ad essa […]

(Leggete la recensione completa di La vera storia di Gottardo Archi cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!)

Bergamo, sabato 21/10: Gottardo Archi svelato per la prima volta (forse)

Sabato scorso, 21 ottobre, Bergamo Alta, Palazzo del Podestà: Davide Sapienza racconta per la prima volta in pubblico la vera storia di Gottardo Archi, le sue undici fantastiche tele pittoriche e la loro possente poiesis geografica, Gino Cervi ne rivela il forte legame con “i” Genius Loci – quello cittadino e quello letterario, che forse sono sempre e comunque lo stesso –  e io rievoco ai presenti le vivide e poliedriche visioni trasversali che la lettura del libro mi ha suscitato.

Grazie a tutti quelli che c’erano, a Bolis Edizioni e, ovviamente, a Davide Sapienza, inimitabile super-Genius Loci geopoetico.