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Ecco, mi auguro che vi piaccia.
Sennò è facile che m’intristisca, già.

Io voglio ciò che devo

Povere creature che potreste vivere tanto felici soltanto a modo vostro e che invece dovete ballare al suono della musica di questi pedagoghi di orsi e produrvi in capriole artistiche che non vi verrebbe mai in mente di fare! E non vi ribellate mai, sebbene vi si intenda sempre in modo diverso da come vorreste voi. No, voi ripetete sempre meccanicamente a voi stessi la domanda che avete sentito porre: “A che cosa sono chiamato? Che cosa devo fare?”. Basta che vi poniate queste domante e vi farete dire e ordinare ciò che dovete fare, vi farete prescrivere la vostra vocazione oppure ve la ordinerete ed imporrete voi stessi secondo le direttive dello spirito. Ciò comporta, per quel che riguarda la volontà, questo atteggiamento: io voglio ciò che devo.

(Max Stirner, L’Unico e la sua proprietà, traduzione di Leonardo Amoroso, Adelphi, 1999.)

L’Unico di Stirner è uno dei quei rari libri così disturbanti, da leggere, che a non leggerli si resta inconsciamente e inevitabilmente disturbati. Per questo ancora oggi a suo carico vengono mosse dall’opinione pubblica, nel caso in cui se ne discuta, così tante accuse: perché probabilmente non è stato letto. Altrimenti di accuse ce ne sarebbero comunque, ma rivolte nella direzione opposta.
Per lo stesso motivo, quando mi chiedono quali siano stati i libri più importanti per me e la mia visione del mondo e della vita, L’Unico non manca mai. Di un sano e pur aspro disturbo culturale c’è sempre bisogno, già.

Star(nuti) wars!

A ben vedere, contro certi antipatici malanni di stagione – raffreddori megagalattici con starnuti la cui forza d’urto fa vibrare le campane di campanili a km di distanza, ad esempio – per di più aggravati negli effetti dal clima impazzito nel quale ci ritroviamo a vivere, tipo che oggi nevica e domani fa 25° al Sole, nemmeno il lato oscuro della forza può fare qualcosa!

(Comunque, secondo le regole del galateo, chi starnutisce in pubblico dovrebbe subito scusarsi ma nessuno dovrebbe rispondere “salute”, perché tale gesto concentrerebbe ancora di più l’attenzione sulla persona che ha starnutito, mettendola in imbarazzo e, a seconda dei contesti, distogliendo l’attenzione delle persone. Ecco.)

P.S.: no, io non ho il raffreddore. Ma tante persone sì, a quanto odo.