
Ecco, così.

Tanto era l’orgoglio per il loro simbolo cittadino, svettante di gran lunga sopra ogni altro edificio, che gli abitanti della città lo consideravano ormai il tempo campione assoluto, nel quale porre la massima fiducia e sul quale organizzare le proprie attività quotidiane, professionali o di svago. C’erano addirittura quelli che avevano perso l’abitudine di portare orologi da polso: la grande torre si poteva osservare nitidamente da qualsiasi punto della città, e quindi chiunque sapeva in ogni momento l’ora esatta, condivisa da tutti.
Così, su quel rinomato metro temporale, passarono gli anni, la città tornò completamente alla vita, obliando la tragedia di una guerra della quale, dopo sessant’anni, pochissimi ormai conservavano il ricordo. I due fratelli, ormai ottantenni, decisero di riunirsi, quello emigrato all’estero annunciò il suo ritorno per rivedere la propria città natia, e per lettera stabilirono di ritrovarsi sotto il celeberrimo simbolo cittadino, la grande Torre dell’Orologio, che aveva scandito il tempo della separazione, lo scorrere degli anni e ora il momento del ricongiungimento. Puntuale, il fratello emigrato giunse sotto la torre in un radioso sabato mattina, cercando di riconoscere tra la folla della piazza il proprio parente; lì vi rimase quasi sei lunghe ore finché, angosciato e sgomento, se ne andò, chiedendosi perché il fratello non si fosse presentato, cosa fosse successo. Questi, invece, arrivò solo qualche momento dopo, cioè dopo sei ore e cinque minuti, ovvero circa 21.900 secondi: in fondo solo un misero secondo al giorno, per sessant’anni.
(P.S.: è un racconto, questo, al momento ancora inedito come la raccolta di cui è parte, composta di testi moooooolto particolari. Forse sarà pubblicata, prima o poi. Voi seguite il blog oppure il sito e può essere che tra un po’ ne saprete di più, al riguardo.)

È in corso un ennesimo sciopero, in Italia, questa volta dei benzinai. Una pratica di (presunta) protesta talmente frequente da essere diventata “normale”, e per ciò notevolmente depotenziata e banalizzata in merito al suo senso e al valore originari.
Fermo restando il rispetto e la comprensione per le motivazioni di chiunque protesti, spesso con giusta causa, trovo che qui la pratica dello sciopero sia ormai anacronistica, demagogica, pletorica e di mera facciata, legata a solite e ottuse strumentalizzazioni di parte, all’incapacità di dialogo istituzionale tra gli elementi politici nazionali e al voler/dover far scena a beneficio dei media; di contro, lo sciopero spesso crea problemi soprattutto a chi non c’entra nulla con le parti in causa nella vertenza a cui si riferisce.
Sarà, ma credo che ad oggi, anno 2019, e salvo rarissimi casi, essere qui ancora a “risolvere” vertenze sindacali nei settori produttivi del paese a colpi di scioperi, sia soltanto o una meschina messinscena, appunto, o comunque una cosa da società arretrata e in costante regresso.
(Image credit: https://pixabay.com/it/users/iirliinnaa-3829110/; elaborazione mia.)
Prendete carta, penna, bloc notes, post-it, diario, calendario, smartphone, pergamena, tavoletta di cera, spray sul muro del soggiorno e tatuaggio permanente sul palmo della mano (o dite al vostro maggiordomo o segretario/a personale) e appuntatevi che: il prossimo appuntamento di RADIO THULE, la puntata #15 della stagione 2018/19, andrà in onda lunedì 10 giugno, non lunedì 27 maggio. Sempre alle ore 21, sempre live in fm e streaming su RCI Radio. E, ve lo posso dire fin da subito, con una ospite specialissima.
D’accordo, dunque? Ci si sente lunedì 10/06, così la sera di lunedì 27 l’avete libera e potete guardare qualche bel programma televisivo, che ce n’è a iosa. Questo, ad esempio, forse il più bello che vada in onda in TV. Garantito!
Prendete carta, penna, bloc notes, post-it, diario, calendario, smartphone, spray sul muro del soggiorno e appuntatevi o dite al vostro maggiordomo o segretario/a personale di ricordarvi che: il prossimo appuntamento di RADIO THULE, la puntata #11 della stagione 2018/19, andrà in onda lunedì 18 marzo, non lunedì 11. Sempre alle ore 21, sempre live in fm e streaming su RCI Radio.
D’accordo, dunque? Ci si sente lunedì 18, così la sera dell’11 potete leggervi un buon libro, ad esempio. O prendere a martellate la TV, fate voi.