INTERVALLO – Milano, “Libri sotto casa”

lucambrogiosantiniLuca Ambrogio Santini gestiva fino a qualche tempo fa la piccola ma fornita Libreria Largo Mahler, a Milano, tra Corso San Gottardo e il Naviglio Pavese. Poi purtroppo ha dovuto chiudere, ma nonostante ciò non si è affatto scoraggiato e ha reso la propria libreria itinerante: così è nato il progetto Libri sotto casa, con il quale Santini continua la sua attività al servizio del quartiere che ama, procurando libri, anche i più rari, per poi recapitarli a domicilio, o nel locale sotto casa, o in occasioni speciali di incontro, dove può ancora proporre, consigliare, aiutare nelle ricerche bibliografiche. Inoltre lo potete trovare presso presentazioni di libri, incontri letterari, festival, concerti, feste di piazza, mostre, scuole, biblioteche.
Insomma, per quanto mi riguarda: chapeau!
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Tempus fugit, gli-editori-d’una-volta etiam…

106768-mdQuesta immagine ritrae giornalisti e fotografi nell’archivio fotografico della Mondadori a Milano, nel 1961. (Angelo Cozzi, Mondadori Portfolio – immagine tratta da internazionale.it)
Sarà una mia impressione, sarà che penso sempre male ovvero, d’altro canto, sarà pure che già a quei tempi le foto le facessero un po’ posate – insomma, sia quel che sia, è un’immagine che fornisce una vivida impressione di professionalità, competenza, serietà, accuratezza.
Ecco: con tutto l’ovvio rispetto per chi ci lavora oggi, in quegli uffici, perché oggi le suddette peculiarità alla ormai denominabile Mondazzoli proprio non riesco a vedercele?
Ribadisco: forse sono solo personali pensieri acidi.
Forse.

P.S.: “il tempo fugge, _______________* anche”…
(*: aggiungete pure voi l’editore d’una volta che oggi pensiate non ci sia più come c’era – e per quanto sapeva fare – allora.)

INTERVALLO – Milano, Biblioteca del Mercato Lorenteggio

lorenteggio-libreriaIl Mercato Lorenteggio rappresenta un bellissimo e illuminante progetto di rinascita di un quartiere di Milano, quello appunto di Giambellino-Lorenteggio, dal passato “difficile” e dal presente potenzialmente soggetto a fenomeni di attriti culturali, sociali e sociologici.
In un mercato comunale rigenerato, centro della vita e degli immaginari di un quartiere multiculturale nasce Mercato Lorenteggio, popolare dal 1954. Commercio, cultura e responsabilità sociale: un mix innovativo e virtuoso per realizzare una ‘piazza’ di scambio e socialità fra Milano e le sue comunità locali.” Così si può leggere nell’ottimo sito web del Mercato, che fa anche da aggregatore in rete della socialità del quartiere nonché da motore per l’animazione culturale, agevolata anche dalla presenza di una piccola ma ben fornita biblioteca.

loren2015-11-07-18.05.48Cliccate sulle immagini per saperne di più.

Leggere libri è un po’ come salire sulla vetta delle montagne – e viceversa…

120716_books_lC’è da sempre uno strettissimo legame tra frequentazione dell’ambiente naturale e letteratura, due attività parecchio similari sotto molteplici aspetti – e il legame nell’epoca moderna e contemporanea s’è fatto ancora più evidente. Personalmente, quel legame lo sento e lo vivo attraverso la frequentazione della montagna – salire su una vetta e leggere un buon libro sono entrambi atti di elevazione, ne sono più che convinto – e per questo, non solo ma anche, trovo molto significativi eventi come quello organizzato a milano dal GISM, il Gruppo Italiano Scrittori di Montagna: un gruppo di lettura in cui scambiare, mensilmente, opinioni e commenti su libri di montagna scelti di volta in volta dai partecipanti ovvero un’occasione per aderenti al GISM, simpatizzanti e amanti della montagna per incontrarsi, conoscersi e socializzare all’insegna di una passione comune. Il tutto nel cuore di Milano, alle spalle di Porta Romana, ove si trova dal 1695 una delle più antiche cascine agricole milanesi: la Cascina Cuccagna.
La partecipazione alla serata è gratuita e aperta a tutti, basta confermare la propria presenza all’indirizzo gism.lombardia@fastwebnet.it. Ogni partecipante è invitato a portare con sè il libro che più ha inciso sul proprio rapporto con la montagna e l’alpinismo. Per chi ne fosse interessato, i prossimi appuntamenti con il gruppo di lettura avverranno il 25 novembre, il 16 dicembre e il 20 gennaio.

covergismE’ anche questo, insomma, un modo per rimarcare non solo il già citato stretto legame tra letteratura, lettura e frequentazione degli ambienti naturali – qualsiasi essi siano, e possibilmente (inevitabilmente, vorrei anche dire) quelli meno antropizzati e dove maggiormente vi si possa ritrovare una valida interpretazione del concetto di libertà. Perché la cultura si nutre di libertà e viceversa, e la buona armonia tra uomo e Natura è sinonimo di entrambe, così come i libri e la lettura sono segno identificante della natura umana, della sua volontà di libertà e della capacità di trarne buona e fruttuosa cultura – per sé stessi e per l’intera società.
In fondo si potrebbe pure ipotizzare la similarità del salire su una montagna con il portare a termine la lettura di un libro, ma è inutile dire che di ambiti analoghi, e analoghe similitudini possibili, ce ne sono parecchie. E il fatto che l’uomo contemporaneo (o post-tale) pare non avere un buon rapporto sia con la Natura e sia con la lettura, credo la dica lunga sullo stato generale del nostro mondo.

P.S.: cliccate sull’immagine lì sopra per conoscere meglio il GISM, oppure qui per il gruppo di lettura di Milano.

Quando Milano era una città acquatica – e se potesse tornare ad esserlo…

naviglio1Per ciò che è rimasto, e per lo stato in cui sovente versa, pensare oggi a Milano come una città d’acqua sembrerebbe una vera e propria stravaganza. Invece un tempo lo è stata, e in modo anche evidente. Tra fiumi, rogge, canali, navigli, darsene, conche, derivazioni e vie d’acqua varie e assortite su tante delle quali navigavano natanti d’ogni sorta che portavano merci fino a pochi passi dal centro (i marmi del Duomo, ad esempio, furono trasportati in città a bordo di chiatte che solcavano il Naviglio Grande: probabilmente le cagnone, lunghe 23,50 m, larghe 4,75 m e che portavano fino a 40/50 tonnellate di merci), Milano non aveva nulla da invidiare a tante altre città notoriamente “acquatiche”. Una peculiarità che non aveva soltanto funzioni meramente pratiche, ma senza dubbio regalavano alla città un’estetica urbana assolutamente specifica e affascinante.
Poi però l’incipiente dittatura dei veicoli a motore – di servizio prima e privati poi – richiese e impose una deprecabile e miope decisione, per la quale la maggior parte delle vie d’acqua cittadine vennero coperte e interrate per fare spazio alle carreggiate di nuove strade. Decisione peraltro comune, nel Novecento, ad altre realtà di trasporto “sostenibile”, un tempo esistenti (si pensi ad esempio alle molte ferrovie che per molti territori rappresentavano il messo di trasporto di cose e persone principale) e poi soppresse ed eliminate per gli stessi – spesso assai interessati – fini.

La Darsena nell'800, con l'imbocco verso la conca di Viarenna.
La Darsena nell’800, con l’imbocco verso la conca di Viarenna.
Per quanto riguarda Milano, la questione della perdita dell’idrografia originaria cittadina ricorda per certi aspetti altri simili casi, ad esempio quello della cosiddetta Servitù del Resegone, della quale già ho disquisito qui nel blog. Anche in tema di vie d’acqua scomparse valgono le stesse riflessioni che allora facevo, su come un concetto di sviluppo sovente legato a mere convenienze del momento (e ai relativi interessi, spesso di pochi a scapito di tanti) ha portato ad una trasformazione in negativo dell’estetica urbanistica delle nostre città, causando per giunta e non di rado (cosa ben peggiore) una perdita di identità urbana, dell’anima cittadina, del peculiare genius loci, insomma, con inevitabili ricadute sociologiche e antropologiche sugli abitanti della città e sulle loro vite. E queste riflessioni ovviamente valgono per Milano così come per qualsiasi altra città, paese, villaggio, territorio urbano antropizzato che abbia subito simili trasformazioni.
Sia chiaro: le città si trasformano, deve essere così per fortuna che è così da sempre. Tuttavia la loro trasformazione può dirsi proficua soprattutto se viene salvaguardata l’identità cittadina, se il genius loci resta riconoscibile, determinato e determinante. Altrimenti il rischio è quello di non riscontrare più differenze tra una città e l’altra del pianeta, ovvero di una globalizzazione estetica omnimassificante con conseguente dissonanza cognitiva urbana, culturale e antropologica. E’ lo stato per il quale il residente di un luogo si ritrova dissociata da esso, come se fosse straniero a casa propria.

Il Naviglio della Martesana inizia il suo percorso sotterraneo.
Il Naviglio della Martesana inizia il suo percorso sotterraneo.
Tornando a Milano, fortunatamente negli ultimi tempi da più parti ci si è resi conto del danno cagionato alla città, e in alcuni casi si è cercato di mettervi riparo – nella speranza che siano (solite) operazioni di facciata con scopi ben più politico-elettorali che di effettiva rinascita urbanistica. Uno dei progetti più interessanti riguarda il recupero del Naviglio della Martesana, che un tempo collegava il centro di Milano con il fiume Adda. Ne parla questo servizio video di tvsvizzera.it.
Sarebbe certamente un primo e importante passo, tra quelli fattibili e realizzabili, per recuperare anche quella meravigliosa storia d’acque cittadine e riportarla ai giorni nostri, il che rappresenterebbe un valore aggiunto enorme per la città, ben più che tanti pur mirabili – e ribadisco mirabili, ma spesso ben poco identitari (appunto) – grattacieli di prestigiose archistar.

Lavandaie lungo la Roggia Boniforte in via Argelati, nel 1940.
Lavandaie lungo la Roggia Boniforte in via Argelati, nel 1940.
Per approfondire il tema delle vie d’acqua storiche di Milano potete leggere qui un ottimo e dettagliato articolo, tratto dal sito storiadimilano.it.

P.S.: Dal 12 novembre e fino al 14 febbraio 2016, la mostra Milano, città d’acqua, a cura di Stefano Galli, racconterà proprio la storia acquatica della città, attraverso 150 immagini d’epoca provenienti da archivi pubblici e privati oltre a documenti inediti e materiale cartografico per testimoniare la ricchissima presenza d’acqua in città fin dalla sua fondazione, come elemento cardine attorno al quale si è costruita la fisionomia dell’urbe, la sua prosperità e la sua fortuna storica. Per saperne di più visitate il sito web della mostra, qui.