Cripple Bastards, 35 anni

Nell’anno in corso i Cripple Bastards, uno dei più importanti gruppi musicali italiani – e, nel loro genere, a livello mondiale – compiono 35 anni di carriera (proprio nel corso del mese di marzo, per la precisione). Tre decenni e mezzo di arte sonora estrema, di coerenza artistica e attitudinale, di lucidità espressiva, di potenza, veemenza, intensità, classe. Una pietra miliare del grindcore e una leggenda della musica contemporanea nonché, per il sottoscritto, a modo loro una notevole ispirazione spirituale.

Con l’augurio fervido che la leggenda possa continuare a lungo fino a trasformarsi in mito – sempre alla velocità della luce, ovviamente!

IN GRIND WE TRUST!

Un litro vale(va) un chilo d’insalata

Oggi la benzina è rincarata
È l’estate del quarantasei
Un litro vale un chilo d’insalata
Ma chi ci rinuncia? A piedi chi va?
L’auto, che comodità!

Così cantava il grande Paolo Conte in La Topolino Amaranto, brano incluso nel suo omonimo album del 1975. Be’, se cambiate la data indicata nel testo e ci mettete il 2022, la sostanza resta invariata. Allora si usciva da una guerra devastante, ora ce n’è una in corso più limitata geograficamente ma che fa temere sviluppi geopolitici potenzialmente anche peggiori. E il «caro-benzina» resta una costante, evidentemente, tanto più se si riflette sul fatto che da allora a oggi sono passati quasi ottant’anni e la rivoluzione energetica, nei mezzi di locomozione e altrove, l’avremmo già dovuta compiere lustri fa. Invece no, ci si sta arrivando solo ora con gran fatica, e per giunta la guerra in corso rischia di frenarla ancora di più. Non solo: oggi i carburanti costano più del doppio, quasi il triplo dell’insalata.

Non siamo messi bene, già. Per nulla.

Ultrasuoni #16: Gorilla Biscuits

Tra i miei imprescindibili “Dischi Plasmon” – ovvero quei dischi che ascoltavo in gioventù e che non solo mi sono rimasti nel cuore (e nelle orecchie) ma hanno in qualche modo contribuito a farmi diventare ciò che sono – c’è assolutamente Start Today, unico (cioè il solo prodotto) LP di una band unica (cioè peculiare) come i Gorilla Biscuits.
Aprivi la inner sleeve della cassetta, vinile o cd, e ti ritrovavi davanti, nelle foto a corredo (vedi sopra), cinque ragazzotti che più ordinari e mainstream non potevano sembrare, ripresi come se fossero appena usciti dal college e stessero andando a bere qualcosa insieme; avrebbero tutt’al potuto suonare del pop rock, ti veniva da credere. Poi, cliccavi il tasto PLAY sull’impianto audio e ne usciva un suono hardcore punk di potenza, solidità, intensità, dinamismo stupefacenti, da restare a bocca aperta, con brani tanto veloci quando melodici in pieno stile straight edge suonati e cantati con (permettetemi l’ossimoro) una perizia furiosa, dall’impatto complessivo a dir poco devastante. Basti ascoltare un brano come Stand Still:

Potrei definirlo il brano hardcore-straight edge per eccellenza, perfetto nella combinazione delle varie caratteristiche del genere; ma è tutto l’album a non avere un solo attimo di cedimento, di confusione o di monotonia, mantenendosi sempre su livelli acustici e musicali eccelsi. Non è un caso, d’altronde, se i Gorilla Biscuits, con solamente un LP e un precedente EP prodotti (a sua volta di altissima qualità), siano considerati tra le band fondamentali e più influenti del punk americano e Start Today uno dei migliori album in assoluto della storia del genere hardcore. Una vera e propria leggenda della musica estrema, insomma: altro che cinque studentelli sfigati, eh!

Ultrasuoni #2: Depeche Mode, Enjoy The Silence

Ci sono certi brani musicali – non molti, a dirla tutta, anzi, sono rari – che si basano su accordi che io definisco “armonie fondamentali”: suoni eufonici apparentemente semplici eppure di natura ancestrale, elementale, che trascendono l’ordinario giudizio estetico e di gusto – bello / non bello / brutto – per farsi ineluttabile oggettività armonica, cioè qualcosa (per dirla in modo più semplice) che quando la si ascolta tocca le corde più profonde dell’animo, vi pone radici immediate, si accorda con la dimensione emotiva e, per tutto ciò, affascina da subito l’ascoltatore. Il quale poi potrà esteticamente gradire o meno ma, di contro, non potrà mai resistere al fascino ineluttabile di quelle armonie, come se esse esprimessero e manifestassero a loro modo i suoni fondamentali della nostra dimensione vitale e per ciò assumendo a pieno titolo la definizione di opera d’arte – ove l’arte sia intesa nella sua definizione basilare ovvero come la massima espressione e rappresentazione creativa della vita umana.

Ecco: secondo me uno dei quei brani è Enjoy The Silence. Semplice e immediato ma sublime, raffinatissimo, trascendentale, esemplare. Forse una delle canzoni di musica contemporanea (e non solo “pop”) che più si avvicinano al concetto di “perfezione”.

D’altro canto – altra cosa che sostengo da sempre – i Depeche Mode tra 200 anni saranno insegnati nei conservatori di musica esattamente come oggi viene insegnato Mozart. E ho detto tutto.

Eddie Van Halen

Pratica. Ero solito sedermi sul bordo del letto con una confezione da sei di Schlitz Malt. Mio fratello usciva alle 19 per frequentare parties e farsi ragazze e quando tornava, alle 3 del mattino, io ero ancora seduto nello stesso posto, a suonare la chitarra. L’ho fatto per anni, lo faccio ancora.

(Eddie Van Halen in un’intervista su “Guitar World” dell’aprile 1996, rispondendo alla domanda su come fece a passare dal primo accordo suonato sulla sua chitarra all’assolo di “Eruption”, uno dei massimi virtuosismi chitarristici della storia della musica. E quando un maestro del genere se ne va, non è una perdita solo per il rock o il metal ma per tutta l’arte e la cultura musicale. So, jump in heaven, Master Eddie!)