Dati ormai datati ma mai scontati. Per chi si fosse perso l’ultima analisi ISTAT sulla lettura in Italia…

E’ ormai stata pubblicata quattro mesi fa, ma visto che è una di quelle cose di cui i mass media non è che parlino granché (forse proprio avendo cura di evitare di parlarne, eh! – ma sono il solito che pensa sempre male, lo so) e dato che ne ho parlato giusto ieri sera nella puntata #14 della stagione in corso di Radio Thule (trovate QUI il file in podcast della puntata), vi propongo il link per Senza nome-True Color-01scaricare La produzione e la lettura di libri in Italia, la ricerca statistica che l’ISTAT periodicamente effettua per “fotografare” lo stato del mercato editoriale nazionale con un focus particolare sulla domanda e la relativa offerta, ovvero con un punto di vista colto dalla parte del lettore, più che dell’editore.

Cliccate sulla copertina qui accanto per scaricare direttamente la versione integrale del documento in formato pdf. E’ una lettura veramente interessante e, sotto molti aspetti, illuminante. O ottenebrante… beh, diciamo che dipende con quale “intento informativo” lo vorrete leggere!
Nella sezione del sito ISTAT relativo alla ricerca potete anche trovare, oltre alla versione audio, la nota metodologica alla base della compilazione della stessa e le tavole relative.
Leggete, e meditate!

Il caos, senza i libri (Fëdor Dostoevskij dixit)

Lasciateci soli, senza libri, e ci confonderemo subito, ci smarriremo: non sapremo dove far capo, a che cosa attenerci; che cosa amare e che cosa odiare, che cosa rispettare e che cosa disprezzare.

(Fëdor Dostoevskij, Memorie dal Sottosuolo. A proposito della neve bagnata, X, nota introduttiva di Leone Ginzburg, traduzione di Alfredo Polledro, Einaudi, Torino, 2002, p.132. Orig.: Zapiski iz podpol’ja, 1864)

L’avesse saputo, il buon Dostoevskij, che oltre a rischiare sul serio di lasciarci senza libri – o meglio, con libri senza lettori e al posto dei libri stessi – chi governa il mondo di contro non ci lascia mai senza la TV, quale “insegnante” sempre più presente e influente di ciò che si deve odiare, amare, rispettare o disprezzare. E il risultato di ciò è anche peggiore di quanto Dostoevskij suppose: perché il non sapere crea di certo smarrimento, ma il credere di sapere senza realmente sapere nulla crea una inesorabile schiavitù.

Quando da banali quisquilie si possono generare grandi ostacoli (Un estratto da un certo libro…)

Ora vi dico cosa è successo a Sandro – o meglio, cosa gli hanno combinato… – a volte è veramente incredibile constatare su cosa certe gente costruisca una bella e buona discriminazione, su quali piccolezze, insignificanze, artificiosità senza una reale logica si facciano scelte e si prendano decisioni che discriminano, appunto, solo, perché non si riesca a comprendere qualcosa che ci si trova di fronte, e se quel qualcosa rappresenta un ostacolo, pur irrilevante, non si trova la volontà di superarlo, o quanto meno di girarvi attorno. In fondo, è quanto anch’io sto sperimentando con Miasmine…
Comunque, vi racconto: sapete già che ho insegnato a Sandro i rudimenti della guida automobilistica, e tuttavia che fino a qualche tempo fa mostrasse parecchi impicci nel metterli in pratica, soprattutto nell’uso del cambio; bene, devo dire che negli ultimi tempi ha invece fatto notevoli progressi – anche perché, in tutta sincerità, gli ho eliminato il problema alla radice, convertendo il cambio manuale della mia utilitaria in cambio automatico (uh, niente di speciale, basta qualche ingranaggio epicicloidale e un banalissimo microprocessore di controllo): in tal modo non deve far altro che pensare a guidare, e per inserire la retromarcia, sua maggiore difficoltà all’inizio, gli basta un colpo di zampa alla leva del cambio. Così, lo devo ammettere, i suoi progressi sono stati così grandi e entusiasmanti, tanto da ritenerlo pronto per tentare di sostenere l’esame pratico come privatista presso una scuola guida: ci pensate, il primo cane al mondo (credo.) patentato?! Una cosa da guinness dei primati!
Purtroppo, da qui in poi sono cominciati i “problemi”, se così si possono definire. Prima, convincere l’istruttore su che Sandro fosse un cane (“Un cane?”, “Sì, un cane!”, “Ma… Un cane?”, Siiiì, un caneeee!”, “Ma proprio un cane?”… Avanti così, per quasi un’ora!) a dover sostenere l’esame, poi vincere la sua incredulità e mostrargli nel parcheggio di un grosso supermercato come Sandro sapesse guidare – e da quel momento l’istruttore ha assunto una bizzarra espressione sul viso, tipo “mi sono apparse la Madonna, Afrodite, Ishtar, Freyja e Wonder Woman tutte insieme nello stesso momento”, espressione che gli resterà in viso fino all’ultimo – poi ancora persuaderlo all’uso dell’auto con cambio automatico con identico valore “valutativo” di quella con il cambio manuale (“Insomma… Chiuda un occhio… E’ un cane, in fondo, mica le chiedo di patentare un frigorifero!”), e finalmente l’esame, che peraltro Sandro supera brillantemente. A questo punto, cosa salta fuori? Beh, salta fuori, in buona sostanza, che Sandro non può guidare, non può essere patentato, e tutto perché la patente, per essere valida, deve riportare la firma del suo titolare: e come fa un cane, creatura dotata di zampe senza dita prensili, a prendere in mano una penna e scrivere? E poi, avete mai sentito che i cani sappiano scrivere?
Così, accidenti, Sandro non ha potuto ottenere ciò che si era meritato sul campo per un piccolo e insulso cavillo burocratico, che per giunta con l’esame di guida in sé non centra nulla. Vi pare giusto? Non è una vera e propria discriminazione quella che ha subìto? Quanto meno, tra i due, pare che sia io quello che se l’è presa di più (già m’immaginavo qualche bel sonnellino in corso di viaggio d’auto, con lui alla guida), mentre Sandro, una volta a casa, si è fiondato sulla propria palla preferita per giocarci con immutato entusiasmo…

Cop_LMRQP_taglio2Questo è un brano tratto da LA MIA RAGAZZA QUASI PERFETTA (Senso Inverso Edizioni, Ravenna, 2010, ISBN 978-88-96838-03-7, Pag.120, € 12,00, illustrazione di copertina di Vittorio Montipò), il primo romanzo con protagonista il folle personaggio di Tizio Tratanti – un nome (e cognome), un programma, come intuirete bene!
Cliccate sulla copertina del libro qui accanto per avere ogni altra utile informazione sul romanzo (dove acquistarlo, come, articoli, recensioni, segnalazioni e quant’altro…), e non dimenticate anche il secondo romanzo di quella che, alla fine, sarà una trilogia, ovvero
Cercasi la mia ragazza disperatamente!
Buone letture!

La “crudele” verità sugli italiani e i libri, nelle sagaci vignette di Cruel

Cruel, alias Carlo Crudele, è un disegnatore salernitano attivo dal 2008, che spesso dedica qualcuna delle sue sagaci vignette ai libri, alla lettura e allo stato (desolante) di essa dalle nostre (desolanti) parti. Ve ne presento qui un paio in assaggio, mentre per scoprirne altre e conoscere meglio Cruel – se già non lo “trovate” in giro per giornali o TV – potete visitare la sua pagina facebook oppure il suo blog.

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Lettura, vizio precoce (Gesualdo Bufalino dixit)

Lettura, vizio precoce: da ragazzo raccattavo i giornali unti di pesce che trovavo per strada, li facevo asciugare, li leggevo di notte.

(Gesualdo Bufalino, Il malpensante. Lunario dell’anno che fu, Bompiani, 1987.)

Con la speranza che, se così è, un tale vizio, giammai cattivo, sia come quello del lupo