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Leggere un buon libro stando in un affascinante e meraviglioso paesaggio.
Forse non serve molto altro, per sentirsi in paradiso.
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Leggere un buon libro stando in un affascinante e meraviglioso paesaggio.
Forse non serve molto altro, per sentirsi in paradiso.
Un buon libro da leggere, e una tazza di profumato e saporito caffè (o di un’altra vostra prediletta bevanda) da sorseggiare durante la lettura.
Cosa ci può essere di meglio?
Puoi leggere, leggere, leggere, che è la cosa più bella che si possa fare in gioventù: e piano piano ti sentirai arricchire dentro, sentirai formarsi dentro di te quell’esperienza speciale che è la cultura.
(Pier Paolo Pasolini, in risposta a una ragazza che gli scrive di voler studiare all’università ma non avere i soldi per farlo, tratto da “Dialoghi con Pasolini” su Vie Nuove, 1965, pag.1077.)
Ecco: lo capissero, quelli che non leggono, quanto sono poveri per tale loro mancanza, e d’una povertà che nessun denaro che non sia fatto di libri e di buone letture può risolvere, e quanto poi sia palese questa loro povertà, quanto si veda, si colga facilmente…
P.S.: citazione còlta da questa pagina facebook.)
«Perché hai cominciato a leggere libri?» mi chiese d’un tratto, ed è la domanda che reputo la più interessante che mi sia mai stata posta.
«Perché mi sono sembrati più intelligenti delle persone che conoscevo allora.»
(Mariusz Szczygieł nella postfazione a La morte dei caprioli belli di Ota Pavel, Keller, 2013, pag.147.)

A volte, per sancire verità assolute che tuttavia troppa gente non vuole capire (appunto!), basta veramente poco. Poche parole, a loro volta assolute perché nella loro chiarezza sanno dire tutto. E se la (stessa) gente non le vuol capire, ne avrà solo di che perderci.
Chi legge libri dice spesso che la lettura rappresenta anche una specie di “fuga” dalla realtà quotidiana e dalle sue frequenti brutture. È una cosa vera, ma questa tale fuga verso qualsivoglia fantasia letteraria – perché tale viene superficialmente intesa da molti: come un perdersi nell’irrealtà, nelle illusioni di dimensioni immaginarie (o immaginate) e inventate dunque “false” – piuttosto è forse il modo migliore per svelare e comprendere quanta illusione e falsità ci siano nella quotidiana realtà, ovvero in ciò che ci viene fatta ritenere tale.
Anche per questo chi legge buoni libri il mondo lo sa vedere e capire meglio, nonostante la letteratura lo faccia fantasticare come poche altre cose saprebbero fare (e molto meglio di esse).