Il primo concorso letterario “Racconti dal Lago”, firmato Historica Edizioni e Cultora

Lago-di-Como-2-bnHistorica Edizioni, in collaborazione con Cultora, il portale italiano di informazione culturale, indice la prima edizione del Concorso Letterario Racconti dal Lago.

Il concorso vuole esplorare il talento letterario e portare alla luce gli autori che risiedono nel territorio affacciato sulle rive del Lago di Como, la cui grande bellezza genera da sempre, oggi come in passato, un grande influsso culturale, artistico ed espressivo, offrendo la possibilità ai partecipanti di far parte d’una pubblicazione prestigiosa curata da un’altrettanto prestigiosa casa editrice, tra le più brillanti e in crescita dell’intero panorama nazionale. Dunque non un classico concorso con classifica e premi finali (magari graditi ma obiettivamente poco utili per chi voglia emergere nell’affollato e caotico panorama letterario nazionale) ma la concreta possibilità di una preziosa e fruttuosa visibilità editoriale, per di più autorevolmente firmata – da Historica, appunto.
I racconti che verranno selezionati – dallo scrivente, è (anche) per questo che ve ne parlo, qui – formeranno infatti una raccolta pubblicata da Historica e presentata in prima assoluta con la presenza degli autori vincenti in occasione di Piccoli Editori in Fiera, la fiera del libro di Bellano che si terrà il 7-8 maggio 2016, oltre che nell’ambito degli altri eventi letterari nazionali ai quali la casa editrice parteciperà ovvero in occasioni specifiche sul territorio locale.

Bando Racconti dal LagoIL BANDO

Historica Edizioni, in collaborazione con il sito Cultora, indice la prima edizione del Concorso letterario Racconti dal Lago.
UNICA SEZIONE: NARRATIVA – Si accettano racconti a tema libero che non superino le 8 cartelle dattiloscritte (1 cartella = 30 righe di 60 battute). Ogni autore può inviare al massimo un racconto.
TESTI – I testi devono essere in lingua italiana e inediti. Possono partecipare autori italiani e stranieri. Possono partecipare testi già premiati in altri concorsi.
COME INVIARE I RACCONTI – I concorrenti devono inviare il racconto in formato word, con nome, cognome, indirizzo, numero di telefono e con oggetto “Racconti dal Lago”, al seguente indirizzo mail: scrivendovolo@gmail.com
CONDIZIONI DI PARTECIPAZIONE – La partecipazione è gratuita e aperta a tutte le persone residenti o domiciliate nelle province di Como e Lecco.
TERMINI DI INVIO – Inviare gli elaborati via mail entro e non oltre il 31 marzo 2016.
DESIGNAZIONE DEI VINCITORI – Agli autori selezionati verrà inviata una mail con il responso.
PREMI – I racconti vincitori verranno pubblicati da Historica edizioni in un libro che sarà presentato alla Fiera del libro di Bellano il 7-8 maggio dove il testo sarà in vendita presso lo stand di Historica. Il libro sarà successivamente ordinabile online e in libreria e disponibile alle principali fiere del libro a cui partecipa la casa editrice.
DIRITTI D’AUTORE – I diritti dei racconti rimangono di proprietà dei singoli Autori.
INFORMAZIONI – Per qualsiasi informazioni sul concorso scrivere a: scrivendovolo@gmail.com

P.S.: cliccando sull’immagine della locandina lì sopra, la potrete scaricare in formato pdf.

CIVICO 103. Aggratis!

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La Galleria Civica di Modena produce e distribuisce un magazine veramente allettante, che devo (purtroppo) ammettere di aver scoperto da poco – ma ora recupererò tale mancanza, di certo. Si chiama CIVICO 103, ed è nato nel 2010 in occasione del FestivalFilosofia, dedicato quell’anno alla fortuna, con lo scopo di annunciare e diffondere le iniziative della galleria. Era, quella, una prima, timida apparizione, con il medesimo formato di oggi ma una foliazione minima, e con tutta la provvisorietà e la sperimentazione che un numero 0 porta(va) necessariamente con sé. Oggi è arrivato a 13 numeri pubblicati 70.000 copie cartacee distribuite e trovo abbia una vena letteraria assolutamente intrigante, alimentata in ogni numero da speciali contributi (di ampio respiro, come si dice in tali casi) di scrittori e illustratori, in particolare per l’appuntamento fisso del racconto di apertura. Un articolato connubio tra arte visiva (nelle sue varie forme) e letteratura, messo nero su bianco: allettante, appunto, senza alcun dubbio!
Last but non least – anzi! – CIVICO 103 è FREE. Sì, è aggratis: e per quanto offre, credo sia una lettura da non perdere!

Cliccate sull’immagine delle copertine per saperne di più, mentre QUI potete scaricare i vari in numeri in formato pdf, oppure QUI potete consultare il magazine grazie alla nuova web app civico103.net.

Colpo di scena: ora i librai attaccano! O meglio, lo fanno gli scrittori, per loro…


Quasi a far da seguito a quanto ho pubblicato ieri, qui sul blog – articolo che ho focalizzato sui librai e la loro sopravvivenza, ma l’ambito è esattamente lo stesso, solo trattato da un’altra parte – leggo sui media (ad esempio QUI) dell’iniziativa di “un gruppo di 300 scrittori che includono alcune delle firme più famose del mondo della letteratura mondiale, si sono uniti alla pubblica protesta contro “le tattiche da strozzinaggio” del colosso del libro di Jeff Bezos che “tiene ostaggio” i titoli della casa editrice del gruppo Lagardere. Orhan Pamuk, V.S. Naipaul, Philip Roth, Milan Kundera, Salman Rushdie, non hanno legami diretti con Hachette e il loro obiettivo va oltre la disputa sui prezzi degli e-book che la contrappone a Amazon.
E più avanti, nell’articolo che sto prendendo a riferimento: “Pamuk, Roth e gli altri chiedono che il dipartimento della Giustizia metta Amazon sotto inchiesta per tattiche monopolistiche illegali. Il loro affondo punta i riflettori sui diritti e le responsabilta’ di una societa’ che vende meta’ dei libri in circolazione in America e che controlla la piattaforma dominante degli e-book. “Se Amazon non viene fermata siamo alla fine della cultura letteraria in America”, ha detto Wylie al New York Times: “Quel che Bezos sta facendo e’ a danno dell’industria del libro e degli autori”.
Guerra totale, dunque, tra mondo editoriale tradizionale e digitale? Forse, o forse no. A volte certe iniziative che paiono mirabilmente nobili e virtuose poi si rivelano alquanto bieche – ovvero attaccanti un certo potere solo per difendere un altro potere, magari di forma opposta ma di identica sostanza; altre volte invece sono soltanto modi originali per far parlare di sé. Ma in certi casi servono invece per menar quei fendenti che la società civile da sola non potrebbe portare a segno, sperando che qualche buon effetto lo possano conseguire – e in tal caso certi nomi presenti nella lista degli attaccanti non possono che farmi pensare tutto il bene possibile circa tale iniziativa, almeno ora.
(E per completezza di cronaca, ecco un altro fronte aperto della stessa guerra – un fronte transalpino, in tal caso!)

Ora, appunto: al momento non c’è che attendere ulteriori sviluppi di tali (pseudo)belligeranze; per quanto mi riguarda, e per esprimere il mio pensiero sulla questione, non ho assolutamente nulla contro la vendita on line, in primis, e nemmeno contro Amazon. Tuttavia se Amazon, in quanto tale ovvero come colosso industriale e finanziario qual è, acquisisce sempre maggiori fette di mercato con prezzi “libidinosi” per il pubblico ma ottenendoli con tattiche di bieco strozzinaggio per editori (che non sono affatto santi, sia chiaro!) e autori, con ciò riducendo anche i margini e le possibilità di sopravvivenza di tutto il resto della filiera editoriale – con i librai in testa, o in fondo – allora no, la cosa non mi garba affatto e mi devo augurare che la guerra suddetta sia feroce e totale. Perché una tale realtà, se risulta effettiva come certe notizie sul comportamento di Amazon riportano (lo stesso articolo sopra linkato, ad esempio), una volta ancora e in modo ora quasi irrimediabile trasforma la cultura diffusa – quella che il libro e l’esercizio della lettura rappresentano bene – in puro e turpe mercato, condizionato a tutto ciò che di orribile lo stesso ha palesato negli ultimi anni, e come già accaduto per molte altre cose della nostra quotidianità. Per essere ancora più chiari: ben venga Amazon e gli altri soggetti simili, ma in un mercato ove certe regole di equità possano essere rispettate e osservate da tutti, dal piccolo librario di paese alla mega-multinazionale con bilanci da manovra economica nostrana. Il mercato conta, sarebbe da idioti credere il contrario, ma un mercato capitalisticamente sano, obiettivo e coerente, non certo quello che, appunto, ci ritroviamo oggi a rovinarci troppo spesso la quotidianità.
Insomma, “Se Amazon non viene fermata siamo alla fine della cultura letteraria in America“: i toni sono questi, adesso. Sembrano fin troppo catastrofistici ma, visto il mondo su cui stiamo e le sue innumerevoli e inopinate bizzarrie, è il caso di lavorare per il meglio (sempre), preparandosi al peggio.

P.S.: e gli scrittori italiani? Che pensano? Che dicono? Che fanno? Si attendono riscontri in merito…