Il pachiderma sovietico di Tallinn

[Foto di Guillaume Speurt da Flickr, CC BY-SA 2.0; fonte qui.]

Linnahall. L’opposto di Raekoja plats, e di buona parte della città, almeno di quella che finora ho visto ed esplorato.
Ripercorro Pikk fino alla Grande Porta della Costa, supero i giardini pubblici e la trafficata strada che proviene dai terminal portuali e me lo ritrovo davanti, il Linnahall.
Sembra un gigantesco sarcofago, la copia di un monumento funerario di vaga genesi egizia o mediorientale, con forme approssimativamente piramidali, da ziqqurat autarchica per così dire, precipitata – anzi, fatta precipitare ‒ qui per chissà quale inopinata bizzarria urbanistica. In verità è il “dono” dell’URSS alla città di Tallinn in occasione dei Giochi Olimpici del 1980, quando la città venne scelta come sede delle gare di canottaggio. V. I. Lenini nimeline kultuuri- ja spordipalee la sua denominazione originaria, ovvero “Palazzo della Cultura e dello Sport V. I. Lenin”. Roba da era sovietica nel senso più cupo e ottenebrante, sul serio.
Non mi sorprende che i tallinesi l’abbiano fatto rapidamente andare in malora. Voleva rappresentare in maniera monumentale la grandeur del potere sovietico ma è finito per diventarne una sorta di evocativa pietra tombale. Oggi la sua enorme mole di cemento scrostato e ricoperto di graffiti e tag dona l’impressione di un ciclopico pachiderma marino spiaggiatosi appena fuori dal centro città e lì lasciato languire, senza suscitare la benché minima compassione in chiunque se lo sia ritrovato e se lo ritrovi ancora davanti. Anzi, numerosi tallinesi volevano e vorrebbero proprio toglierlo di mezzo – anche perché, francamente, lo hanno piazzato nel campo visivo di chi dalle mura cittadine spinga lo sguardo verso il mare, proibendone così la veduta, e viceversa per chi s’accosti dal mare. Altri invece, converrebbero di mantenerlo come epiteto verso un passato ancora presente e monito per un futuro libero da qualsivoglia cementificazione – del suolo e della libertà. Io credo che, alla fine, a giudicare dalla sua galoppante fatiscenza e a meno di ripensamenti storiografici, la verità dei fatti starà nel mezzo, anzi, franerà tra quelle due posizioni, compiendo così nel modo più naturale possibile la sua (fallita) missione. […]

Täpselt! (“Esatto” in lingua estone.) Anche questo è un brano tratto dal mio ultimo libro:

Tellin’ Tallinn. Storia di un colpo di fulmine urbano
Historica Edizioni, 2020
Collana “Cahier di Viaggio”
Pagine 170 (con un’appendice fotografica dell’autore)
ISBN 978-88-33371-51-1
€ 13,00
In vendita in tutte le librerie e nei bookstores on line.

Potete scaricare la scheda di presentazione del libro qui, in pdf, e qui, in jpg, oppure cliccare sull’immagine del libro per saperne di più (se invece volete saperne di più sul Linnahall, date un occhio qui.)

Ufficio stampa, promozione, coordinamento:

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.