Ultrasuoni #28: Amon Amarth, “Twilight Of The Thunder God”

Dopo tanto tempo mi sono riascoltato, in questi giorni, Twilight Of The Thunder God degli Amon Amarth, e ho ritrovato intatte le sensazioni dei primi ascolti: uno degli album più ispirati in assoluto del metal estremo del 21° secolo, potente, ottimamente suonato, ricco di grandi ispirazioni melodiche e armoniche, epico, evocativo, nonché sorta di compendio di mitologia norrena sia nella musica, che offre frequentissimi riferimenti alla tradizione scandinava seppur declinati in chiave metal, che nei testi, i quali paiono tante saghe vichinghe concentrate e esaltate dal più consono contorno musicale. Ascoltatevi il brano che dà il nome all’album e lo apre…

…oppure la battagliera Tattered Banners and Bloody Flags, che pare suonata direttamente dal ponte di un dreki:

…o ancora la sublime Varyags of Miklagaard, che oltre a essere – a mio parere – uno dei pezzi più belli in assoluto del genere melodic death metal, è un vero e proprio saggio di storia che racconta della celeberrima (ma da noi pressoché ignota) Guardia Variaga, milizia scelta composta da guerrieri scandinavi al servizio del califfo di Miklagaard, o Мikligarð, che era il nome in lingua norrena di Costantinopoli:

Insomma, come ho detto, Twilight Of The Thunder God è uno dei più ispirati album di musica estrema degli ultimi vent’anni, e non a caso raggiunse la cinquantesima posizione della Billboard 200, la classifica dei dischi più venduti negli USA – cioè sul continente nordamericano: una sorta di nuova “conquista vichinga” dopo quella originaria dell’anno Mille, confermata in maniera indubitabile proprio di recente! E dunque: lunga vita ai guerrieri del Monte Fato!

Ultrasuoni #3: Emperor, The Acclamation of Bonds

Ora, molti (eccetto quelli che non sanno nemmeno cosa sia, ovvio) storceranno il naso a leggere “black metal” e in certi casi avranno anche ragione, ma basti solo il seguente nomen omen: Emperor. “La” band black metal par excellence (e lo scrivo alla maniera nietzscheana non a caso), quella che ha elevato il genere – solo “casino”, per molti – al rango di autentica arte musicale, che ha fatto parlare alcuni di black metal operistico in forza della struttura di molti brani di palese derivazione classica, frutto della grande conoscenza musicale e culturale dei componenti del gruppo nonché della loro notevole perizia tecnica. Qualcuno addirittura si è spinto a definirli “gli eredi di Grieg”, altro sublime nume musicale nordico capace di tessere armonie tanto delicate, a volte, e tanto possenti in altre (Nell’Antro del Re della Montagna non è forse un brano di black metal ottocentesco?) e gli stessi Emperor probabilmente miravano a tanto, incidendo la loro musica negli studi discografici Grieghallen. Altri ancora hanno persino coniato, appositamente per loro e per certi loro brani dalla potenza sonora stellare e dalla profondità armonica siderale, la definizione di cosmic black metal. Come per The Acclamation of Bonds, uno dei migliori in assoluto della loro produzione, a mio parere: il suono di una possente astronave lanciata nello spaziotempo alla velocità della luce verso altri universi, altre dimensioni sonore, altre inopinate immensità oltre l’ordinario infinito.

Un tormentone dell’estate?

Incidentalmente, ho sentito su una radio commerciale il singolo del gruppo pop italiano “Thegiornalisti” (?!) che, leggo, sarebbe uno dei “tormentoni” dell’estate in corso.

Be’, con tutto il rispetto per chiunque, una scena musicale, ancorché pop (il che non è affatto sinonimo di bassa qualità o di banale nazional-popolarità – all’estero, intendo dire), che elegga a “band di rilievo” e imponga il successo dei relativi brani di un gruppo del genere, è un po’ come una comunità di recupero dalla tossicodipendenza che avesse eletto a suo testimonial il Maradona* dei tempi di Napoli.

Con la differenza che Maradona fu uno dei più grandi calciatori di sempre, nonostante tutto.
Ecco.

*: per restare in tema, già.

Questa sera su RCI Radio, in FM e streaming, la 14a puntata 2014/2015 di RADIO THULE!

Thule_Radio_FM-300Questa sera, quattro maggio duemila15, ore 21.00, live su RCI Radio in FM e in streaming, appuntamento con la puntata #14 dell’anno XI di RADIO THULE. Titolo della puntata, “Allievi che superano i maestri. La raffinata arte delle cover musicali”.
In questa puntata RADIO THULE torna per una volta ad essere “consono” al mezzo da cui viene diffusa, ovvero un programma musicale! Ma lo fa con il proprio consueto stile alternativo, andando ad esplorare un piccolo/grande mondo apparentemente secondario, in musica, eppure sovente alquanto significativo: quello delle cover. Perché rifare un brano scritto da altri è esercizio troppo spesso banalizzato da chi non lo sa fare, quando invece è una prova di alta bravura musicale e di qualità artistica eccelsa, come sarà dimostrato durante la puntata con esempi assolutamente eloquenti

Senza nome-True Color-02Dunque mi raccomando: appuntamento a questa sera su RCI Radio! E non dimenticate il podcast di questa e di tutte le puntate della stagione in corso e delle precedenti), QUI! Stay tuned!

Come ascoltare RCI Radio:
– In FM sui 91.800 e 92.100 Mhz stereo RDS.
www.rciradio.it (Streaming tradizionale)
http://rciradio.listen2myradio.com (64 Kbps, 32000 Hz Stereo AAC Plus)
http://myradiostream.com/rciradio (128 Kbps, 32000 Hz Stereo AAC Plus).
– Player Android: Google Play

Il PODCAST di Radio Thule: di questa puntata e di tutte le precedenti di ogni stagione, QUI!

Il podcast della puntata #5 di RADIO THULE 2012/2013

Ecco qui, come tradizione del giorno successivo a quello della diretta, il file in podcast della puntata #5 di RADIO THULE 2012/2013 di lunedì 3 Dicembre 2012! Puntata intitolata Arte di strada: la nuova strada dell’arte?” e con ospite in studio Roberto Ratti, direttore di Traffic Gallery, una delle più innovative e avanguardistiche gallerie d’arte in circolazione, con sede a Bergamo. Con la sua preziosa guida si parte alla scoperta di una delle discipline artistiche indubbiamente più vive e frementi, oggi, sempre più affrancata dall’originario alone di illegalità che l’ha contraddistinta ma pure in grado di distinguersi con merito dal panorama artistico più mainstream: la street art. Perché, forse, l’arte contemporanea più autentica è fuori dai musei, dalle grandi istituzioni mecenatistiche (o presunte tali), dal mercato milionario; viene invece dal basso, dalle strade, è concretamente pubblica, raccogliendo l’eredità di precedenti movimenti “alternativi” che hanno caratterizzato e spesso scosso il Novecento e in tal modo generando ancora in sé quella forza rivoluzionaria che da sempre l’arte deve possedere, per essere veramente tale. Da Gauguin a Banksy, da Bristol e la sua scena artistico-musicale alla realtà italiana attuale, un viaggio verso una forma d’arte che forse più di ogni altra ha saputo sovvertire le regole dell’art system: in fondo, come scrisse Andrej Arsen’evič Tarkovskij, “L’arte si rivolge a tutti nella speranza di essere, prima di tutto, sentita, di suscitare uno sconvolgimento emotivo.” E d’altronde, senza di ciò, probabilmente l’arte e gli artisti sono solo fakes (cit.Banksy)…

Cliccate sulla radio qui sopra per ascoltare e scaricare il file, oppure visitate la pagina del blog dedicata al programma con tutto l’archivio delle puntate di questa e delle stagioni precedenti.

Prossimo appuntamento con RADIO THULE, lunedì 17 Dicembre 2012. Save the date e, per ora, buon ascolto!