INTERVALLO – Città del Messico, Biblioteca Josè Vasconcelos

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Un edificio particolarissimo, che all’apparenza ricorda un gigantesco magazzino industriale ricolmo di scaffalature ma che in verità cela un concetto architettonico-filosofico molto interessante: gli scaffali che accolgono la collezione di oltre 500.000 libri sono sospesi alla struttura di copertura e non poggiano sul pavimento – tanto che vi si può passeggiare sotto, realizzando in tal modo un paesaggio davvero metafisico nel quale la cultura è trasmessa ai fruitori della biblioteca dall’alto.
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INTERVALLO – New Haven (USA), Beinecke Rare Book Library, Yale University

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Un edificio quasi inquietante da fuori, per la sua totale assenza di finestre e aperture; dentro, invece, la Beinecke Rare Book Library si rivela una delle più futuristiche e affascinanti biblioteche d’America, peraltro la più grande al mondo per la conservazione di libri e manoscritti rari.
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INTERVALLO – Metten (Germania), biblioteca dell’Abbazia Benedettina

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Capolavoro assoluto dell’arte barocca e rococò germanica (e non solo), quella di Metten è una delle più grandi biblioteche conventuali d’Europa, con più di 200.000 volumi conservati in un tale preziosissimo scrigno artistico. Una vera e propria reggia libraria!
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Russell Chapman, “Syria, refugees & rebels”: un libro-testimonianza per immagini sul conflitto in Siria

Russell-Syriabook-copSulla Siria, e sul dramma del suo conflitto, si è detto di tutto e il contrario di tutto, fin dall’inizio delle ostilità e con foga crescente nelle ultime settimane. Si è detto che i buoni erano i cattivi e viceversa, che gli uni erano ormai sconfitti ma poi lo erano gli altri, che le colpe del conflitto erano di questo e di quest’altro con la complicità di quella o quell’altra superpotenza… Parole, tante parole – con pochissimi fatti per troppo tempo, purtroppo – sovente dichiarate e sostenute senza alcuna testimonianza concreta sul campo, laggiù, in Siria.
Russell Chapman, mirabile fotografo d’arte britannico residente in Svizzera, in Siria ci è stato, ed ha preferito far “parlare” ciò che ben difficilmente può mentire: la realtà, e l’immagine di essa raccolta dal suo obiettivo rivolto soprattutto verso le persone comuni, prime vittime del conflitto nonché, con la loro sconvolta e difficile quotidianità, primi testimoni della più probabile verità su di esso. A breve uscirà il libro fotografico nato dalla sua esperienza in prima linea, Syria, refugees & rebels: la narrazione per immagini di una storia umana e della sua tragedia, prima che di ogni altra cosa. Perché come sempre, chiunque sarà il vincitore – se poi ve ne sarà uno – o il perdente, la guerra colpisce e uccide la gente comune, non certo i potenti ben protetti dentro i loro palazzi fortificati nei quali nemmeno penetra il rumore delle esplosioni e le urla dei feriti…
Credo che Syria, refugees & rebels, oltre che un libro di valore eccelso, potrà essere uno dei migliori ausili editoriali per capire cosa è successo laggiù, e cosa potrà ancora succedere in futuro. Ben più efficace di tante belle e inutili parole, appunto.
Ve ne darò notizia, qui, appena verrà pubblicato.

INTERVALLO – Parigi, “Shakespeare & Company” Bookshop

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Un’utopia socialista mascherata da libreria, come la definì George Whitman, gestore dal 1951 e per 60 anni di una delle librerie più celebri e affascinanti di Parigi – e non solo.
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(P.S.: grazie a Mirella Tenderini per la segnalazione!)