Roberto Mantovani e un Colle “da” Sogno!

Il personaggio con il quale avrò l’onere e l’onore di dialogare, domenica prossima 8 luglio alle ore 17 tra le viuzze del bellissimo borgo montano di Colle di Sogno (Carenno, Lecco), è veramente tra i più importanti del panorama culturale alpino – ove con tale aggettivo si possa intendere ogni cosa che abbia a che fare con la montagna (e in fondo non solo con quella).

Nato nel 1954 a Torre Pellice, dove risiede attualmente, Roberto Mantovani è giornalista professionista e storico dell’alpinismo europeo ed extraeuropeo. Ha cominciato ad occuparsi di montagna da giovanissimo, prima come escursionista, alpinista e sciatore e successivamente (senza abbandonare mai l’attività sul terreno) come studioso. Ha diretto per molti anni la Rivista della Montagna, mentre dal 2014 è direttore della rivista Camminare. Ha lavorato anche per cinque anni al Museo nazionale della Montagna di Torino, ove attualmente è tra i curatori dell’Archivio di Walter Bonatti. Oltre ad aver maturato una lunga esperienza nel settore editoriale, ha pubblicato più di 25 libri per vari editori (Mondadori, De Agostini, White Star, Fabbri, Cda, Priuli & Verlucca, Eventi & Progetti, Alpine Studio, ecc.): il più recente è Monviso. L’icona della montagna piemontese, bellissima e completissima “biografia” di una delle più celebri e celebrate vette delle Alpi Occidentali, pubblicata da Fusta Editore. Negli anni ’80 e ’90 ha curato l’intera sezione alpinistica di tre successive edizioni della grande enciclopedia La Montagna della De Agostini. Si è occupato inoltre di multivision, cinema, allestimenti mostre, spettacoli teatrali, talk show, festival cinematografici legati alla montagna. Per sette anni è stato collaboratore fisso della trasmissione TGR Montagne di Rai2.

Posto ciò, e per tutto il resto che troverete a Colle di Sogno domenica, non posso che ribadire che sarà un appuntamento interessante, illuminante, affascinante… insomma: imperdibile!

Come sarà imperdibile (consentitemi di passare dal “sacro” al “profano” con siffatta rapidità) la serata gastronomica speciale successiva all’evento presso la Locanda di Colle di Sogno, con grigliata mista di carne, cervo in umido con polenta liscia o taragna, pregiati formaggi locali, dolci… a prezzo altrettanto speciale e apposito per l’occasione!

Beh, suvvia… cosa si può volere di più?

Terzo prestigioso appuntamento di “Una Montagna di Eventi”: domenica 08/07 a Colle di Sogno con Roberto Mantovani!

Dopo la proiezione del film I Tesori della DOL in notturna nei boschi, e l’emozionante concerto del baritono Giuseppe Capoferri a Forcella Bassa – entrambi eventi di grande successo di pubblico e di consensi – il terzo appuntamento della rassegna culturale Una Montagna di Eventi, realizzata dalla Pro Loco di Carenno (Lecco) al fine di (ri)valorizzare il meraviglioso territorio montano locale e metterne in luce il prezioso valore del patrimonio di cultura, tradizioni, socialità, umanità ivi presente – rassegna che ho l’onore di curare – avrà come proscenio uno dei luoghi in assoluto più belli, noti ed emblematici non solo della montagna carennese ma pure dell’intera fascia prealpina di Lombardia: il meraviglioso borgo di Colle di Sogno.

Qui, alle ore 17.00 di domenica 8 luglio, nella raccolta e caratteristica piazzetta in centro alle case del borgo, sarà ospite uno dei più importanti personaggi della montagna italiana, ovvero uno dei massimi esperti di “cose” montane: Roberto Mantovani.

Scrittore e autore di più di 25 libri, giornalista, storico dell’alpinismo, collaboratore per sette anni della trasmissione TGR Montagne di Rai2, direttore della rivista Camminare (e molto altro), in grado come pochi altri di raccontare in maniera avvincente le storie alpine del passato e del presente, grazie al proprio enorme bagaglio di conoscenze al riguardo, Mantovani “guiderà” il pubblico (con l’assistenza dello scrivente) attraverso un appassionante viaggio letterario, editoriale ed esperienziale lungo la catena alpina, alla conoscenza del presente e alla scoperta del futuro delle Alpi, delle loro genti, della cultura peculiare e dei luoghi “resilienti” come Colle di Sogno, per una possibile rinascita e rivincita della Montagna. Che potrebbe realmente rappresentare, da qui in avanti, un laboratorio di futuro per il nostro mondo, sia in senso sociale ed economico che culturale, antropologico e filosofico, tornando a essere – lontano da qualsiasi possibile retorica – una “scuola di vita”, anzi, una scuola del buon vivere virtuoso, a beneficio di tutti: montanari, villeggianti, cittadini, genti di montagna e di pianura, ovunque esse siano.

A tutti i presenti verrà offerto dalla Pro Loco di Carenno un succulento rinfresco, grazie alla collaborazione e alla cura della Locanda di Colle di Sogno. Presso la stessa locanda, inoltre, sarà possibile gustare un’ottima e caratteristica cena con piatti della cucina di montagna locale, per l’occasione ad un prezzo speciale (è assolutamente opportuna la prenotazione, visti i posti limitati!)

Un altro prestigioso e affascinante appuntamento, dunque, per questa terza data di Una Montagna di Eventi: un evento speciale in un luogo speciale con un ospite speciale. Semplicemente imperdibile: serve dirlo?

Per qualsiasi informazione sull’incontro con Roberto Mantovani dell’8 luglio e sugli altri appuntamenti della rassegna Una Montagna di eventi, potete consultare il sito web della Pro Loco di Carenno, qui, oppure chiedere direttamente allo scrivente, certo! Per scaricare la locandina dell’evento in formato pdf, invece, cliccate qui.

P.S.: un ringraziamento particolare ad Alpes, che ha collaborato attivamente e indispensabilmente all’organizzazione di questo evento.

 

Questa sera, ore 21.30, a Carenno (LC), vi aspetta(no) “I Tesori della DOL”!

Questa sera alle ore 21.30, a Carenno (Lecco), presso il secentesco Oratorio di San Domenico (visitabile per l’occasione), all’aperto sotto le stelle in un bellissimo prato a forma di arena circondato dai meravigliosi boschi dei monti dell’Alta Val San Martino, ai piedi della Dorsale dell’Albenza, con un lauto rinfresco e la possibilità di acquistare libri e cartine dei sentieri della zona… tutto questo per I Tesori della DOL, l’emozionante film di Carlo Limonta che di queste montagne narra tutta la bellezza e molto molto altro.
Be’, per rendere indimenticabile una serata d’inizio estate, cosa si potrebbe volere di più?

Siateci, ne vale assolutamente la pena!

Info: qui o qui.

“I Tesori della DOL”, un film imperdibile. Punto.

Potreste forse pensare che quanto state per leggere, ovvero quanto ho scritto e affermo in questo post, sia perché sono per molti aspetti parte “interessata”, ma nel caso vi dico che, fosse pure così, amen. Dacché la verità è che I Tesori della DOL, il film di Carlo Limonta – con i testi di Ruggero Meles magistralmente “recitati” da Luca Radaelli – che racconta la bellezza geografica, umana e culturale della Dorsale Orobica Lecchese narrandone il trekking de “In Viaggio sulle Orobie” che l’ha percorsa la scorsa estate, è al di là di tutto un film veramente imperdibile.

E, affermando ciò, credo sia inutile denotare perché lo sia, elencandone gli innumerevoli pregi con il necessario sfoggio di aggettivi che, pur del tutto obiettivi e significanti, resterebbero meramente tali se non correlati alla diretta visione del film che descrivono. È un film da vedere, punto. Perché – se proprio devo aggiungere dell’altro – racconta di un territorio di montagna altrettanto da vedere da conoscere ed esplorare, nel quale camminare, vagare, fermarsi poche ore o tanti giorni, dal quale lasciarsi meravigliare, stupire, emozionare, del quale restare sbalorditi constatando quanti veri e propri tesori offra.

E se volete capire perché posso dire ciò, della DOL… beh, non potete che vedere il film – venerdì prossimo alle 21.30 a Carenno. Insomma: il circolo più virtuoso che si potrebbe immaginare, per di più in una location che a sua volta vi meraviglierà e accrescerà oltre modo le emozioni. Come vedere un film stando dentro il film stesso: un qualcosa di imperdibile, appunto!

Montagna + cultura + arte = Carenno, dal 22 giugno!

Rimettere al centro e rivalorizzare il patrimonio culturale della montagna e la bellezza del suo paesaggio attraverso l’altrettanta bellezza della cultura umanistica e il valore sociale delle arti espressive. È questo lo scopo fondamentale che si è prefissa la Pro Loco di Carenno nell’allestire UNA MONTAGNA DI EVENTI, la rassegna di eventi culturali che, dal prossimo 22 giugno e nei weekend fino al 15 luglio, porterà in alcuni dei luoghi più suggestivi della montagna carennese prestigiosi artisti e letterati quali protagonisti di originali appuntamenti dedicati alle principali arti espressive, declinati al contesto montano locale (e che per conto della Pro Loco ho avuto l’onore e il piacere di curare). Il tutto, come detto, per originare un virtuoso incontro tra il prezioso e magnifico patrimonio naturale dei monti di Carenno con l’altrettanto prezioso patrimonio culturale di chi in montagna ci vive da secoli o da turista ne gode delle bellezze, al fine di riportare alla giusta e diffusa consapevolezza il valore di un territorio montano tra i più belli della Lombardia, certamente meno blasonato di altri ma in grado di offrire bellezze e tesori culturali come è raro trovarne altrove.

UNA MONTAGNA DI EVENTI debutterà – in modo assolutamente suggestivo – venerdì 22 giugno alle 21.30, presso il secentesco Oratorio di San Domenico a Carenno, con la proiezione all’aperto e in notturna de I Tesori della DOL, il film di Carlo Limonta, con testi di Ruggero Meles, che racconta la grande bellezza della Dorsale Orobica Lecchese (della quale i monti di Carenno rappresentano una parte importante) a seguito dell’edizione 2017 di “In Viaggio sulle Orobie”, il trekking organizzato dalla rivista OROBIE che ha fatto da motore al rilancio dell’itinerario e dei suoi tanti “tesori”. Nella serata, condotta da Meles e con la partecipazione del direttore della rivista, Paolo Confalonieri, vi sarà anche la possibilità di visitare il vicino cantiere presso il quale l’Associazione Gruppo Muratori e Amici del Museo Ca’ Martì svolgerà proprio in quei giorni il corso di formazione sulla costruzione di muri a secco (altro evento di grande valore culturale in realizzazione a Carenno) con spiegazioni e dimostrazioni dal vivo delle relative tecniche, nonché la possibilità di visitare lo stesso Oratorio di San Domenico; saranno inoltre presenti alcuni stand delle associazioni locali con vendita di materiale informativo sul territorio, libri e cartine dei sentieri.

Domenica 1 luglio, alle ore 17.00, “teatro” del secondo appuntamento sarà il bel nucleo rurale di Forcella Bassa, a 1.200 m di quota, e termine migliore a definire per l’occasione il luogo non potrebbe esserci, grazie ad Arie antiche e da camera nella corte di Forcella Bassa, un concerto per voce e piano di celebri e bellissime arie “da salotto” nel solco della più nobile tradizione musicale italiana del sette-ottocento. Una tradizione che tocca il culmine del successo negli ultimi decenni del XIX secolo impegnando gli interpreti vocali e accompagnatori negli ardui cimenti artistici di arie che saranno eseguite nel bellissimo “salotto rurale” della corte di Forcella Bassa, all’ombra del Monte Tesoro, in una fusione di musica e paesaggio di straordinario fascino. Protagonista del concerto sarà il celebre baritono Giuseppe Capoferri, con l’accompagnamento del pianista Samuele Pala e la guida all’ascolto del professor Valerio Lopane.

Alle 17.00 di domenica 8 luglio sarà invece Colle di Sogno, uno dei più bei borghi delle Prealpi lombarde, a fare da luogo ideale e assolutamente consono alla presenza di uno dei personaggi fondamentali della cultura alpina italiana: Roberto Mantovani. Lo scrittore e giornalista piemontese, direttore della rivista Camminare, storico dell’alpinismo con all’attivo più di venticinque libri e profondo conoscitore delle cose di montagna, accompagnerà i presenti in La (possibile) rivincita della Montagna, un viaggio letterario ed esperienziale sulle Alpi e nei luoghi in quota come Colle di Sogno che, nel Novecento, hanno subìto fenomeni di spopolamento e di decadenza socioeconomica, sovente finendo per essere abbandonati. Tuttavia oggi da tali luoghi può invece scaturire un processo di “resilienza montana” in grado non solo di farli rinascere ma pure di renderli, anche più delle grandi città, dei veri e propri “laboratori di futuro” socioeconomici e culturali, facendo della montagna la potenziale nuova forza trainante per uno sviluppo virtuoso di essa e dell’intero paese.

L’ultimo appuntamento della rassegna, ma non certo ultimo in tema di fascino (e di sicuro divertimento), si svolgerà domenica 15 luglio, sempre alle ore 17.00, presso lo storico ex Albergo del Pertusino, posto a quasi 1200 m di quota a pochi passi dal crinale dell’Albenza. Qui Luca Radaelli, mirabile attore, regista, sceneggiatore, direttore artistico di Teatro Invito, metterà in scena Ma mi voeuri cuntà, un concerto/spettacolo in stile “one man show” sul filo tra canzonetta e letteratura, tra teatro e divertissement, tra satira e nostalgia, che rievoca l’eccitante atmosfera della Milano negli anni ’60/’70: la Milano di Enzo Jannacci, Giorgio Gaber, Dario Fo, Nanni Svampa, Giorgio Strehler, Alda Merini, la Milano dei milanesi che cantavano le gesta di personaggi come la Rita, el commissari, la Nineta, il Cerutti, l’Armando anche (se non soprattutto) durante le loro gite domenicali sulle nostre montagne.

Per tutti gli appuntamenti pomeridiani, sarà offerto ai presenti un lauto rinfresco a base di prodotti tipici del territorio. Da notare infine che l’intera rassegna, la quale gode del patrocinio del Comune di Carenno e del supporto delle associazioni locali, viene realizzata sotto l’egida del brand #inLOMBARDIA e grazie al concorso di risorse di Regione Lombardia.

La montagna – carennese ma non solo – e la sua preziosa cultura peculiare torna dunque protagonista, grazie alla Pro Loco Carenno: una montagna tra le più spettacolari di Lombardia, vero e proprio balcone prealpino di grande bellezza proteso sulla pianura e verso orizzonti alpini vastissimi, che merita di essere goduta per questo e, in modo anche più intenso, in senso culturale. Perché mai come oggi la cultura di montagna, adeguatamente rivalorizzata e conosciuta, può rappresentare un ambito di salubrità fisica, mentale, intellettuale e spirituale: ed è inutile denotare quanto il nostro mondo contemporaneo abbia grande bisogno di tutto ciò.

(Per scaricare le locandine degli eventi in formato pdf, cliccate qui e qui.)