Certe mattine

Certe mattine partono talmente storte che non vedi l’ora che venga sera prima possibile, affinché finiscano alla svelta.

Certe altre mattine, invece, viaggiano così diritte da desiderare che la sera arrivi il più tardi possibile.

Poi ci sono quelle mattine che non capisci se siano partite storte oppure diritte, e a furia di star lì a pensarci per capirlo è già sera.

Poi ancora ce ne sono altre, di mattine, che di nuovo non capisci se siano di quelle storte oppure diritte, ma quando finalmente lo capisci ti rendi pure conto che, in ogni caso, la direzione giusta era dall’altra parte.

Tuttavia, bisogna dirlo, ci sono pure le mattine che non stai lì nemmeno a pensarci e te ne resti a letto fino a sera, salvando capra e cavoli. Anzi, infischiandotene proprio di entrambi, e buonanotte a tutti!

Leggere a letto

A volte penso, quando leggo nelle solite statistiche i dati su quella ampia parte di popolazione la quale dichiara di non leggere nemmeno un libro all’anno, spesso motivando ciò col “non avere tempo”, che se uno non riesce a trovare nemmeno qualche minuto, la sera quando se ne va a letto, per leggere un buon libro, be’, i casi sono due: o è una strana creatura che non abbisogna di dormire, o è un povero idiota.

Lo penso solo, eh, poi non è che lo dico in giro.

Senza scienza, senza cultura, c’è solo oscurantismo (Carl Sagan dixit)

In una società impregnata di tecnologia come la nostra, ma sempre più assediata da nuovi profeti, impeti di irrazionalità e falsa ricerca del meraviglioso, allontanarsi dalla scienza o permettere che venga demonizzata, significa in realtà consegnarci ai veri demoni: l’irrazionalità, la superstizione, il pregiudizio, ed entrare in un’epoca di nuovo oscurantismo.

(Carl Sagan, Il mondo infestato dai demoni, Baldini & Castoldi, Milano, 1997)

Carl-SaganCarl Sagan è stato uno dei più grandi uomini di scienza – dunque di cultura – del Novecento. Quando uscì, Il mondo infestato dai demoni, era il 1996 (l’anno dopo in Italia), e forse vent’anni fa c’era ancora qualche speranza che il sonno della ragione non fosse così diffuso sul pianeta da generare mostri ovunque. Sia chiaro, può essere che tali speranze vi siano ancora oggi ed è obbligo di chiunque abbia a cuore l’evoluzione intellettuale della razza umana (o forse, dovrei dire, la salvezza della stessa) di coltivarle e diffonderle. Ma è innegabile che, visto lo stato del mondo contemporaneo, la loro ricerca stia diventando quasi più ardua di quella (molto cara a Sagan) di altre civiltà intelligenti nell’Universo. Sempre che tali civiltà abbiano la voglia e il coraggio di entrare in contatto con i sempre più involuti abitanti del terzo pianeta del Sistema Solare…