I “miti” (degli altri)

Qualche settimana fa ho pubblicato un articolo su Bob Dylan – il 24 maggio, giorno del suo ottantesimo compleanno – nel quale celebravo il genetliaco ma, con sconcertante insolenza (me lo dico da solo, sì) e pur con altrettanta sincerità confessavo che trovo da sempre Dylan uno degli artisti musicali più noiosi, soporiferi, sovente assai poco attraenti e a volte sconcertanti che abbia mai ascoltato.

Poi, parlando con alcuni amici di come per chiunque esistano dei “miti” – di ogni ambito terreno – riconosciuti come tali da tantissimi ma che per se stessi non lo sono affatto in forza dei più disparati motivi personali, mi sono messo a fare una rapida top ten dei miei “miti degli altri”, personaggi o cose variamente celebri e mitizzate ma non da me, ecco. Ovviamente è inutile rimarcare che si tratta di opinioni e giudizi del tutto personali senza alcuna pretesa di verità ma, certamente, sinceri e onestamente espressi.
Ecco qui la mia dissacrante, quasi blasfema top ten (posizioni in ordine sparso, eh):

  •  The Beatles: mito assoluto che non abbisogna di presentazioni. Be’, nulla dire sull’importanza rispetto alla storia della comunicazione di massa e del music business, che dopo di loro è indubbiamente cambiato ed è diventato quello che oggi è, ma le canzoni, salvo tre o quattro e non di più, le trovo insipienti e noiose. I Rolling Stones tutta la vita, semmai.
  • AC/DC: una delle più celebri rock band di sempre ma, a mio modo di vedere, è più di quarant’anni che “fanno” sempre e solo Highway to Hell. Nel senso che hanno pubblicato quel loro brano nel 1979 e da allora si sono limitati a riprodurlo mille e mille volte, con altri titoli e accordi un filo differenti ma, nella sostanza, il pezzo è sempre quello. Ma anche basta, porca miseria!
  • Jim Morrison: il “carismatico leader” dei Doors è un personaggio che nel complesso mi irrita irrefrenabilmente fin dai primi istanti di visione. Dicono fosse un poeta – “il poeta maledetto” anzi; a mio modo di vedere il vero “poeta” (tramite le sue tastiere) e personaggio da ricordare nei Doors fu Ray Manzarek, non l’altro.
  • Alda Merini: con il massimo rispetto per la personale vicenda umana, trovo la sua poesia ben poco “poetica” ovvero in gran parte banale e scontata.
  • Alberto Tomba: (sempre che possa essere considerato un “mito”, ma ai suoi tempi lo era, probabilmente) grandissimo sciatore ma non ho mai sopportato i suoi atteggiamenti da “simpatico” (per gli altri) spaccone; infatti all’epoca ero un grande fan del suo acerrimo rivale nella Coppa del Mondo di Sci, lo svizzero Pirmin Zurbriggen.
  • Gianni Agnelli: l’Avvocato, mito capitalistico italiano per eccellenza, è a mio parere colui che ha gettato alle ortiche (ovvero ha permesso che accadesse) un’azienda tra le più avanzate – sia dal punto di vista tecnologico che del design – al mondo, producendo auto pessime e per di più parassitando ingenti fondi pubblici al fine di riempire i buchi di bilancio.
  • Vasco Rossi: personaggio di grande simpatia tanto quanto di insopportabile banalità musicale – salvo la prima parte di carriera, quando non era ancora così mitizzato e produceva spesso canzoni notevoli. Poi, appunto, il gran successo gli ha spento la carica innovativa rendendolo non di rado una parodia del se stesso giovane.
  • La Ferrari: il mito automobilistico per eccellenza, tuttavia per il team di Formula Uno non ho mai fatto il tifo perché mi ha sempre infastidito quella strumentalizzazione mediatica a fini patriottico-nazionalisti (“la nazionale rossa”) della quale – suo malgrado, anche – è sempre stata oggetto, mentre come costruttore di automobili, per carità, gran belle vetture ma, avessi i soldi, sceglierei senza alcuna esitazione una Aston Martin. Dal fascino inarrivabile, per una Ferrari.
  • Il Brunello di Montalcino: datemi una bottiglia di questo nobile “mito enologico” assoluto, e datemene una di proletarissimo Lambrusco oppure di Bonarda… be’, scelgo mille volte questi due, altro che il primo, il quale mi entusiasma come un surfista in una giornata di mare piatto e senza un filo di vento!
  • Il Capodanno: un giorno “mitico” per tutti i festaioli, io invece non ho mai capito che ci sia concretamente da festeggiare e poi, nello specifico, il solito countdown della mezzanotte, «meno dieci… nove… otto… sette…» scandito in coro dai festanti, se devo proprio essere sincero, mi ha sempre suscitato notevoli istinti omicidi, ecco.

E voi? Avete qualche “mito degli altri”, osannato da tanti e invece da voi francamente ignorato o disdegnato? “Miti” considerabilmente tali, sia chiaro: non la Ferragni (che magari “mito” lo sarà tra quarant’anni, chissà, glielo auguro) oppure Jovanotti (nota bene: a chi lo ritenga un “mito” sarà tolto il saluto immantinente) o altre figure di simil sorta, eh!

 

 

L’esame di italiano di quel calciatore (un post particolarmente sarcastico)

[Immagine tratta dal web.]
Mi sono imbattuto qui e là sul web nelle notizie riguardanti la questione di quel calciatore al quale è stato “truccato” l’esame di italiano pur di fargli prendere la cittadinanza per ragioni di ingaggi milionari, nonostante lo stesso «non coniuga i verbi» e «parla all’infinito».

Ora, posto che verso il calcio, i calciatori e le vicende ad essi correlate ho lo stesso interesse che potrebbe avere un boscaiolo dell’Alaska in un corso di portamento per mannequin, sono ben d’accordo che se un tizio non parli l’italiano ad un livello accettabile non possa pretendere di ottenere la cittadinanza. Ma d’altro canto mi chiedo, sarcasticamente tanto quanto obiettivamente: e allora tutti quegli “italiani” che la cittadinanza ce l’hanno dalla nascita e non sono in grado di parlare, scrivere e intendere l’italiano ad un livello accettabile, quella cittadinanza se la meritano pienamente? Se dovessero loro affrontare un esame di italiano, ovviamente privo di sotterfugi e aiutini, come se la caverebbero? Se la vedrebbero confermata, la cittadinanza?

A leggere gli scritti e sentire le parole di non pochi “italiani”, io qualche dubbio al riguardo ce l’avrei, ecco. Senza contare poi l’ipotesi di aggiungere eventuali altri esami sulla conoscenza geografica o culturale dell’Italia: così facendo temo che San Marino finirebbe per avere una popolazione maggiore, già!

Ma forse, appunto, sono solo troppo sarcastico. Chiedo perdono, nel caso.