[Immagine tratta da www.gazzettamatin.com.]Dunque, non erano tutti “saputelli”, “catastrofisti”, “ecoterroristi”, “tanto cattivi” e quanto di simile i molti (mi ci metto anch’io, nel mio piccolo) che, per più di due anni e in mille modi, sostenevano che le gare della Coppa del Mondo di Sci sul ghiacciaio del Teodulo, tra Zermatt e Cervinia, erano una cosa assurda e improponibile, anche al netto dell’impatto ambientale (devastante, ça va sans dire) sul territorio coinvolto. Li avrebbero ascoltati da subito, gli organizzatori delle gare, non avrebbero buttato un sacco di soldi, sprecato lavoro, energie, materiali, deturpato il ghiacciaio già sofferente di suo e, nel complesso, non avrebbero fatto fare una gran figura di palta (e non scrivo altro) alle due località.
D’altro canto: c’era veramente bisogno delle innumerevoli proteste, disapprovazioni, denunce, indignazioni su scala internazionale per comprendere l’assurdità di ciò che si stava facendo? Come si può essere talmente miopi, ottusi, incuranti rispetto alle conseguenze delle proprie azioni pur chiarissimamente palesi, solo per inseguire meri tornaconti politico-commerciali?
Di contro quanto meno dà speranza leggere che siano stati proprio gli atleti e le loro squadre a bocciare le gare sul Teodulo: è la prova che tra di loro più che nelle federazioni nazionali finalmente stia emergendo la consapevolezza di fissare finalmente un limite da non superare riguardo la sottomissione delle montagne alle mire commerciali che alimentano (legittimamente ma non troppo, appunto) la Coppa del Mondo di Sci? Be’, c’è solo da augurarcelo.
[Cliccate sull’immagine per leggere l’articolo di “Aosta Sera” al quale fa riferimento.]«Stupito da tanta cattiveria!» disse quello che si tirò da solo una gran martellata sulla mano cercando di dare la colpa di un gesto così scriteriato a qualcun altro e in particolare a chi gli diceva di stare attento!
Ecco.
(Stupito da tanta insensatezza, nelle ultime settimane – ovvero da quando ancora nessuno ne parlava – ho scritto più volte sulla nocività generale delle gare del Matterhorn-Cervino Speed Opening, l’ultima qui. Ma sinceramente mi auguro di non doverne più parlare e scrivere, ora.)