
Non è la distanza di una nuova disciplina atletica, né l’altezza d’un qualche grattacielo in costruzione e nemmeno la lunghezza d’una qualche pietanza con la quale si cerca di stabilire un guinness dei primati. Anzi, al proposito, e all’opposto: è l’estensione della coda di persone in difficoltà economiche – poveri, così li definiscono i media, con un termine che suscita sempre e comunque imbarazzo – in attesa di ricevere un sacchetto con del cibo grazie al quale sfamarsi.
E no, non si tratta di chissà quale città del cosiddetto “Terzo Mondo” o di qualche altra zona disastrata oppure di cose di anni fa: è la Mensa dei poveri della Fondazione Pane Quotidiano di Milano, oggi, nell’era del Covid.
Milano, già.
«Abbiamo visto arrivare persone diverse dal solito, liberi professionisti o persone con lavori precari, magari non regolari, che non hanno potuto accedere agli aiuti statali. Il 65 per cento degli utenti “tradizionali” sono stranieri, ma tra i nuovi arrivati gli italiani sono prevalenti. Prima della pandemia gli utenti erano 3mila al giorno, adesso arrivano a 4mila il sabato.»
Ecco. Buona “Pasqua” a tutti, o almeno a chi vi creda.
N.B.: la citazione è tratta da un articolo al riguardo di Tio.ch del 30 marzo scorso. Cliccate qui per leggerlo nella sua interezza. Cliccando sul link evidenziato potrete invece conoscere meglio la Fondazione Pane Quotidiano e come sostenerne l’attività.
Se “Natale” dev’essere, almeno che lo sia nel senso più alto (e forse unico) possibile: fate pure regali a destra e a manca, spendete ciò che volete ma, per quanto vi è possibile, donate qualcosa a chi è meno fortunato, a chi soffre, a chi una sorte avversa sta imponendo disagi e sofferenze. Un dono materiale o immateriale, un po’ del vostro tempo e della vostra considerazione, la solidarietà tra esseri umani – alla fine, ricchi o poveri, fortunati o meno, quello siamo e quello restiamo, tutti quanti indistintamente – quella semplice tanto quanto fondamentale vicinanza che può far sentire ogni individuo, anche il più solitario, parte di una vera, solidale, rispettosa, evoluta civiltà. Peraltro, inutile dirlo, di occasioni per donare ovvero di situazioni di difficoltà ce ne sono fin troppe in questo nostro mondo: un mondo che spesso crediamo tanto bello, avanzato e ricco di tante cose ma non dell’elemento più importante di tutti, di umanità.