Ringrazio di cuore “GognaBlog” e Alessandro Gogna per aver dedicato considerazione e ripubblicato, ieri, il mio articolo dedicato alla questione dell’overtourism nei territori montani – una problematica di crescente gravità, come è ormai noto e evidente. Cliccate sull’immagine qui sotto per leggerlo.
Ringrazio anche quelli che hanno voluto commentare l’articolo e alimentare il dibattito conseguente: al netto degli inevitabili interventi di chi non ha capito granché di ciò che ho scritto, ce ne sono molti interessanti e, come ho rimarcato in chiusura dell’articolo, al riguardo una cosa è innegabilmente certa: qualche soluzione va trovata, e in fretta, a differenza che per altre questioni del passato concernenti i territori montani lasciate andare e ora degradate o incancrenite, e il dibattito deve servire anche e soprattutto a sollecitare un intervento razionale e il più possibile efficace da parte dei decisori politici, facendo ragionar loro sull’entità oggettiva del problema e sul portato complessivo.
Ce la si farà, stavolta, oppure di nuovo alle “belle” parole istituzionali (già se ne odono a iosa) seguiranno pochi o nulli fatti a salvaguardia delle montagne e della loro più consona frequentazione?
P.S.: ringrazio nuovamente anche Alessandro Ghezzer, creatore delle immagini da IA a corredo dell’articolo, che hanno suscitato a loro volta molti commenti dimostrando pienamente la loro provocatoria efficacia – anche qui, al netto di chi non ha capito quale tipo di immagini sono.

Complimenti Luca per essere arrivato su Gognablog.
Vorrei lasciare una riflessione: il fenomeno del sovraffollamento turistico è di grande complessità e probabilmente addirittura senza soluzione. Credo sia possibile attivare delle buone pratiche per mitigate gli effetti che esso produce che potrebbero venire riassunti con il termine turismo invasivo.
Allora inventiamoci la regola delle 3 erre: rifiuti, rumore, rispetto.
Rifiuti: non lasciamo traccia del nostro passaggio anche se biodegradabili.
Rumore: non parliamo ad alta voce nei boschi, sui sentieri, sulle cime. Disturbiamo gli animali e anche gli altri escursionisti. Non ascoltiamo musica dai cellulari, manteniamo un comportamento sobrio e quieto. In sostanza evitiamo l’inquinamento acustico.
Rispetto: della natura, dei luoghi e dei simboli, delle persone, degli spazi. Che cosa significa arrampicarsi su una croce o sedersi su un altare? Rispondere al saluto, dare precedenza, occupare solo lo spazio necessario quando giunti alla meta o si e’ a un rifugio.
Anche se siamo in tanti rispettando queste regole forse la gita potrebbe risultare ugualmente piacevole.
Preparate sempre un piano B qualora il parcheggio fosse pieno, non è il caso di infilare l’ auto su un pascolo, si puo dirottare su un’altra destinazione li vicino.
Buone passeggiate!
Marco Meroni