Gli UFO, Elvis, Marilyn, e “Cercasi la mia ragazza disperatamente”, su carta e ebook!

Dunque… leggete un po’ qua sotto:

1) Gli extraterrestri esistono, e sono già qui tra noi.
2) Ieri al supermercato vicino casa c’erano Elvis Presley e Marilyn Monroe che facevano la spesa insieme.
3) Cercasi la mia ragazza disperatamente è uno dei libri più belli e divertenti del XXI° secolo.

Bene. Almeno una delle affermazioni qui sopra elencate potrebbe non essere del tutto vera.
Tuttavia, se verificare ciò per le prime due non sembra una cosa molto facile e immediata, per la terza è invece del tutto semplice e rapido: basta leggersi il libro! E, diamine, non credete che una così impegnativa affermazione come la terza suddetta necessiti proprio d’una utile (e, mi auguro, pure piacevole) verifica?

Cliccate sul libro qui sopra o sugli ereader qua sotto per conoscere ogni buona e utile informazione su Cercasi la mia ragazza disperatamente (dove acquistarlo, come, articoli, recensioni, segnalazioni e quant’altro…), oppure visitate la pagina di Facebook dedicata al libro! E non dimenticate il romanzo predecessore, La mia ragazza quasi perfetta: dovrete pur leggere entrambi per prepararvi al meglio al terzo e ultimo capitolo della trilogia… prossimamente in tutte le librerie!
Dunque, buona… verifica!

Ismar Gennari, “Giallo e blu”

cop_giallo-e-bluDa sempre sono un convinto sostenitore della forma letteraria del racconto, per i motivi che ho più volte espresso anche qui nel blog (in questo articolo, ad esempio): è un format letterario che può essere ben più potente e intrigante di quanto possa lasciar supporre la sua brevità più o meno accentuata, anzi, proprio grazie ad essa lo scrittore ha l’obbligo e la responsabilità – oltre che dover avere la dote, ovviamente – di condensare senso, sostanza, valore letterario e messaggio così che anche solo da poche righe il lettore possa ricavare dal testo una compiutezza piena e intensa, oltre che gradevole alla lettura.
Della forma-racconto ci offre la personale interpretazione Ismar Gennari in Giallo e Blu (Senso Inverso Edizioni), opera di debutto dell’autore bresciano che di brani (uso questo termine non a caso, visto che Gennari è anche musicista) ne contiene sedici, tutti piuttosto brevi (raramente superano le 5/6 pagine) e in tal modo definiti per una peculiarità che fin dalla lettura dei primi racconti risulta evidente: ognuno è infatti sostanzialmente dedicato a un singolo personaggio protagonista, a una particolare condizione di vita, ad uno stato d’animo, a una vicenda umana a volte più solare e positiva, altre volte assai cupa e amara…

Leggete la recensione completa di Giallo e blu cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!

Quando da banali quisquilie si possono generare grandi ostacoli (Un estratto da un certo libro…)

Ora vi dico cosa è successo a Sandro – o meglio, cosa gli hanno combinato… – a volte è veramente incredibile constatare su cosa certe gente costruisca una bella e buona discriminazione, su quali piccolezze, insignificanze, artificiosità senza una reale logica si facciano scelte e si prendano decisioni che discriminano, appunto, solo, perché non si riesca a comprendere qualcosa che ci si trova di fronte, e se quel qualcosa rappresenta un ostacolo, pur irrilevante, non si trova la volontà di superarlo, o quanto meno di girarvi attorno. In fondo, è quanto anch’io sto sperimentando con Miasmine…
Comunque, vi racconto: sapete già che ho insegnato a Sandro i rudimenti della guida automobilistica, e tuttavia che fino a qualche tempo fa mostrasse parecchi impicci nel metterli in pratica, soprattutto nell’uso del cambio; bene, devo dire che negli ultimi tempi ha invece fatto notevoli progressi – anche perché, in tutta sincerità, gli ho eliminato il problema alla radice, convertendo il cambio manuale della mia utilitaria in cambio automatico (uh, niente di speciale, basta qualche ingranaggio epicicloidale e un banalissimo microprocessore di controllo): in tal modo non deve far altro che pensare a guidare, e per inserire la retromarcia, sua maggiore difficoltà all’inizio, gli basta un colpo di zampa alla leva del cambio. Così, lo devo ammettere, i suoi progressi sono stati così grandi e entusiasmanti, tanto da ritenerlo pronto per tentare di sostenere l’esame pratico come privatista presso una scuola guida: ci pensate, il primo cane al mondo (credo.) patentato?! Una cosa da guinness dei primati!
Purtroppo, da qui in poi sono cominciati i “problemi”, se così si possono definire. Prima, convincere l’istruttore su che Sandro fosse un cane (“Un cane?”, “Sì, un cane!”, “Ma… Un cane?”, Siiiì, un caneeee!”, “Ma proprio un cane?”… Avanti così, per quasi un’ora!) a dover sostenere l’esame, poi vincere la sua incredulità e mostrargli nel parcheggio di un grosso supermercato come Sandro sapesse guidare – e da quel momento l’istruttore ha assunto una bizzarra espressione sul viso, tipo “mi sono apparse la Madonna, Afrodite, Ishtar, Freyja e Wonder Woman tutte insieme nello stesso momento”, espressione che gli resterà in viso fino all’ultimo – poi ancora persuaderlo all’uso dell’auto con cambio automatico con identico valore “valutativo” di quella con il cambio manuale (“Insomma… Chiuda un occhio… E’ un cane, in fondo, mica le chiedo di patentare un frigorifero!”), e finalmente l’esame, che peraltro Sandro supera brillantemente. A questo punto, cosa salta fuori? Beh, salta fuori, in buona sostanza, che Sandro non può guidare, non può essere patentato, e tutto perché la patente, per essere valida, deve riportare la firma del suo titolare: e come fa un cane, creatura dotata di zampe senza dita prensili, a prendere in mano una penna e scrivere? E poi, avete mai sentito che i cani sappiano scrivere?
Così, accidenti, Sandro non ha potuto ottenere ciò che si era meritato sul campo per un piccolo e insulso cavillo burocratico, che per giunta con l’esame di guida in sé non centra nulla. Vi pare giusto? Non è una vera e propria discriminazione quella che ha subìto? Quanto meno, tra i due, pare che sia io quello che se l’è presa di più (già m’immaginavo qualche bel sonnellino in corso di viaggio d’auto, con lui alla guida), mentre Sandro, una volta a casa, si è fiondato sulla propria palla preferita per giocarci con immutato entusiasmo…

Cop_LMRQP_taglio2Questo è un brano tratto da LA MIA RAGAZZA QUASI PERFETTA (Senso Inverso Edizioni, Ravenna, 2010, ISBN 978-88-96838-03-7, Pag.120, € 12,00, illustrazione di copertina di Vittorio Montipò), il primo romanzo con protagonista il folle personaggio di Tizio Tratanti – un nome (e cognome), un programma, come intuirete bene!
Cliccate sulla copertina del libro qui accanto per avere ogni altra utile informazione sul romanzo (dove acquistarlo, come, articoli, recensioni, segnalazioni e quant’altro…), e non dimenticate anche il secondo romanzo di quella che, alla fine, sarà una trilogia, ovvero
Cercasi la mia ragazza disperatamente!
Buone letture!

Riccardo Vecellio Segate, “Teneri e precari”

cop_Teneri-e-precariChi mi conosce e/o chi segue il blog, saprà bene come io sia un acerrimo e implacabile fustigatore di “poeti” – si notino le virgolette, già, dacché intendo riferirmi ai supposti, presunti, pretesi, quasi sempre autoproclamatisi tali, i quali scrivono cose spacciandole per “poesia” quand’esse sono inopinate e sconcertanti indecenze che in certi casi renderebbero più poetico persino uno scontrino del supermercato – mi scuso per la durezza delle mie affermazioni, ma ormai non riesco più a non fare che siano così (peraltro, tempo fa espressi tale mia posizione anche in chiave ironica, proprio per non passare per ultramassimalista: ma, sia quel che sia, rivendico di esserlo, sul merito!) Il motivo è molto semplice: la poesia è l’arte letteraria per eccellenza, la più alta e nobile, la più intensa, difficile e linguisticamente esigente; non si può pretendere di maneggiarla senza prima averla a lungo studiata, meditata, penetrata nei suoi più reconditi ambiti espressivi, poi compresa e il più possibile assimilata a livello di storia, tecnica, valenza artistica e letteraria. Quelli che chiamano “poesia” semplici testi suggestivamente espressi, solo perché in essi pretendono di rimarcare le proprie emozioni con qualche termine particolarmente ricercato o con troncamenti ed elisioni sparse qui e là ovvero dimostrando palesemente, con la loro scrittura, di non leggere vera poesia – quei testi che io definisco prosa estetizzante perché ciò sono, prosa, giammai poesia! – spiace per loro dirlo, ma stanno soltanto ridicolizzando un’arte che invece richiede, se non impone, una dedizione linguistica quasi ascetica. Oppure, se vogliamo porre la questione in termini più contemporanei e popolari, si può dire che la poesia è la Ferrari della letteratura: data la sua potenza (espressiva) bisogna assolutamente saperla guidare per non rischiare di finire contro un muro appena si pigia l’acceleratore; altrimenti, la si può anche usare a cinquanta all’ora per strade strette e tortuose, ma compiendo in tal caso un autentico sacrilegio nei confronti del valore tecnico del mezzo stesso e delle sue potenzialità. Meglio andarsene in bicicletta, allora!
Bene: filippicamente posto quanto sopra, ho qui davanti Teneri e precari, la silloge poetica di Riccardo Vecellio Segate (Senso Inverso Edizioni 2012, collana OroArgento). Subito, dalla disposizione cronologica dei componimenti – tutti quanti corredati dalla data di stesura – balza all’occhio una delle principali peculiarità dell’autore, ovvero la sua giovane età. Il primo componimento è stato scritto a soli 12 anni, mentre gli ultimi a 18: sei anni fondamentali, inutile rimarcarlo, nella generazione umana e caratteriale di una persona, quelli che trasportano l’individuo dall’adolescenza alla (quasi) età adulta ovvero verso una considerabile maturità…

Leggete la recensione completa di Teneri e precari cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!

(Messaggio autopromozionale!) – Un libro divertente, ironico, fantasioso, ma soprattutto originale! (Ismar Gennari dixit)

Ho finito il tuo libro, “La mia ragazza quasi perfetta“. Sei un genio, oppure sei pazzo o tutti e due. Perché per tirare fuori una storia del genere bisogna essere genialmente fuori! E’ bello e mi è piaciuto una cifra, perché è divertente, ironico, fantasioso, ma soprattutto originale!!! E non è cosa da poco scrivere qualcosa di nuovo, di unico per trama e stile in un mondo dove si è già letto di tutto!

Ismar Gennari. Un collega, già! E in un mondo di serpi come quello degli scrittori – massì, siamo sinceri: ogni autore pensa sempre di essere (comprensibilmente, in fondo) il più bravo di tutti, e tutto sommato deve possedere un minimo di ambizione e di autoconsiderazione – nei confini naturali della propria etica professionale, se così si può dire – per ambire a qualche notorietà… Dunque quando i complimenti (sinceri, ovvio), vengono da un altro autore, in qualche acquisiscono pure più del loro valore “nominale”.
Per chi non lo conoscesse, Ismar Gennari è l’autore di Giallo e Blu, una cop_giallo-e-bluraccolta di sedici racconti che parlano di quanto varia, fragile e talvolta assurda possa essere la specie umana, che per testardaggine o pigrizia si isola creando il vuoto nella propria vita, che si ama senza limiti, che senza remore distrugge la natura e maltratta gli animali, così come ugualmente può arrivare a maltrattare le altre persone o addirittura sé stessa. Un suonatore di contrabbasso che suona per amore della musica e non vuole seguire le orme dei genitori, violinisti di successo che vivono per i riflettori e i riconoscimenti del pubblico ma hanno il vuoto nella loro anima, un ragazzino che scatta furtivamente foto a donne nelle quali si imbatte per caso, un serial killer che svolge con amore il suo lavoro perché adora realizzare i sogni delle persone e nulla è più sincero e profondo dell’odio, una ragazza che ripete quotidianamente rituali stanchi e sempre uguali ed è ostaggio della solitudine e del micidiale rimpianto per le occasioni non colte, un operaio che durante il turno di lavoro alla catena di montaggio riflette sulla vita e sul futuro dei propri figli, un ragazzo tossicodipendente che, dopo aver racimolato in maniera viscida una bella somma, può finalmente permettersi della roba di lusso, per un viaggio sin troppo forte… E molte altre storie, tutte ugualmente sorprendenti e intriganti.
Un libro, Giallo e Blu, del quale a breve vi offrirò le mie impressioni di lettura.
Se invece volete sapere tutto quanto su La mia ragazza quasi perfetta, cliccate QUI.