I book bar, locali gastro-letterari nati a New York – in buona sostanza un’evoluzione gastronomica dei classici caffè letterari -, cominciano a diffondersi sempre più anche in Italia.
Barattolo è uno dei più interessanti di Roma – “not ordinary library”, si può leggere nell’insegna: così chiamato per il fatto che presenta tutte le pietanze del suo menu in un barattolo di vetro, offre non solo da cibare lo stomaco ma pure la mente (e lo spirito), grazie alla ben fornita libreria e ai numerosi eventi letterari organizzati nel corso dell’anno, tra i quali presentazioni di libri e/o cd, reading, concerti ed altro del genere.
Beh, certamente, in un paese così allergico alla lettura come l’Italia, anche questa può rappresentare una buona (in tutti i sensi!) opportunità per invertire la tendenza, unendo l’utile al dilettevole – ma fate voi se la lettura sia da considerare “utile” o pure essa “dilettevole”, come io sarei del parere!
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INTERVALLO – Ridgefield (USA), The Walker Library of the History of Human Imagination
Una delle più bizzarre biblioteche esistenti al mondo, senza dubbio – peraltro intendendo il termine “biblioteca” in modo alquanto ampio…
La Walker Library of the History of Human Immagination – ovvero la “Biblioteca della Storia dell’Immaginazione Umana”, un titolo che è tutto un programma! – è stata fondata nel 2002 ed è di proprietà di Jay Walker, della cui abitazione occupa un’ala (!). Walker, inventore, imprenditore e presidente della Walker Digital (un laboratorio di ricerca e di sviluppo privato focalizzato sull’utilizzo di reti digitali per creare nuovi sistemi di business) ha voluto creare una sorta di wunderkammer contemporanea ricolma non solo di libri (ve ne sono custoditi circa 30.000) ma pure di oggetti in un modo o nell’altro iconici per la storia della civiltà umana: ad esempio una pagina da un originale della Bibbia di Gutenberg, uno scheletro completo di un sauro di circa 45 milioni di anni fa, un dispositivo di Enigma per la comunicazione crittografata nazista, un manuale di istruzioni per il razzo Saturn V della NASA e persino uno Sputnik originale. Il tutto conservato in un ambiente unico che di per sé è già un’opera d’arte architettonica e di interior design.



Cliccate sulle immagini per saperne di più, oppure qui (in inglese).
INTERVALLO – Milano, Biblioteca Chiesa Rossa
Nell’ex stalla di una tipica cascina lombarda del Seicento è stata inaugurata nel 2004 la nuova sede di uno dei più bei luoghi pubblici di Milano dedicati ai libri e alla lettura, la Biblioteca Chiesa Rossa. La ristrutturazione ha recuperato l’architettura originaria in modo da creare una sospensione tra interno ed esterno grazie alle ampie vetrate sul parco che la circonda e ai portici coperti che ben si prestano, nella bella stagione, alla lettura e allo studio come alle varie manifestazioni culturali proposte. Gli scaffali in alluminio e legno e gli arredi moderni e colorati che la completano, creano un mix d’effetto tra tradizione e modernità.


La collocazione della Biblioteca in un ambiente ex rurale, oggi contiguo al Parco Agricolo Sud Milano, connota la struttura di una spiccata sensibilità per questo particolare contesto. Ogni anno a maggio diventa così la sede di un convegno socio-gastronomico che intreccia la riflessione sul cibo e sul linguaggio per rafforzare la coscienza alimentare e culturale dei consumatori.
Cliccate sulle immagini per visitare le pagine web della biblioteca nel sito del Comune di Milano.
INTERVALLO – Minsk (Bielorussia), Belarus National Library
Non esattamente un edificio “sobrio” (soprattutto in versione notturna!), quello della Biblioteca Nazionale di Bielorussia che, dall’alto dei suoi 72 metri e con la sua bizzarra forma a rombicubottaedro (!), svetta sul panorama cittadino di Minsk.
Bisogna tuttavia segnalare che l’edificio divide parecchio le opinioni: c’è chi lo inserisce nella classifica delle più belle biblioteche del mondo, e chi lo mette tra le opere architettoniche più brutte. A prescindere da tali giudizi, la Biblioteca Nazionale di Bielorussia è la terza più grande al mondo per quanto riguarda il patrimonio di opere in lingua russa, contiene 8 milioni di titoli ed è visitata quotidianamente da più di 2.000 persone.
INTERVALLO – Pristina (Kosovo), Biblioteka Kombëtare e Kosovës (National Library of Kosovo)
Se si deve citare un esempio di architettura strana, se non bizzarra, applicata ad un edificio ad uso bibliotecario pubblico, facilmente il pensiero potrebbe correre alla Biblioteka Kombëtare e Kosovës, ovvero alla Biblioteca Nazionale del Kosovo di Pristina, la più importante dello stato balcanico.
Costruita nel 1982 – dunque ancora in tempi di Jugoslavia unita – in base al progetto dell’architetto croato Andrija Mutnjaković, che intendeva riprendere alcune peculiarità tipici dello stile ottomano – rappresentato soprattutto nelle 99 cupole metalliche di varia grandezza che caratterizzano la copertura dell’edificio – da più di 30 anni divide in modo netto i giudizi di chi se lo ritrova di fronte, che variano dall’apprezzamento (raro) allo sconcerto, alla critica più feroce e sarcastica.
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