Da oggi “Uomini e montagne”, il nuovo podcast di Orobie (e ci sono anch’io!)

Da oggi, 15 gennaio, sul sito di “OROBIE” e sulle principali piattaforme potete ascoltare “Uomini e montagne”, il nuovo podcast curato da Davide S. Sapienza con la regia e il sound design di Damiano Grasselli: un’affascinante immersione per voci e suoni tra vette che toccano il cielo e storie che sfidano il tempo, da scoprire, esplorare, conoscere lascandosi guidare un passo dopo l’altro fin nel cuore e nell’anima della montagna.

Il primo episodio si intitola “L’intelligenza dei piedi” ed è dedicato a uno degli angoli più spettacolari e emblematici delle Grigne, la parete Fasana del Pizzo della Pieve, alla cui storia si intreccia quella di un figura fondamentale per le montagne e l’alpinismo: Vitale Bramani, primo salitore con Eugenio Fasana della parete e inventore delle suole “Vibram”, negli anni Trenta rivoluzionarie e a tutt’oggi tra le più utilizzate in assoluto da chiunque vada per monti e vette.

[Immagine tratta da “Orobie Extra” del 07/01/2025. Cliccate qui per vedere la puntata.]
Nel podcast ci sono anche io: cercherò di raccontarvi il Genius Loci della parete Fasana e la relazione speciale, geografica, antropologica, culturale che lega la parete e il Pizzo della Pieve con la Valsassina, la sua gente e con chi da turista o escursionista vi passi alle sue pendici e volga lo sguardo verso l’alto cogliendone l’imponenza e la referenzialità per l’intero territorio valsassinese.

Dunque, vi invito calorosamente all’ascolto di “Uomini e montagne” e, nel caso, fatemi sapere che ne pensate!

Oliviero Toscani

[“L’allure. Val d’Orcia”, immagine tratta da www.yellowkorner.com.]

Credo che gli architetti italiani siano stati i più importanti al mondo nella storia. Tuttavia il paesaggio italiano, quello dipinto da Leonardo, Raffaello, da Giorgione viene violentato ogni giorno. È l’Italia delle villette a schiera, dei centri commerciali, delle spaghetterie, delle autostrade, tangenziali, sopraelevate… con questo non voglio essere né nostalgico né conservatore, anzi a me piace la costruzione: però se gli ideali di un’epoca del nostro Paese dovessero essere giudicati in base alla sua architettura, forse gli ultimi settant’anni rappresentano il punto più basso mai raggiunto dall’Italia. […]
La cultura ci salverà. Bisogna insistere, rompere le scatole ai giovani, insegnando loro bene, dargli entusiasmo. Dovrebbe essere normale costruire bene, senza abusi, senza speculazioni: non capisco perché ciò non avvenga. C’è un’umanità che ci aspetta.

[Oliviero Toscani, da questa intervista del 2017.]

Geniale, sagace, irriverente, provocatorio, amato da tanti, odiato da altrettanti – ognuno di lui può pensarla come vuole. Fatto sta che Toscani è sempre stato capace di dire cose interessanti (anche quando risultassero fastidiose, anzi, proprio per questo) e sovente illuminanti, come quelle sul paesaggio italiano del quale ha tante volte denunciato l’imbruttimento invocando una nuova cultura al riguardo, unica possibilità di salvezza autentica per il paesaggio stesso ovvero per noi tutti.

Ecco, a me basta anche solo questo, ed è già tantissima roba.
RIP.

[Immagine tratta da www.facebook.com/olivierotoscanistudio.]

Lo stato dell’arte delle montagne

Questo post fa parte di una serie dedicata a montagne più o meno famose raffigurate in opere d’arte del passato e a come si presentano in vedute similari odierne. Per comprendere attraverso una chiave di lettura insolita a che punto è la loro storia – lo stato dell’arte, appunto -, in quali differente modo le possiamo osservare e come leggere quella loro storia oggi rispetto al passato.

Caspar Wolf, Finsteraarglacier with view on the Finsteraarhorn (“Il ghiacciaio di Finsteraar con una veduta del Finsteraarhorn”), olio su tela, 1774. (Clic.)

Nel 2016:

[Dettaglio da foto di Christoph Strässler, www.flickr.com, CC BY-SA 2.0, fonte commons.wikimedia.org.]

Un nuovo podcast “montano” da non perdere

Nell’ultima puntata di “Orobie Extra”, in onda da martedì 7 gennaio scorso e condotta al solito da Cristina Paulato (cliccate sull’immagine qui sopra per vederla), gli amici Ruggero Meles e Davide Sapienza hanno presentato alcune delle novità che caratterizzeranno la rivista “OROBIE” appena rinnovatasi con il numero di gennaio in edicola: il primo reportage della serie “Uomini e montagne”, dedicato ad alcune grandi e emblematiche pareti delle Alpi lombarde – apre la serie il Pizzo della Pieve e la sua parete Fasana, la più alta delle Grigne, raccontata da Meles – e un ciclo di podcast curato da Davide Sapienza con la regia di Damiano Grasselli, drammaturgo e fondatore del Teatro Caverna, che accompagnerà i reportage ampliandone e arricchendone tanto i contenuti quanto le visioni.

Il primo, quello sulla parete Fasana, si intitola “L’intelligenza dei piedi” e ci sono dentro anche io: lo potrete ascoltare dal 15 gennaio sul sito di “OROBIE” e sulle principali piattaforme.

Ringrazio di cuore Davide – che di podcast dedicati alla Natura è ormai uno degli autori più apprezzati – per avermi coinvolto in questa bella e affascinante novità (e Meles che l’ha sostenuta), che rappresenta un modo non solo innovativo di raccontare le montagne ma pure di dare ancora più senso, sostanza e valore a molto di ciò che rappresentano per i territori, le geografie, i paesaggi e le comunità che abitano alle loro pendici, oltre che per l’identità culturale che rende peculiare la loro vita lassù nel tempo e ancor più nel prossimo futuro.

Dunque, appuntamento al prossimo 15 gennaio!

Calorosi auguri, “OROBIE”!

Con il numero di gennaio 2025, appena uscito, e in occasione del 35° anniversario dalla prima pubblicazione nell’ormai lontano 1990, la rivista “OROBIE” si rinnova nella grafica, nei contenuti, nel mood, nel fascino che in questo lungo tempo l’hanno fatta continuamente evolvere e resa un punto di riferimento, tanto ormai classico quanto sempre intrigante, di tutti gli appassionati di montagna, lombardi e non.

Con la “facoltà” che mi è conferita dal fatto di esserne un abbonato quasi dall’inizio e di conoscere tanti di quelli che hanno contribuito e contribuiscono a comporla e pubblicarla, voglio fare i più calorosi auguri di cuore a tutta la redazione di “OROBIE” per questo bel rinnovamento, che rappresenta il compimento di un cammino prezioso e, come ogni viaggio che si rispetti, al contempo è il punto di partenza per nuove esplorazioni, nuovi racconti, nuove narrazioni sulle nostre montagne e sull’infinita, inesauribile bellezza che ci sanno donare.

Insomma: ad maiora semper, pòta!

(Tutte le immagini qui pubblicate sono tratte dal sito web www.orobie.it.)