Buona esta(r)te #7

P.S. – Pre Scriptum: agosto, tempo di ferie, di vacanze: anch’io per qualche giorno mi ci adeguerò, mi tocca (0) ma, visto che per tal motivo non potrei essere così assiduo come al solito con gli aggiornamenti del blog, mi sono chiesto: cos’è che proprio non dovrebbe mai andare “in vacanza”, cioè diventare letteralmente vacante? La bellezza, ad esempio. Perché di bellezza il mostro mondo ne ha bisogno sempre, per contrastare adeguatamente le tante, troppe cose brutte che ahinoi ci “offre”. Quindi mi sono detto pure: ok, e bellezza sia, in questi giorni d’agosto qui sul blog. E cosa c’è che sappia offrire bellezza in modo molteplice e assoluto, più dell’arte?
Ecco.
Dunque: buona esta(r)te a tutti!

Maurizio Cattelan, Him, capelli umani, cera e resina di poliestere, 2010, collezione privata.

Buona esta(r)te #6

P.S. – Pre Scriptum: agosto, tempo di ferie, di vacanze: anch’io per qualche giorno mi ci adeguerò, mi tocca (0) ma, visto che per tal motivo non potrei essere così assiduo come al solito con gli aggiornamenti del blog, mi sono chiesto: cos’è che proprio non dovrebbe mai andare “in vacanza”, cioè diventare letteralmente vacante? La bellezza, ad esempio. Perché di bellezza il mostro mondo ne ha bisogno sempre, per contrastare adeguatamente le tante, troppe cose brutte che ahinoi ci “offre”. Quindi mi sono detto pure: ok, e bellezza sia, in questi giorni d’agosto qui sul blog. E cosa c’è che sappia offrire bellezza in modo molteplice e assoluto, più dell’arte?
Ecco.
Dunque: buona esta(r)te a tutti!

Mark Rothko, Number 9, Dark over Light Earth/Violet and yellow in Rose, olio su tela, 1954, Museum of Contemporary Art, Los Angeles.

Buona esta(r)te #5

P.S. – Pre Scriptum: agosto, tempo di ferie, di vacanze: anch’io per qualche giorno mi ci adeguerò, mi tocca (0) ma, visto che per tal motivo non potrei essere così assiduo come al solito con gli aggiornamenti del blog, mi sono chiesto: cos’è che proprio non dovrebbe mai andare “in vacanza”, cioè diventare letteralmente vacante? La bellezza, ad esempio. Perché di bellezza il mostro mondo ne ha bisogno sempre, per contrastare adeguatamente le tante, troppe cose brutte che ahinoi ci “offre”. Quindi mi sono detto pure: ok, e bellezza sia, in questi giorni d’agosto qui sul blog. E cosa c’è che sappia offrire bellezza in modo molteplice e assoluto, più dell’arte?
Ecco.
Dunque: buona esta(r)te a tutti!

Lucio Fontana, Concetto Spaziale, La Fine di Dio, olio, buchi, squarci e graffiti su tela, 1963, collezione privata.

Buona esta(r)te #4

P.S. – Pre Scriptum: agosto, tempo di ferie, di vacanze: anch’io per qualche giorno mi ci adeguerò, mi tocca (0) ma, visto che per tal motivo non potrei essere così assiduo come al solito con gli aggiornamenti del blog, mi sono chiesto: cos’è che proprio non dovrebbe mai andare “in vacanza”, cioè diventare letteralmente vacante? La bellezza, ad esempio. Perché di bellezza il mostro mondo ne ha bisogno sempre, per contrastare adeguatamente le tante, troppe cose brutte che ahinoi ci “offre”. Quindi mi sono detto pure: ok, e bellezza sia, in questi giorni d’agosto qui sul blog. E cosa c’è che sappia offrire bellezza in modo molteplice e assoluto, più dell’arte?
Ecco.
Dunque: buona esta(r)te a tutti!

Edward Hopper, Nighthawks, olio su tela, 1942, Art Institute of Chicago.

Una “città nella città” per Robert Walser

La città svizzera di Biel/Bienne, grazie al lavoro dell’artista Thomas Hirschhorn, ha dedicato una monumentale installazione a Robert Walser, nato proprio a Bienne, uno dei più grandi scrittori elvetici e tra i maggiori del Novecento europeo, la cui opera ancora oggi suscita innumerevoli suggestioni, considerazioni, riflessioni, emozioni.

L’installazione artistica di Hirschhorn – in pratica una “micro-città walseriana” dentro la città di Bienne – è eretta davanti alla stazione ferroviaria di Bienne ed è aperta al pubblico fino all’8 settembre, tutti i giorni dalle 10:00 alle 22:00. L’entrata è gratis. Si estende su una superficie di 1300 metri quadrati ed è presentata come un’imponente struttura lignea che poggia principalmente su pallet. L’obiettivo è di invitare la popolazione a scambiare riflessioni sull’opera e la vita di Walser, anche attraverso un ricco calendario di manifestazioni culturali che ogni giorno prevede oltre trenta eventi. Dentro l’installazione, proprio come in una città ordinariamente abitata, si possono trovare una biblioteca, un asilo nido, uno studio televisivo, la redazione d’un giornale interno dedicato a Walser, residenze per scrittori, numerosi spazi di incontro e lavoro, una mensa-bar e molti altri servizi.

La Robert-Walser-Sculpture di Bienne rappresenta senza dubbio uno dei più originali e intriganti omaggi mai riservati a uno scrittore, peraltro capace, con la sua natura multiforme, di ben esprimere la complessità e la profondità dell’opera walseriana. Se entro l’8 settembre siete di passaggio da Bienne (città peraltro molto bella), se siete fan di Walser o ancor più se non lo siete e volete conoscerlo partendo da un punto di vista del tutto originale, visitatela: è certamente un’esperienza intensa e assai affascinante.

P.S.: cliccando qui potete leggere un articolo di “Swissinfo.ch” dedicato all’installazione, nel quale vedere anche un servizio video al riguardo.