Il (vero) video della vera storia di Gottardo Archi!

Bergamo, Fondazione Bergamo nella Storia, sabato 21 ottobre 2017: prima presentazione pubblica de La vera storia di Gottardo Archi, l’ultimo libro di Davide Sapienza, e altre libere dissertazioni su svariati temi molto importanti e intriganti…
Da sinistra: Gino Cervi, direttore della collana Genius Loci di Bolis Edizioni, Davide Sapienza, L.

Buona visione!

Davide Sapienza, “La vera storia di Gottardo Archi”

Conoscete il pittore bergamasco del Cinquecento Gottardo Archi?
Se la vostra risposta è “no”, sappiate che è certamente comprensibile. Gottardo Archi non fu certo famoso come altri artisti della sua epoca, anzi, non dipinse mai per prestigiosi committenti o per ottenere la celebrità, non fu affatto un professionista dei pennelli del tempo… non fu proprio un pittore, o meglio – se così posso dire: non fu. Eppure, le undici fantastiche tele che produsse nel corso della sua vita rappresentano un ciclo a suo modo “sconvolgente”, per come fissò nelle immagini dipinte un vero e proprio sconvolgimento urbano, sociale e culturale che subì la sua città, Bergamo, nella seconda metà del Cinquecento e che anche oggi, a quasi cinque secoli di distanza, risulta profondamente emblematico circa le trasformazioni che sta subendo la realtà contemporanea, attorno a noi ma pure, forse soprattutto, dentro di noi.

Poste tali “ponderose” premesse, una vita così significativa e al contempo tanto misteriosa abbisognava, per essere “svelata”, di un narratore altrettanto emblematico, soprattutto per la sua capacità pressoché unica di illuminare la realtà del rapporto tra l’uomo e il territorio, il paesaggio, la geografia, con tutto quello che ne scaturisce e si riversa nella mente, nel cuore e nello spirito. Ci voleva – ci vuole e c’è – Davide Sapienza, che firma La vera storia di Gottardo Archi (Bolis Edizioni, Bergamo, 2017, collana “Genius Loci”) e intesse da inimitabile par suo una “dodicesima tela” letteraria che narra tutto quanto sopra e molto di più in un racconto breve (poco più di 80 pagine di testo effettivo) ma assai intenso e all’apparenza sorprendente, rispetto alla produzione “classica” di Sapienza ma che non ci vuole molto affinché poi risulti perfettamente consequenziale ad essa […]

(Leggete la recensione completa di La vera storia di Gottardo Archi cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!)

Bergamo, sabato 21/10: Gottardo Archi svelato per la prima volta (forse)

Sabato scorso, 21 ottobre, Bergamo Alta, Palazzo del Podestà: Davide Sapienza racconta per la prima volta in pubblico la vera storia di Gottardo Archi, le sue undici fantastiche tele pittoriche e la loro possente poiesis geografica, Gino Cervi ne rivela il forte legame con “i” Genius Loci – quello cittadino e quello letterario, che forse sono sempre e comunque lo stesso –  e io rievoco ai presenti le vivide e poliedriche visioni trasversali che la lettura del libro mi ha suscitato.

Grazie a tutti quelli che c’erano, a Bolis Edizioni e, ovviamente, a Davide Sapienza, inimitabile super-Genius Loci geopoetico.

Conoscete Gottardo Archi e le sue opere d’arte?

(Cliccate sull’immagine dell’articolo per aprirla in un formato più leggibile.)

Conoscete il pittore bergamasco del Cinquecento Gottardo Archi?

No? Beh, comprensibile. Non fu certo famoso come altri della sua epoca, anzi, non dipinse mai per prestigiosi committenti o per ottenere la celebrità, non fu un professionista dei pennelli del tempo. Eppure, le 11 tele che produsse nel corso della sua vita rappresentano un ciclo a suo modo “sconvolgente”, per come fissò nelle immagini dipinte un vero e proprio sconvolgimento urbano, sociale e culturale che subì Bergamo nella seconda metà del Cinquecento, e che anche oggi, a quasi cinque secoli di distanza, risulta profondamente emblematico circa le trasformazioni che sta subendo la realtà contemporanea, attorno a noi ma pure, forse soprattutto, dentro di noi.

La vita di Gottardo Archi, nonché i luoghi e gli eventi che la resero così significativa, la potrete conoscere sabato prossimo 21 ottobre, a Bergamo Alta, grazie a La vera storia di Gottardo Archi, il nuovo libro di Davide Sapienza intorno al quale avrò l’onore di chiacchierare con lui e con Gino Cervi, direttore della collana Genius Loci di Bolis Edizioni nella quale il libro è pubblicato. Ma insieme chiacchiereremo anche con la città, i luoghi del romanzo, la storia, lo spazio, il tempo, la vita. E capirete perché, in realtà, non potete conoscere Gottardo Archi e le sue fantastiche tele…

Siateci, insomma. Sarà una bellissima giornata, senza alcun dubbio.

15 ottobre al Pertüs: una giornata speciale!

Un successo! Non si può che definire in questo modo Storie in cammino tra semplici cascine e grandi alberghi, l’evento che il Museo Ca’ Martì di Carenno ha organizzato la scorsa domenica 15 ottobre lungo il settore del percorso della Valle dei Muratori che dall’Oratorio di San Domenico transita per il nucleo rurale di Montebasso e raggiunge la dorsale dell’Albenza – sui monti tra la bergamasca e il lecchese – nei pressi del Passo degli Spagnoli e dell’ex Grande Albergo del Pertüs.

Complice una meteo quasi estiva e un cielo limpidissimo, una trentina di persone si è impegnata nella scarpinata sul sentiero spesso ripido – ma con continui e meravigliosi scorci della conca di Carenno e dei monti circostanti – sostando dapprima presso la cava di spolverino in località Costa Piana e quindi presso la grande calchera di Monte Ocone e la vicina cava di sabbia, stazioni del percorso ecomuseale delle quali il geologo Nicola Pigazzini ha illustrato la storia e le caratteristiche geologiche ed edilizie, coadiuvato dalla preziosa esperienza di Gianni Carsana, decano dei muratori carennesi. È grazie a tali risorse della montagna locale, e all’ingegno delle genti che lungo i secoli vi hanno intessuto un legame profondo e ricco di sapienze sovente sorprendenti, che sono state edificate le “semplici cascine” che ancor oggi testimoniano la vita sui monti e che hanno costruito e consolidato nel tempo la rinomata tradizione edile di Carenno e dei suoi muratori. Quella tradizione che ha permesso di edificare anche un vero e proprio gioiello architettonico ottocentesco: il Grande Albergo del Pertüs, luogo emblematico degli albori del turismo sui monti i cui muri, nonostante i segni del tempo, sanno ancora narrare moltissime storie, alcune delle quali sono state illustrate ai presenti dal sottoscritto durante la visita degli ambienti interni dell’albergo, eccezionalmente riaperti al pubblico dopo lunghissimo tempo grazie alla gentile disponibilità degli attuali proprietari dello stabile, e per la quale al gruppo di camminatori iniziali si sono aggiunte molte altre persone, giunte appositamente in loco dalla Valle Imagna e dalla bergamasca, per almeno settanta presenze complessive – “infiltrati” esclusi!

Si è quindi tornati a valle transitando dall’antica strada comunale che collega Carenno con la zona del Monte Tesoro e Costa Imagna, la quale presenta ancora in vari tratti la presenza del rissöl, la selciatura originaria in pietra locale che di nuovo testimonia in modo suggestivo la grande manualità edificatoria del territorio nonché l’importanza dei secolari traffici commerciali tra Val San Martino e Valle Imagna/valli bergamasche.

È stata una giornata speciale, insomma, bella sotto tutti i punti di vista e in particolar modo per come abbia dimostrato il grande interesse ancora ben presente nel pubblico verso i saperi tradizionali e la peculiare cultura di un territorio che va certamente salvaguardata ma, ancor più, sviluppata quale ottima base per un’evoluzione futura del rapporto culturale (in senso generale) tra l’uomo e il territorio – realmente ecosostenibile e nuovamente in armonia con l’ambiente e la sua storia. Una cultura per la cui (ri)valorizzazione mi auguro di aver dato anche ieri il mio piccolo ma assai appassionato contributo.

P.S.: trovate altre immagini fotografiche (di Graziano Morganti) della giornata nel sito del Museo Ca’ Martì, qui.