E’ uscito il numero 112 – Settembre 2013 – di InfoBergamo.it, il primo mensile on-line bergamasco di cultura ed informazione, ovvero la più diffusa e letta web-rivista di genesi orobica, indubbiamente (fin dal nome, appunto!), ma di respiro, spirito e interessi assolutamente nazionali, se non di più. Un gradimento così grande e continuato che persino in Agosto, mese vacanziero nel quale di sicuro la maggior parte della gente preferisce starsene all’aria aperta, in spiaggia, in acqua o su qualche bel sentiero di montagna piuttosto che davanti a un pc, il numero dei lettori ha raggiunto il numero incredibile di 74.000! Ma, come ripeto spesso, è certamente questa una quantità e un relativo gradimento ben legati – anzi, proporzionali! – alla qualità degli articoli e dei collaboratori del mensile, come sempre ben orchestrati dal direttore Graziano Paolo Vavassori. Un mensile che anche in questo numero 112 offre veramente molta carne al fuoco, tra cultura, politica, società, arte, musica, libri, motori, viaggi e molto, molto altro, come si può evincere dal sommario del mese…
A mia volta sono molto onorato di far parte dei collaboratori di InfoBergamo.it, cercando di offrire ai lettori spunti, osservazioni, testimonianze e riflessioni sul mondo dei libri, della letteratura e dell’editoria contemporaneo. In questo numero 112, vi offro un articolo provocatorio, che riflette e focalizza un’ipotesi apparentemente assurda – e sperando che veramente tale sia e non il contrario! – e sulle conseguenze che la sua manifestazione potrebbe (e dovrebbe) avere: se domani mattina sparissero libri, librai ed editori, dunque non ci fosse più nulla di letterario da leggere, voi credete che ne scaturirebbe una rivolta popolare? All’apparenza, credo che molti di voi risponderebbero di sì, perché accidenti, si può veramente concepire un mondo senza libri e lettura?
E se invece la realtà potenziale fosse diversa da ciò?
Potete leggere E se domani mattina sparissero di colpo editori e librerie? cliccando direttamente sul titolo dell’articolo oppure QUI ma, ribadisco, non perdetevi nulla dell’intero ultimo numero e di tutto quanto offre la piattaforma web del mensile, cliccando sull’immagine della copertina lì sopra ed entrando nel sito del mensile: InfoBergamo.it merita sul serio la vostra attenta lettura, e sono certo che non vi deluderà!
Tag: 2013
Francesco Lussana “OPEN”: a Venezia, nella 16a Esposizione Internazionale di Sculture e Installazioni
Ho l’onore di conoscere ormai da tempo Francesco Lussana e ancor più di aver potuto collaborare con lui in alcuni recenti eventi pubblici legati alla sua originale e intrigante produzione artistica, sulla quale – anche in relazione ai suddetti eventi – ho spesso dissertato nel blog (QUI potete trovare tutti gli articoli pubblicati). Vederlo quindi incluso nella mostra OPEN – Esposizione Internazionale di Sculture ed Installazioni che celebra la sua sedicesima edizione dal 29 agosto al 29 settembre a Venezia Lido e all’Isola di San Servolo parallelamente alla Mostra d’Arte Cinematografica nonché – soprattutto, direi – alla 55° Biennale di Venezia, con la curatela di Paolo De Grandis e Carlotta Scarpa, mi rende assai felice tanto quanto però non così sorpreso. Sì, perché l’ormai lungo percorso artistico intrapreso da Lussana –
delle cui peculiarità essenziali potete appunto leggere negli articoli pubblicati – è di tale fascino e profondità generali che questo riconoscimento mi risulta sotto molti aspetti ovvio, anzi, potrei pure dire indispensabile.
Francesco Lussana con la sua arte ha saputo generare un’armonia assolutamente rara tra elementi diversi del “fare” artistico, andando ben oltre le componenti primarie estetiche e tematiche dell’opera d’arte per inglobare nell’essenza di essa anche valenze di natura sociale, sociologica e antropologica. Il produrre arte come lavoro di Lussana si affianca e si fonde col suo lavoro in fabbrica che è a sua volta “arte” nel senso artigianale e manifatturiero del termine; l’uso pratico delle macchine ovvero degli strumenti della produzione industriale seriale muta sotto il suo controllo, si trasforma in un gesto ben più peculiare fino a ricuperare (o riscoprire) un’accezione primordiale, per così dire, di ritorno alla generazione di oggetti non più solo dotati d’una qualche funzione utilitaristica ma, al contrario, capaci di dialogare con chi li “incontra”, di raccontare lunghe storie, di trasmettere messaggi articolati e intensi che sovente esulano dal mero contesto artistico per giungere in ambiti più culturalmente profondi – dacché il lavoro industriale, tema fondamentale della sua riflessione artistica, non serve dire quanto sia soggetto assolutamente sociologico e antropologico! L’effetto ottenuto è duplice: la riaffermazione del lavoro come opera umana capace di produrre “arte”, e la valorizzazione dell’arte come opera umana nobile e nobilitante come è il lavoro (almeno nel principio e come dovrebbe sempre essere, anche e soprattutto nella nostra così caotica e critica era contemporanea). E’ un effetto assolutamente e autenticamente artistico, che legandosi poi alle numerose suggestioni di matrice estetica proprie dell’opera d’arte in senso “classico” e al carattere analitico di esse (ben tratteggiate da Serena Mormino nella presentazione dell’opera esposta a Venezia, QUI) contribuisce a fare del lavoro (appunto, termine che ora spero leggerete e comprenderete con un senso ben più ampio dell’usuale) e della produzione (idem) artistica di Francesco Lussana un’esperienza del tutto originale, come detto, e profondamente significativa nel panorama dell’arte contemporanea attuale.

Cliccate QUI per conoscere ogni dettaglio su OPEN (e, se volete, per scaricare il comunicato stampa), oppure cliccate sull’immagine lì sopra per visitare il sito web di Francesco Lussana, così da trovare – se mai fosse necessario – ancora ulteriori ottimi motivi per conoscere la sua arte e visitare, se vi è possibile, la mostra di Venezia. Ve la consiglio caldamente, ça va sans dire!
E’ on line il numero 111 – Agosto 2013 di InfoBergamo.it
Puntuale come ogni mese e immune da qualsiasi “rilassamento” estivo, ecco a voi il numero 111 – Agosto 2013 di InfoBergamo.it, il primo mensile on-line bergamasco di cultura ed informazione diretto (magistralmente, come sempre) da Graziano Paolo Vavassori, ovvero la più diffusa e letta web-rivista di genesi orobica (fin dal nome, appunto!), ma di respiro, spirito e interessi assolutamente nazionali, se non di più! Forte di un pubblico di lettori folto e costante – per il numero dello scorso Luglio sono stati 81.000! – InfoBergamo.it si presenta con questo nuovo numero come sempre ricchissimo di contenuti di alto livello e di assai varia e assortita tematica, tra cultura, politica, società, arte, musica, libri, motori e molto altro, con approfondimenti mirati a fornire ai lettori non soltanto della preziosa informazione ma anche degli strumenti di azione diretta, per così dire, in ambito sociale – che poi dovrebbe essere una delle funzioni peculiari della stampa e dei media, di qualsiasi tipo e diffusione. Come accennavo poco sopra, l’occhio di riguardo alla realtà bergamasca è inevitabile, vista la “cittadinanza” del mensile, tuttavia non c’è articolo in esso che non possieda un respiro ben più ampio, dunque un interesse che qualsiasi lettore può facilmente riscontrare e sfruttare comunque e dovunque: questo è certamente uno dei maggiori punti di forza di InfoBergamo.it, nonché uno dei motivi principali per quei notevolissimi numeri relativi ai lettori mensili, che sarebbero un sogno pure per testate ben più celebrate!
Per quanto mi riguarda, per questo numero 111 mi sono preso una piccola pausa, ma è già in redazione l’articolo per il prossimo numero di Settembre, così da ricominciare in modo sempre più gagliardo l’esplorazione del mondo della letteratura e dell’editoria, ovvero dei temi che abitualmente tratto per InfoBergamo.it. Ma certo, lo ribadisco, anche quest’ultimo numero 111 del mensile è assolutamente ricco di articoli interessanti e intriganti, dunque non mi resta che invitarvi alla lettura – cliccate sulla copertina lì sopra per accedere al sommario – , magari pure a usufruire di tutte le altre cose offerte dal sito web, e con me l’appuntamento è per i primi giorni di Settembre con l’uscita del numero 112!
Dunque, in un modo o nell’altro, buona lettura!
E’ on line il numero 110 – Luglio 2013 – di InfoBergamo.it!
E’ uscito il numero 110 – Luglio 2013 – di InfoBergamo.it, il primo mensile on-line bergamasco di cultura ed informazione, ovvero la più diffusa e letta web-rivista di genesi orobica, indubbiamente (fin dal nome, appunto!), ma di respiro, spirito e interessi assolutamente nazionali, se non di più. Prime prove di tali “ampie” peculiarità sono certamente il gradimento dei lettori per il mensile e la quantità di letture, dati assolutamente illuminanti in tal senso visto che da tempo il numero di essi non scende mai sotto gli 80.000 al mese! – 85.000 a Giugno, dopo il record di 96.000 registrato a Maggio! Ma è certamente una quantità e un gradimento ben legati – anzi,
proporzionali! – alla qualità dei collaboratori e degli articoli ospitati sul mensile, che anche in questo numero 110 offre veramente molta carne al fuoco tra cultura, politica, società, arte, musica, libri, motori, viaggi e molto, molto altro, come si può evincere dal sommario del mese…
A mia volta sono molto onorato di far parte dei collaboratori di InfoBergamo.it, cercando di offrire ai lettori spunti, osservazioni, testimonianze e riflessioni sul mondo dei libri, della letteratura e dell’editoria contemporaneo. In questo numero 110, al posto dell’usuale articolo a carattere divulgativo sul mondo suddetto ma restando assolutamente in esso e sui temi correlati, ne voglio invece proporre ai lettori uno dal tono parecchio polemico – fin da titolo: LA CULTURA NON SERVE A NULLA! (Inopinati attimi di pericolosa lucidità mentale) – che nasce da certe riflessioni che sovente mi ritrovo a fare soprattutto quando sono “dentro” – per la mia attività letteraria e non solo – il sistema della cultura in Italia, e vi constato certe realtà veramente sconcertanti. D’altronde, il senso precipuo dell’articolo è del tutto valido ed evidente anche stando al di fuori di quel sistema, le cui peculiarità sono per gran parte comuni (ahinoi!) a buona parte della società civile nostrana…
Cliccate sul titolo sopra riportato dell’articolo oppure QUI per leggerlo direttamente ma, ribadisco, non perdetevi nulla dell’intero ultimo numero e di tutto quanto offre la piattaforma web del mensile, cliccando sull’immagine della copertina lì sopra ed entrando nel sito del mensile: InfoBergamo.it merita sul serio la vostra attenta lettura, e sono certo che non vi deluderà!
Gli italiani e la cultura: seduti in un ristorante che offre piatti gustosissimi, si stanno lasciando morire di fame…
“L’Italia sprofonda in un tunnel e sta rinunciando alla propria vocazione artistica e culturale sulla quale si e’ fondata l’identità e lo sviluppo della comunità nazionale. Nel 2012 la spesa per la cultura e la ricreazione delle famiglie italiane segna un – 4,4%: si tratta del primo calo dopo oltre un decennio di crescita costante, tanto che tra il 2002 e il 2011 l’incremento era stato del 25,4%. Anche i dati relativi alla fruizione culturale sono negativi in tutti i settori con una netta inversione di tendenza rispetto agli ultimi anni: -8,2% il teatro, -7,3% il cinema, -8,7% i concerti, – 5,7% musei e mostre. In generale diminuisce dell’11,8% la partecipazione culturale dei cittadini italiani. In un solo anno i musei statali perdono circa il 10% dei visitatori che passano da 40 a 36 milioni, poco più di quelli entrati nei soli musei londinesi. Allo stesso tempo diminuiscono gli investimenti nel settore: solo da parte dei comuni in un anno tagliato l’11% delle risorse mentre le sponsorizzazioni private destinate alla cultura scendono nel 2012 del 9,6%, ma dal 2008 il calo e’ del 42%.” (fonte: Asca.it)
“Mentre le nostre città perdono competitività turistica, il paese crolla al 15° posto nel Country Brand Index 2013. Insomma, con 3.609 musei, 5.000 siti culturali, 46.025 beni architettonici vincolati, 12.609 biblioteche, 34.000 luoghi di spettacolo e 47 siti Unesco, l’Italia è unica per la ricchezza del suo patrimonio, ma anche uno dei paesi europei più arretrati dal punto di vista dell’investimento e della fruizione culturale. E se allarma ma non stupisce che la spesa annua per abitante sia di 25,4 euro, colpisce invece che quella della Grecia sia doppia rispetto alla nostra.” (Fonte: Europaquotidiano.it)
Sul Rapporto Annuale di Federculture che illustra lo stato del comparto culturale italiano si potrebbero formulare innumerevoli considerazioni, con la certezza che tutte quante
risulterebbero ineluttabilmente monotone. Esattamente come lo è il fulcro del messaggio contenuto nel volume che presenta il Rapporto: “Occorre ripartire dalla cultura, da una strategia per il Paese, un grande progetto culturale, sociale ed economico che restituisca ai cittadini e alle imprese la speranza per il futuro e una qualità della vita migliore”. Da quanto tempo sentite dire cose del genere? 20 anni? 30, forse 40? Beh, chi non è più così giovane forse le sente dire da ancora più tempo.
E, mi permetto di notare, fa abbastanza (amaramente) ridere constatare come tali rapporti così illuminanti su quanto in basso sia caduta l’Italia pure dove invece potrebbe eccellere su chiunque, al mondo, siano abitualmente presentati alla stampa e al pubblico con l’ausilio di un bel corollario di personaggi politici di varia caratura, rappresentanti quelle istituzioni che in primis hanno causato la tragica situazione suddetta…
D’altro canto, a ben vedere, non è forse un caso che la disastrata Grecia, che spende pro capite il doppio di quanto spende un italiano per la cultura, sia da tempo in piazza a protestare contro i suoi politicanti (nonostante le TV abbiano deciso da tempo che non è più conveniente parlarne), di scuola assai simile a quelli nostrani… Ovvero: se da decenni ci sentiamo dire che occorre fare questo, quello e quell’altro, che così non va bene, che bisogna cambiare le cose e via dicendo, ma la situazione non fa che peggiorare per il semplice motivo che chi dovrebbe fare qualcosa non fa nulla, anzi, pare faccia di tutto per agevolare e accelerare il peggioramento, beh, allora tocca a noi, comuni cittadini, agire. E agire in ogni senso, contro quella immonda classe politica che continua beatamente a farsi gli affari propri lasciando coprire di fango la bellezza e la ricchezza che l’Italia possiede, e a favore di noi stessi difendendo la nostra cultura, il nostro patrimonio artistico e culturale, rivendicandone la proprietà e la volontà di goderne e non solo perché è preziosissimo cibo per la mente ma pure per la pancia, per quanto sfruttando la cultura potremmo diventare facilmente e tranquillamente una delle nazioni più ricche del pianeta.
Certo che poi, quando che leggo che a fronte del calo delle spese dedicate alla cultura da parte delle famiglie italiane, quelle destinate al gioco d’azzardo sono in forte e costante aumento, da un lato mi risultano ancora più lampanti i danni derivanti dalla mancanza di cultura diffusa in Italia, ma dall’altro mi ritrovo a pensare che un tale paese probabilmente tutto quel ben di dio artistico e culturale che si ritrova, non se lo merita affatto, al contrario invece dei governanti che si ritrova.
Riflessione finale amara e pessimistica, ma tant’è.