Il destino è segnato (?)

Comunque, bisogna ammettere che il mondo in cui – volenti o nolenti – viviamo offre sempre notevoli spunti di, ehm… “riflessione”, sul mondo e su noi stessi in quanto sua razza dominante, già.
Per dire: date un occhio alle seguenti due notizie diffuse dalle agenzie di stampa a distanza di un giorno solo – ad esempio sull’“Agi”, dalle quali le riprendo.

Il titolo della prima, datata 9 settembre, dice: «In Europa l’inquinamento uccide 630 mila persone ogni anno».

La seconda, del giorno dopo, invece ha come titolo: «La sfida del vaccino, 8 mila jumbo per consegnarlo».

Bene: considerando che gli aerei sono il mezzo di trasporto più inquinante in merito a grammi di CO2 emessi per ogni km (e per passeggero trasportato) e comunque in assoluto tra i più inquinanti, potremmo “tranquillamente” (detto con sarcasmo, ovvio) concludere che, per salvarci dal virus Covid-19, ci uccideranno con l’inquinamento.

Oltre a soffocare l’ambiente dell’intero pianeta ancor più di quanto già non accada, certo, e per giunta senza contare che, come è stato evidenziato, i territori con forte inquinamento atmosferico sono proprio tra quelli ideali per la diffusione dei virus come il Covid.

Ecco.

È veramente un mondo meraviglioso, questo, non trovate?

Disservizi ferroviari

Dopo un lungo periodo di scioperi e di conseguenti disservizi, disagi, ritardi, soppressioni di convogli, oggi i treni hanno viaggiato in perfetto orario. Incredibile!
E ciò nonostante fosse in programma pure oggi un nuovo sciopero: dovendo astenersi dall’attività quotidiana maggiormente praticata sul posto di lavoro, con ammirevole coerenza il personale ha pensato bene di organizzare uno sciopero dallo sciopero.
Una protesta assai efficace, leggo sui giornali, visto che le Ferrovie hanno subito vivacemente reclamato, sostenendo che era da almeno 30 anni che i treni non viaggiavano più in orario e ciò ha dunque rappresentato un grave sovversione dello status quo aziendale. Il personale tuttavia ha prontamente ribattuto, dichiarando che quale ulteriore evoluzione della protesta potrebbe pure arrivare a pulire di fino i treni, eventualità che causerebbe un notevole danno economico all’azienda ferroviaria a causa della spesa necessaria all’acquisto di detergenti e spazzoloni.
La vertenza continua e, per tentare una mediazione, è stato convocato un incontro tra i sindacati e i vertici aziendali presso la sede delle Ferrovie alle 9 di domattina, incontro che dunque comincerà non prima delle 11. All’incontro, per sicurezza, i partecipanti giungeranno con mezzi propri.
Dal canto loro, anche alcuni pendolari hanno protestato a fronte di quanto accaduto: da almeno 30 anni non arrivavano più così puntuali sul posto di lavoro e ciò ha provocato loro disagi di natura morale e psicologica, non sapendo come impiegare così tanto tempo con l’attività lavorativa e accusando fenomeni di spaesamento o di alienazione professionale.

Uscita da scuola – e dalla realtà

Giusto a proposito di “parole pesanti“…
A fronte del tema di fondo molto pratico, che dunque ha una sua relativa importanza legata a tale praticità e non di più, la recente discussione intorno alla questione circa la presenza dei genitori all’uscita dei ragazzi da scuola mi è parsa tra le più surreali degli ultimi tempi (si veda qui l’ottimo riassunto de Il Post). Da ogni senso, intendo dire: da parte dei legislatori, le cui giurisprudenze sono di frequente scritte per pochi e applicate a molti, o viceversa; da parte della politica, che nuovamente ha palesato quanto sia lontana e avulsa dall’ordinaria realtà quotidiana; da parte dei media, che per l’ennesima volta – e correndo appresso a certi politicanti altrettanto surreali – hanno alzato il solito polverone ove non c’era che qualche “granellino” da spostare; da parte di tanta gente comune – ultima ma non (mai) ultima – che senza approfondire la questione ha subitamente preso a sproloquiarci sopra.

Una sur-realtà (nulla a che vedere con il surrealismo artistico, inutile rimarcarlo, anzi: tutto il contrario, soprattutto in quanto a nobiltà d’intenti e d’azione) assai emblematica dello stato del paese, sempre più malridotto palcoscenico per una recita tragicomica nella quale più gli attori sono scarsi e più trovano spazio per interpretare la propria buffonesca parte e mettersi sotto i riflettori (mediatici). Di fronte ad essi resta un pubblico urlante e maleducato, mentre chi può da tale teatrino se ne allontana il più possibile, se non lo ha già sagacemente fatto.