
Anche in Italia, come in altri paesi, stanno cominciando a diffondersi per le vie di piccole e grandi città questi minuscoli tanto quanto preziosi esempi di free bookcrossing, che a ben vedere rappresentano un doppia prova di civiltà: diffondono i libri e il piacere della lettura tra la gente e, se non vengono vandalizzati, dimostrano meglio di ogni altra cosa il senso civico del luogo nel quale sono presenti.
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Tag: lettura
INTERVALLO – Tel Aviv, Levinsky Park Library

Una biblioteca all’aperto accessibile anche agli immigrati clandestini, fenomeno assai presente in Israele. Un progetto, quello dell’architetto Yoav Meiri a Tel Aviv, pienamente socioculturale: anche perché i libri e la lettura non possono e non devono mai essere qualcosa di clandestino, nemmeno indirettamente…
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INTERVALLO – New York, Booksharing Phone Box
INTERVALLO – Yosemite Valley (USA), “sala” di lettura

Bivacco su una delle celebri pareti di arrampicata della Yosemite Valley di Beth Rodden e Tommy Caldwell, alpinisti americani: per la serie “ogni luogo è buono per leggersi un libro“ – sempre che non ti sfugga di mano come pare sia accaduto a Tommy, a giudicare da dove sta guardando!
(Photo Credits: Corey Rich)
In lode e gloria del racconto (Joe R. Lansdale dixit #2)
Scrivere romanzi mi piace, ma non ho mai nascosto di preferire i racconti. Intanto perché mi consentono di sperimentare a volontà. Certo, coi romanzi tento di fare lo stesso, ma è nei racconti che posso spaziare come e quanto desidero. Le opportunità sono maggiori, così come il tempo necessario a scriverne uno è di gran lunga inferiore a quello di un romanzo, anche se dal punto di vista economico sono le grandi dimensioni a fornire un miglior rapporto tempo/benefici, cosa che dalle mie parti è molto apprezzata.
Ciò detto, non è che i racconti siano più facili da scrivere per via della loro brevità e del minor dispendio di tempo. Qualcuno – non ricordo chi – ha sostenuto a ragion veduta che un romanzo costituisce la scappatoia più conveniente per scrivere un racconto.
Niente mi attizza di più di una bella raccolta di racconti, e se c’è una cosa che mi ha sempre stupito, dato l’impatto che il lavoro e gli impegni familiari esercitano oggi giorno sulle nostre vite, è come il racconto non sia diventato il genere letterario più diffuso, invece di quei mallopponi capacissimi di schiantare un bue, se gli cadono addosso. Sulla carta, per come la vedo io, non dovrebbe esserci niente di più piacevole della comoda lettura di un buon racconto, anche soltanto uno al giorno, piuttosto che essere costretti ad aspettare le vacanze estive o un viaggio in aereo per spararsi, una o due volte l’anno, un romanzo di ragguardevole stazza.
Data la mia professione, immagino che ogni anno potrei farmi fuori senza grossi problemi un non esiguo numero di romanzi e raccolte di racconti; ma se amate la lettura, e il fattore tempo ha la sua fondamentale importanza, perché non dovreste prendere in considerazione il racconto invece del romanzo?
A casa mia, negli Stati Uniti, parrebbe in atto una certa rinascita del racconto, ma in confronto alla popolarità del romanzo si tratta ancora di un fenomeno di scarso rilievo. Però è anche vero che il sottoscritto non ha ancora capito bene come funziona il forno a microonde…
(Joe R. Lansdale, introduzione a Altamente esplosivo, Fanucci Editore 2010, traduzione di Luca Conti, pagg.9-10)
Un efficace e ovviamente prestigioso assenso – anche se indiretto – da parte del celebre (e celebrato) scrittore americano al mio post sulla stessa questione di qualche tempo fa…
(E a breve, qui nel blog, la recensione di Altamente esplosivo…)
