Filippo Bettini, Roberto Di Marco, “Terza Ondata. Il Nuovo Movimento della Scrittura in Italia”

P.S.: (Pre Scriptum): ribadisco di nuovo quanto sostenuto qualche post fa – e lo farò ancora in futuro, se ne avrò l’occasione: personalmente, in tutta sincerità, 9 presunti “poeti” su 10 (sono magnanimo… Vorrei dire 99 su 100!) io li manderei a lavorare in miniera e nei livelli più profondi, in modo che non scrivano più quelle cose che poi hanno il coraggio di spacciare per “poesia”. Affermai ciò anche qualche tempo fa, qui nel blog, in un post tanto ironico nella forma quanto assolutamente serio nella sostanza.
Posto che – non sono certo io a stabilirlo, qui e ora – la poesia è la forma d’arte letteraria più alta e nobile mai generata dall’uomo, veramente troppa gente s’è creduta capace di scrivere versi poetici improvvisandosi, appunto “poeta”, palesandosi invece come totalmente all’oscuro di cosa sia veramente la poesia, del suo senso artistico, letterario, antropologico, della sua struttura e della tecnica necessaria, della sua storia passata e presente. Di tutto, in buona sostanza, scrivendo così inevitabilmente “versi” rispetto ai quali pure un biglietto con le cose da comprare nel negozio sotto casa risulterebbe più poetico.
Quanto meno, prima di proporre pubblicamente ciò che si è scritto – e magari pretenderne pure una produzione editoriale – tutta ‘sta massa di poeti dovrebbe profondamente e intensamente studiare la materia poetica, dall’era classica fino a quella contemporanea, in modo da capire se quanto scritto possa almeno sostenere un qualche confronto con ciò che è già stato fatto oppure no. A meno che quei suddetti presunti poeti non ritengano di essere tali per genesi divina, e/o indubitabilmente pregni d’un afflato poetico che nemmeno Dante o Leopardi o chi altro di considerabilmente grande… A meno che non siano dei gran presuntuosi, in buona sostanza. Cosa che temo parecchio, ahinoi, dacché in tali condizioni coloro che si proclamano difensori del verso poetico in realtà finiranno per ucciderlo definitivamente. Se non l’hanno già fatto…
La recensione qui sotto tratta di un altro ottimo testo che chiunque si prefigga di trattare la materia poetica dovrebbe leggere, ad esempio – e ne trovate/troverete altre, di recensioni a ottimi testi, nella pagina relativa, qui nel blog. Ma è inutile dire che di simili libri ottimi e necessari ce ne sono certamente altri, in libreria – magari su quegli scaffali nascosti e pieni di polvere negli angoli più bui, visto che ormai la poesia è relegata in tali anfratti, non certo in bella vista…

cop_terzaondataDopo il fondamentale La Poesia Italiana d’Avanguardia di Fausto Curi – e proseguendo nello studio dell’avanguardia letteraria italiana dal dopoguerra in poi – Terza Ondata di Filippo Bettini e Roberto Di Marco, edito da ES/Synergon di Bologna, è certamente uno dei testi più interessanti e utili che si possano trovare sul mercato, dichiarando apertamente il suo contenuto (e lo scopo che si propone) fin dal proprio titolo ovvero analizzare e soprattutto presentare una significativa selezione di autori di quel movimento letterario avente la sua massima luce nei primi anni ’90 del secolo scorso e denominato “Terza Ondata” – nome che intende identificarlo come, appunto, terzo considerabile movimento di letteratura sperimentale e avanguardistica dopo le prime avanguardie storiche di inizio Novecento e dopo la neoavanguardia del dopoguerra, avente il proprio simbolo nel celebre Gruppo 63 di Sanguineti e C. – peraltro terzo e per ora ultimo movimento d’avanguardia letteraria ad oggi, mi pare di poter dire…

Leggete la recensione completa di Terza Ondata cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!

Quando i libri diventano ispirazione per l’arte contemporanea, ed espressione profonda di essa

Un bellissimo progetto artistico che farà parte degli eventi collaterali della prossima 55a Esposizione Internazionale d’Arte – la Biennale di Venezia e per il quale l’oggetto-libro è fondamentale sia in senso teorico che pratico è I libri d’acqua, presentato dall’artista napoletano Antonio Nocera con la curatela di Louis Godart e di Laura Fusco.

Leggendo dalla presentazione del progetto…:
Con il progetto “I libri d’acqua” l’artista focalizza l’attenzione sul tema della migrazione come fenomeno sociale totale. Al centro della sua riflessione è posta l’importanza della Antonio-Nocera_photomobilità umana come espressione di una libertà fondamentale di movimento e aspirazione all’emancipazione, che l’artista esprime simbolicamente attraverso il viaggio. Le opere di questo progetto sono dominate dalla presenza del mare, ora chiaro e limpido ora nero come il catrame, ora calmo e rasserenante ora impetuoso e angosciante. Su queste acque galleggiano nidi carichi di esserini che rimandano la memoria ai barconi di migranti che, in tutte le epoche, hanno solcato i mari in cerca di un luogo dove costruire una nuova casa.
Il progetto “I Libri d’acqua” rientra nella tematica sviluppata negli ultimi anni dall’artista con “Oltre il nido”, progetto nato dalla riflessione sul tema della casa come aspirazione primaria e diritto fondamentale dell’essere umano, simbolicamente rappresentato dal nido. (…) Per la realizzazione delle sue opere l’artista attinge dalla millenaria sapienza artigiana veneziana l’uso di materiali pregiati come il vetro e la carta. Per il progetto site specific al Monastero di S. Nicolò, Antonio Nocera realizzerà un grande libro da collocarsi nell’area centrale a cielo aperto del chiostro e l’opera sarà oggetto di donazione al Comune di Venezia nel corso della cerimonia di inaugurazione.
L’installazione principale verrà accompagnata da opere, dipinti e sculture, facenti parte del complesso progetto “I Libri d’acqua” oltre che da un video documentario sulla creazione dell’opera, arricchito da approfondimenti sui temi dell’esposizione con un particolare focus sull’art 13 della DUDU (Dichiarazione Universale dei Diritti Umani)

Trovo – ovviamente, mi verrebbe da dire – molto interessante la scelta di rappresentare il senso tematico del progetto artistico attraverso l’oggetto-libro, appunto: una sorta di (ri)affermazione della potenza di esso, e dell’insuperabile capacità che detiene nel portare il più rapidamente e il più chiaramente possibile un messaggio di valore quale è certamente, e tanto quello alla base del progetto di Nocera. Una facoltà che rende il libro la rappresentazione più vivida e immediata del termine “cultura”, che l’arte visiva contemporanea – a sua volta possente espressione culturale – riconosce (come già fatto spesso, in passato, e come farà ancora in futuro) tanto quanto, purtroppo, la letteratura invece non è più capace di testimoniare, paradossalmente, per proprio autolesionismo editoriale
Cliccate QUI o sull’immagine di Antonio Nocera per visitare il sito web del progetto I libri d’acqua, e conoscerne ogni altro dettaglio.

Remind & save the date! Giovedì 9 Maggio a Nembro, ore 20.45, una serata dedicata all’arte diffusa nei contesti urbani: cosa, come, perché e anzi, soprattutto: perché no?

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Cliccate sulla locandina per conoscere ogni altra informazione utile sulla serata e, se potete, non mancate: sarà un evento assolutamente interessante!

Giovedì 9 Maggio, ore 20.45, Nembro: una serata dedicata al tema “Arte e paesaggio urbano. Interventi artistici in spazi pubblici”

Tutti ci diciamo affascinati dall’arte, tuttavia quand’essa – in particolare quella contemporanea – viene resa fruibile alla collettività attraverso interventi artistici o architettonici in spazi pubblici le polemiche spesso non mancano, per ragioni non solo economiche ma pure estetiche e tematiche. Eppure proprio quando resa pubblica e liberamente fruibile da chiunque l’arte risponde a uno dei suoi scopi fondamentali, quello di offrire la propria visione estetica della realtà che ci circonda a tutti, senza limitazione alcuna…
Su tale argomento così affascinante e a volte controverso la Biblioteca Centro Cultura di Nembro, alle porte di Bergamo, organizza per giovedì 9 Maggio, alle ore 20.45, presso la Galleria Rovere della biblioteca stessa un incontro dal titolo Locandina_Nembro_09Mag2013-blogArte e paesaggio urbano. Interventi artistici in spazi pubblici. Sull’argomento interverranno Francesco Lussana, artista e creatore dell’opera Struttura OMCN – Interruttore ITALGEN installata a Villa di Serio, Silvia Gervasoni, storica dell’arte e curatrice, Anna Zanga, educatrice museale della GAMeC, Gian Luigi Della Valentina, assessore all’urbanistica di Villa di Serio, e lo scrivente in qualità di esploratore del sentore pubblico sull’argomento, ovvero di ciò che ne pensa la gente comune. Sarà un’ottima occasione per mettere in luce la questione e comprenderne quanto più possibile la portata, anche in riferimento ad alcuni esempi concreti presenti in zona: la stessa Biblioteca di Nembro, ad esempio, notevole opera di architettura contemporanea, oppure la suddetta installazione di Lussana alla quale è stata dedicata la bella serata dello scorso Febbraio a Villa di Serio, sulla cui scia è nato questo ulteriore incontro di Nembro.
Una serata assolutamente affascinante, insomma, e un appuntamento da non perdere!
Cliccate sull’immagine della locandina dell’evento per visualizzarla in un formato più grande, oppure cliccate QUI per visitare il sito web della Biblioteca di Nembro presso la quale la serata avrà luogo.

Reminder… Vorrei sapere cosa ne pensate dell’arte contemporanea diffusa in contesti urbani…

Vi ripropongo questo post pubblicato qui nel blog qualche giorno fa, alle cui domande già alcuni amici hanno risposto con osservazioni parecchio interessanti. Se avete qualche secondo a disposizione e potete/volete farlo anche voi, sappiate che mi darete una gran bella mano in merito a un futuro incontro sul tema trattato dalle domande stesse e, dunque, ve ne sarò mooooooolto grato e riconoscente!

In buona sostanza vorrei chiedervi – che siate interessati all’arte oppure no: ogni parere, specializzato o meno, è assolutamente importante! – un piccolo aiuto, ovvero le vostre preziose opinioni, considerazioni e idee in merito a un argomento sul quale mi ritroverò prossimamente a disquisire presso la Biblioteca di Nembro (Bergamo), che ha messo in calendario una serata dal titolo Arte e paesaggio urbano. Interventi artistici in spazi pubblici, con la partecipazione – oltre che dello scrivente, appunto, dell’artista Francesco Lussana e della storica dell’arte Silvia Gervasoni.
La serata, come avete già intuito, è dedicata all’arte contemporanea diffusa in contesti urbani e dunque pubblici: un argomento che sovente genera parecchie discussioni, stante la spesso non semplice fruizione – visiva e tematica – delle opere di arte contemporanea, quando esposte alla visione di tutti per scelta pubblica – ovvero di un’amministrazione che in tal modo decide di impiegare soldi pubblici: uno dei più lampanti esempi di quanto sopra è certamente la scultura L.O.V.E. di Maurizio Cattelan in Piazza degli Affari a Milano, il famoso “dito medio” di fronte alla Borsa, insomma… – ma certo anche nelle vie/piazze dei vostri paesi e città ove vivete potreste avere a che fare con installazioni artistiche contemporanee, dunque per ciò capire perfettamente il senso dell’argomento suddetto.
Le tre domande per le quali chiedo il vostro parere sono le seguenti:

1) Cosa ne pensi dell’arte contemporanea – scultura, installazione ma anche opera di design e di architettura – diffusa nel contesto urbano? Ovvero, non del solito e classico “monumento” (statua, busto, ecc.) di matrice sostanzialmente commemorativa, ma di quelle opere d’arte che normalmente ci si aspetterebbe di vedere in un museo o in una galleria, più che nella piazza o nel parco di una città… Ti piace, oppure no? E, in un caso o nell’altro, potresti motivare in breve la tua opinione?

2) A tuo parere un lavoro di arte contemporanea in ambito urbano deve soddisfare di più un’esigenza estetica oppure tematica? Cioè, per essere chiari: essendo quasi sempre finanziati con soldi pubblici e dunque chiamando in causa i cittadini stessi quali “indiretti” committenti, ritieni che tali lavori debbano soprattutto abbellire la città oppure principalmente far riflettere i passanti che se li trovano di fronte, dunque trasmettendo un determinato messaggio di interesse comune?

3) Due esempi recenti ed emblematici di interventi artistici in ambiti urbani presenti in zona – di matrice visiva l’uno e architettonica l’altro – sono l’installazione Struttura OMCN – Interruttore ITALGEN di Francesco Lussana a Villa di Serio, e proprio la Biblioteca di Nembro dello Studio Archea (nelle immagini qui sotto), entrambe opere nate in base a concetti tipici dell’arte contemporanea, le quali hanno ricevuto numerosi consensi ma pure qualche critica. Cosa ne pensi di queste due opere?

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Biblioteca_Nembro

In merito alla domanda nr.3, entrambe le opere scelte quali esempi di arte contemporanea in contesti urbani (una è installata a pochi km. da Nembro, l’altra è la biblioteca nella quale si svolgerà la serata) hanno suscitato pareri discordanti, dal plauso incondizionato al rifiuto pressoché netto, dunque risultano entrambi interessanti non solo perché vicine al luogo di svolgimento della serata ma anche perché ben rappresentanti i due grandi contesti di intervento artistico in ambiti urbani, l’arte contemporanea e l’architettura d’avanguardia.
Ecco, rispondetemi come e dove volete: commentando questo post, alla mail luca@lucarota.it oppure utilizzando gli altri contatti. Le vostre risposte mi aiuteranno a generare una piccola statistica ragionata della considerazione diffusa dell’arte nel paesaggio urbano, sia dal punto di vista meramente artistico, ovvero estetico, e sia tematico cioè politico, dato che, come già osservato, si tratta di arte creata grazie a soldi pubblici, ergo che della sua presenza siamo in qualche modo non solo fruitori ma pure parte in causa.
Vi ringrazio di cuore fin d’ora per l’aiuto e le risposte che potrete e vorrete comunicarmi! – e beh, certo, mi sdebiterò in qualche modo, prima o poi!

P.S.: nell’immagine in testa all’articolo, un altro esempio di intervento artistico in ambito urbano: Canneto di luce, installazione d’arte urbana interattiva di Marcello Arosio, Monza.