Bergamo e Brescia capitali 2023 del più necessario buon futuro

Da bergamasco DOC quale sono (cognomen omen!), non posso che essere oltre modo felice di avere le città di Bergamo e Brescia capitali della cultura 2023 e augurarmi che – al netto di quel logo veramente sgraziato, ma è la mia mera opinione e vale quel che vale – i tanti eventi che nel corso dell’anno si succederanno, nel contesto delle due città e nell’accoglienza dei rispettivi Genii Loci, possano veramente spargere una quantità incommensurabile (d’altronde mai sufficiente) di cultura. Che resta una delle cose delle quali il paese più ha bisogno in assoluto, ad ogni suo livello (e spesso proprio a quei livelli nei quali la cultura dovrebbe rappresentare una dote immancabile e invece manca, eccome!), ovvero la base fondamentale per costruire il suo futuro e per esso una società realmente libera, progredita, avanzata, consapevole che vi possa tracciare la migliore e più fruttuosa strada, a vantaggio di tutti – anche di chi si mostra indifferente se non menefreghista verso la cultura, già. Ma chissà che non possa rinsavire, grazie a tutto ciò!

Cliccando sull’immagine in testa al post, potrete visitare il sito web ufficiale di Bergamo Brescia 2023, che diventeranno ufficialmente “capitali della cultura” dal prossimo venerdì 20 gennaio con la doppia inaugurazione. Dunque, che sia un grande, fortunato e proficuo anno culturale per Bergamo, Brescia e per tutta l’Italia!

La piccola/grande magia del MagA di Gallarate

No, tranquilli, niente fattucchieri, ciarlatani, sensitivi cialtroni o che altro… E anche quella A nel titolo del post non è un errore, perché in effetti di una bella magia voglio qui disquisire, realizzata non da un magO o da una magA, ma dal MAGA, il Museo d’Arte di Gallarate, che per la prima volta ho visitato qualche giorno fa.
Un museo d’arte moderna e contemporanea “di provincia”, di una cittadina che certamente può essere ancora considerata parte del grande hinterland di Milano (pur essendo lì già in provincia di Varese) e influenzato da esso, eppure di sicuro piuttosto discosta dal “giro” artistico milanese: una “normale” cittadina come tante altre, con la sede museale un poco adombrata dai soliti, anonimi palazzoni residenziali che rischiano di sminuirne l’architettura invece pregevole, ben integrante la parte nuova con quella ricavata dal riuscito recupero di alcuni edifici industriali di inizio secolo scorso… Insomma, un luogo d’arte che certamente non gode della rinomanza di altri musei “di città” e che per visitare il quale ci devi andare un po’ per forza, eppure il MAGA offre ai suoi visitatori una piccola/grande magia, appunto: una collezione permanente succinta ma significativa, che copre bene il Novecento (con opere considerevoli soprattutto degli anni ‘50/’70) e l’inizio del nuovo secolo con lavori (nemmeno così secondari, in tanti casi) di grandi nomi dell’arte, soprattutto italiani e soprattutto provenienti dall’archivio del Premio Nazionale Arti Visive Città di Gallarate, oltre che dal mecenatismo di alcuni industriali locali. Inoltre, una bella area dedicata a mostre temporanee, sovente di carattere “alternativo” e sperimentale, un simpatico bar, un piccolo bookshop… E, last but non least, la dimostrazione evidente di come si possano creare preziosi scrigni di arte di valore assoluto assai elevato pure fuori dalle grandi città, ovvero senza le spalle coperte dai potentati politici ed economici: un qualcosa che a mio parere ogni cittadina di una certa importanza dovrebbe e potrebbe fare, aprendo piccoli musei magari dedicati soprattutto alla produzione degli artisti locali (che non mancano dovunque, inutile dirlo) e assumendo così il ruolo fondamentale di volano per la cultura e la creatività dei dintorni, oltre che di laboratorio per lo sviluppo e il sostegno pratico delle pulsioni artistiche autoctone.
Certo, in Italia vi sono politici decerebrati che sostengono pubblicamente, a parole o con (non) fatti, che la cultura non dia da mangiare (il che sarebbe come se un emiro in Arabia affermasse che il petrolio non rende ricchi… Ogni commento è superfluo, certo più che qualche ottima imprecazione e altro di conseguente!), e il risultato, io credo, sono anche i 12/13 visitatori presenti al MAGA nel mentre che vi ero anch’io (ho contato “a memoria”, nel caso avrò sbagliato di un paio di unità, non di più). Ma forse sono solo un gran polemico pessimista…
Cliccate sulle immagini per visitare il sito web del MAGA e conoscerne ogni cosa. E visitatelo, poi! In fondo, da Milano ci arrivate in nemmeno mezz’ora di autostrada e, una volta dentro, converrete con me che sarete di fronte a una piccola/grande magia artistica.