Il podcast della puntata #11 di RADIO THULE 2012/2013

Ecco qui, come tradizione del giorno successivo a quello della diretta, il file in podcast della puntata #11 di RADIO THULE 2012/2013 di lunedì 11 Marzo 2013!
Una puntata che senza tema di smentita si potrebbe definire “paranormale” (!), questa, dacché intitolata Pistole, astronavi, alieni e cowboy!
Ovvero: ogni tanto RADIO THULE parte ad esplorare il vasto (anche troppo) mondo del mistero, con tanta curiosità quanto discernimento raziocinio, perché se da un lato questo nostro mondo è pieno zeppo di ciarlatani, dall’altro è spesso vero che la realtà supera anche la più fervida fantasia… E ciò che si narra a proposito della piccola cittadina di Aurora, in Texas, è in effetti qualcosa di assai curioso particolare: laggiù, nel 1897 ovvero quando ancora l’uomo non concepiva nemmeno lontanamente il viaggio nello spazio ne tanto meno di vedere in cielo mezzi aerei provenienti da altri mondi, tra cowboy, mulini a vento, saloon e diligenze, si racconta che sia precipitato un UFO, e che l’alieno trovato ai comandi sia stato sepolto nel minuscolo cimitero locale… Solo una bizzarra leggenda, oppure c’è qualcosa di vero? Beh, ascoltate la puntata di questa sera, e poi giudicate da voi in tutta libertà – come sempre deve poi essere, in questo e in ogni altro caso, senza che mai nessuno possa e debba suggestionarvi con le sue convinzioni…

Cliccate sulla radio qui sopra per ascoltare e scaricare il file, oppure visitate la pagina del blog dedicata al programma con tutto l’archivio delle puntate di questa e delle stagioni precedenti.

Prossimo appuntamento con RADIO THULE, lunedì 25 Marzo 2013. Save the date e, per ora, buon ascolto!

Questa sera, ore 21.00: torna RADIO THULE #11-12/13, live in FM e streaming su RCI Radio!

Questa sera, ore 21.00, live su RCI Radio 91.8/92.1 FM e in streaming:
RADIO THULE, anno IX, puntata #11!
Di certo una puntata a dir poco “paranormale” (!), questa, intitolata…
Pistole, astronavi, alieni e cowboy!
Ovvero: ogni tanto RADIO THULE parte ad esplorare il vasto (anche troppo) mondo del mistero, con tanta curiosità quanto discernimento raziocinio, perché se da un lato questo nostro mondo è pieno zeppo di ciarlatani, dall’altro è spesso vero che la realtà supera anche la più fervida fantasia… E ciò che si narra a proposito della piccola cittadina di ufo-over-aurora-texas-1897_250Aurora, in Texas, è in effetti qualcosa di assai curioso particolare: laggiù, nel 1897 ovvero quando l’uomo non concepiva nemmeno lontanamente il viaggio nello spazio, tra cowboy, mulini a vento, saloon e diligenze, si racconta che sia precipitato un UFO, e che l’alieno trovato ai comandi sia stato sepolto nel minuscolo cimitero locale… Solo una bizzarra leggenda, oppure c’è qualcosa di vero? Beh, ascoltate la puntata di questa sera, e poi giudicate da voi in tutta libertà – come sempre deve poi essere, in questo e in ogni altro caso, senza che mai nessuno possa e debba suggestionarvi con le sue convinzioni…

Per ascoltare RADIO THULE in streaming dal tuo pc clicca QUI, oppure QUI per lo streaming in HD o ancora QUI per lo streaming in UltraHD! E dal giorno successivo, qua sul blog, il podcast della puntata! Quindi, in un modo o nell’altro: save the date e stay tuned!

“Il governo migliore è quello che non governa affatto” (Thoreau dixit)

Thoreau_Disobey_imageAccetto di tutto cuore l’affermazione, – “Il governo migliore è quello che governa meno”, e vorrei vederla messa in pratica più rapidamente e sistematicamente. Se attuata, essa porta infine a quest’altra affermazione, alla quale pure credo, – “Il miglior governo è quello che non governa affatto”, e quando gli uomini saranno pronti, sarà proprio quello il tipo di governo che avranno. Il governo è nell’ipotesi migliore solo un espediente; ma la maggior parte dei governi sono di solito espedienti inutili, e tutti i governi sono tali di quando in quando. Le obiezioni che sono state sollevate contro l’esistenza di un esercito permanente, ed esse sono molte, sono consistenti e meriterebbero di prevalere, potrebbero essere sollevate anche contro l’esistenza di un governo permanente.
Henry David Thoreau, Disobbedienza civile (traduzione originale di Manuela Federella)

In effetti è già da tanto tempo che me lo domando…
Sì, insomma: se l’uomo si è (auto)proclamato “razza più intelligente ed evoluta sul pianeta”, com’è che ancora oggi, dopo millenni di evoluzione intellettuale, sociale, civile (presunta, forse, ma ora diamola per effettiva), ha ancora bisogno di essere governato da un potere superiore? Com’è che ancora abbiamo bisogno di avere un “capo”, un “leader”, qualcuno che stabilisca per noi ciò che è giusto e ciò che è sbagliato? Peggio, che ci imponga cosa fare e cosa no, a cosa credere e a cosa no, come dobbiamo vivere per essere considerate “brave persone” e viceversa? Peggio ancora, che ci metta in bocca le parole “giuste” da dire, e in testa le “verità” a cui dare pedissequamente credito?!?
E non intendo fare riferimento – lo capirete bene – alle cose pratiche, alla gestione concreta del vivere sociale quotidiano, semmai proprio alla necessità di un riferimento superiore che, in quanto tale, possa e debba detenere un potere di suddetta foggia su tutti noi “esseri intelligenti”. Perché, insomma?
Non dovremmo ormai, dopo i citati millenni di evoluzione generale, essere in grado di capire da soli come vivere nel modo più virtuoso possibile per sé stessi e di rimando per l’intera comunità che abbiamo intorno, nella quale viviamo e con la quale interagiamo?
Siamo veramente così intelligenti, noi tutti, se ancora abbiamo bisogno di sottostare al volere di capi politici, religiosi e affini, e alle loro mere volontà?
Forse, con Thoreau, sto solo navigando nel grande oceano dell’utopia più spinta, eppure il dubbio ce l’ho ed è fortissimo, su che noi si sia veramente così intelligenti o che non sia l’ennesima dimostrazione della nostra presunzione, della limitatezza mentale e spirituale ovvero della nostra stupidità… Dunque, della nostra scarsissima cultura – sto pensando ancora a Thoreau, e a quella sua affermazione contenuta nel Walden ovvero Vita nei boschi: Per quanti uomini la lettura d’un libro è stata l’inizio d’una nuova era nella loro vita!
Già, proprio così… Una nuova era assai lontana, se il nostro pretenderci così “intelligenti” sarà soltanto una boriosa vanteria, e non una concreta realtà.

L’etica dei politici di oggi (Woody Allen dixit)

Woody_Allen_image_200I politici hanno una loro etica. Tutta loro. Ed è una tacca più sotto di quella di un maniaco sessuale.
Woody Allen

Una delle migliori definizioni della politica contemporanea, quella del grande attore e regista americano, ancor più se rapportata alla realtà italiana, no?
Anzi, al proposito credo vada aggiunta una postilla. Se quasi ovunque, nel mondo, un politico riterrebbe inaccettabile essere accostato a un maniaco sessuale, in Italia pure il peggior maniaco sessuale riterrebbe un’infamante offesa il venir accostato a un politico nostrano.
Ecco.

“Per chi scrivono di fatto i poeti? Per l’unico loro simile su centomila?” (Arno Schmidt docet)

Dei nuovi poeti: è così raro che un uomo afferri se all’orizzonte sia una finestra d’ufficio a brillare, o se lì stia per sorgere un grande corpo celeste. (E quando quest’ultimo poi orbita in alto, essi riposano nelle loro alcove coperte, e rantolano, e sognano dei grassi zamponi delle segretarie; o che non hanno superato gli esami di maturità): per chi scrivono di fatto i poeti? Per l’unico loro simile su centomila? (Perché anche quei pochi su diecimila, che potrebbero semmai essere interessati, i contemporanei non li scoprono affatto, e sono fermi nel migliore dei casi a Stifter). – Noo!: io scrittore mai!

Nella scrittura avanguardistica di Arno Schmidt, la maledizione – sempre più letale, oggi – della poesia: i “poeti”. O meglio: quelli che si credono tali. Coloro che sono altrove quando il sublime si manifesta, per poi pretendere di poterlo comunque descrivere e vanagloriosamente spacciarlo al pubblico come autentica testimonianza di esso. Risultato: la poesia soffoca, con al collo le mani della vacuità di tanti pretesi “poeti” i quali in verità, se scrivessero per sé stessi (ma non ne hanno la capacità e il coraggio), smetterebbero subito di “poetare”, mentre quei pochi (e ce ne sono, certo!) che invece per sé stessi in primis scrivono (cit. R.W.Emerson), non li scopre quasi più nessuno.