Cercare i libri

[Foto di engin akyurt da Unsplash.]
Non so se sia così anche per voi, ma il cercare e non trovare un libro nella propria libreria di casa, al netto delle imprecazioni iniziali, è in fondo uno dei più divertenti e gustosi piaceri di cui un appassionato di lettura possa godere.

E se pure a voi succede ciò che accade a me, nel cercare tra gli scaffali quel libro che non trovate ve ne capitano sotto gli occhi decine d’altri, da leggere o rileggere oppure che cercavate in altri momenti e allora non avete trovato.

Ecco. Ma che ne sapete ormai, voi ereaders, di questi vecchi, piccoli e sottili piaceri della vita? 😀

Problemi e soluzioni

[Foto di skeeze da Pixabay ]
Non so chi fu, tra André Gide che disse

Non esistono problemi; ci sono soltanto soluzioni. Lo spirito dell’uomo crea il problema dopo. Vede problemi dappertutto.

e Marcel Duchamp il quale affermò

Non c’è soluzione perché non c’è alcun problema.

il primo a proferire le sue parole.
Di certo invece so bene come entrambi seppero intuire, con largo anticipo e a loro modo, una delle storture principali del nostro mondo moderno e contemporaneo e della sua realtà sociale e politica (ma non solo): il dover essere sempre impegnato a cercare soluzioni ad altrettanti problemi invece di impegnarsi a non creare problemi ai quali poi essere costretti a cercare soluzioni. Come afferma Gide, l’uomo pare proprio che veda problemi ovunque, e dove non li veda li crei per poterli poi vedere ovvero pensi a soluzioni virtualmente inutili di problemi inesistenti, creando così il problema stesso; di contro, Duchamp, da artista e pensatore rivoluzionario quale fu, sovverte la questione facendo capire, appunto, che se non ci sono – non si creano – problemi, non c’è bisogno di soluzioni, dunque l’assenza di soluzioni è assenza di problemi, la condizioni ideale verso cui una civiltà realmente avanzata dovrebbe tendere.

Invece, sembra addirittura che la situazione ci sia ormai sfuggita di mano, così che dobbiamo avere a che fare con problemi, sovente da noi stessi “inventati” per i quali non sappiamo trovare soluzioni. E quando le troviamo siamo già prossimi, se non già pienamente dentro, a un successivo “nuovo” problema.
Se dunque provassimo invece a ribaltare questa realtà, come indicato da Gide e da Duchamp, una volta per tutte? Se fosse questa incapacità cronica manifestata dalla nostra “civiltà” a frenare un autentico sviluppo virtuoso del genere umano, facendolo ricadere di continuo negli errori e nei (suoi) problemi del passato?