Il cielo stellato, l’amico più fidato

Quando abbiamo imparato a conoscerlo, il cielo stellato è l’amico più fidato che abbiamo nella nostra vita; è sempre lì, ci trasmette un senso di pace, ci ricorda sempre che la nostra irrequietezza, i nostri dubbi, i nostri dolori, sono cose di poco conto, passeggere. L’universo non verrà mai meno. Quando tiriamo le somme, scopriamo che le nostre opinioni, le nostre battaglie, le nostre passioni non sono poi così importanti e straordinarie.

[Fridtjof Nansen, citato in Erling Kagge, Il silenzio, Giulio Einaudi Editore, 2017; trovate la mia recensione al libro qui. Del cielo stellato io ho scritto varie volte, ad esempio qui.]

 

2025.02.18

[Foto di Nathan Anderson su Unsplash.]
Anche stasera c’è questo cielo dubbioso, indeciso, ingolfato di grigiume nebbioso, imbronciato ma come se non lo fosse realmente, come se giocasse a mettere il muso alla Terra per ottenere chissà cosa ma già sapendo che non la otterrà.

Perché in verità lì sopra la Luna c’è, ci sono le stelle come oggi c’era il Sole a splendere sul mondo, al di sopra delle nubi.

In effetti, quando diciamo che in cielo «non c’è il Sole», affermiamo una sostanziale insensatezza. Ovvero in questo modo palesiamo, seppur incolpevolmente, il nostro atteggiamento a volte superficiale verso la realtà nella quale viviamo: lo stesso che ci porta a credere solo (o quasi) a ciò che vediamo, altrimenti da subito sospettiamo e congetturiamo. E fa nulla se di frequente il sospetto è del tutto ingiustificato, dunque la congettura conseguente campata per aria. Siamo nell’era delle mille cospirazioni, d’altronde, novecentonovantanove delle quali infondate (e quella che rimane chissà!)

Sia chiaro: non è sempre sbagliato credere a ciò che vediamo, anzi. Ma se avessimo fatto di questo principio un dogma assoluto, saremmo ancora fermi all’invenzione del fuoco o poco oltre. Einstein si sarebbe dovuto cercare un altro impiego, altro che relatività generale!

Peccato che poi, spesso, finisce che vediamo solo ciò che crediamo (di vedere, o di sapere, o di supporre) e così cominciano i guai. La confusione è assicurata, la realtà alterata, la verità ottenebrata.

Anzi no, nessuna di queste cose ma tutto nella nostra testa. Già.

Ne abbiamo parecchia di nebbia in testa, di frequente. Forse è questo cadere in confusione a “oscurarci il Sole”, più che le nubi in cielo.

Nelle cadute c’è il perché della Sua Assenza. | Le nuvole non possono annientare il Sole.

[Franco Battiato, Lode all’Inviolato in Caffè de la Paix, EMI Records, 1993.]

2025.02.06

(«Cos’è ‘sta roba?» Be’, cliccate qui.)

[Foto di Jeremy Thomas su Unsplash.]
Cielo ancora abbastanza limpido, nonostante una leggera velatura che forse anticipa il cambio delle condizioni meteo dei prossimi giorni.

Loki trotterella per il giardino in cerca dell’ultimo punto di minzione quotidiano.

Osservo una luce che pare appoggiata propri in vetta al Monte Tesoro. Che ci sia qualcuno lassù, a quest’ora? Forse è il frontalino di qualche astrofilo intento a fotografare il cielo?

No, non c’è nessuno.

Mi dilungo qualche attimo di più per osservare la luce, ovviamente una stella, nella sua lenta, regolare ascesa sopra la sommità del Tesoro, fino a che vi si eleva di qualche grado.

Rifletto che non sarebbe male tentare di armonizzare certe nostre cose alla velocità di movimento delle stelle nel cielo. Che è “lentezza”, certo, non velocità, ma forse è tale perché siamo noi ad andare troppo veloci, ben oltre un limite logico che illogicamente non sappiamo più determinare.

A partire proprio dal pensiero, ad esempio. Pensare rapidamente (perché si vive rapidamente) è sempre una dote?

Il tempo dell’uomo non è quello della Terra, che non è quello del cosmo. Ma se il tempo non esiste se non come moto, come rivela la fisica, alla fine forse è solo una questione di nostra percezione e interpretazione. Pensiamo che il moto delle stelle nel cielo sia molto lento e non capiamo che il nostro sulla Terra è troppo veloce. Per nostra comodità, in buona sostanza.

Ma siamo veramente “comodi”, così?

Ci devo provare, almeno per qualche momento, ad andare a tempo con le stelle nel cielo. Potrebbe essermi utile.

Buonanotte.

La parola Tempo non è venuta dal cielo, ma dalla bocca di un uomo.

(John Archibald Wheeler)

Un momento particolarmente prezioso, ogni sera

[Foto di Di Roberto Mura, opera propria, CC BY-SA 3.0, fonte commons.wikimedia.org.]
Il quotidiano momento serale nel quale accompagno in giardino il segretario personale (a forma di cane) Loki per l’ultima pipì di giornata è ormai diventato un piccolo, prezioso spazio di sospensione e di riflessione su quanto accaduto nel giorno che sta finendo e su ciò che accadrà l’indomani, ancor più perché – se la meteo è favorevole – ne usufruisco sotto il cielo limpidamente stellato che l’abitare in montagna mi consente di osservare. Ma anche quando sia “diversamente bella”, la meteo, non manco di cogliere i dettagli del momento e le sue peculiarità – ce ne sono sempre da rilevare, anche quando ad esempio la nebbia sia così fitta da far scomparire ogni cosa, nascondendo la realtà ma così lasciando spazio alla fantasia.

È un momento che può durare una manciata di secondi oppure qualche minuto – dipende dalle esigenze urologiche del segretario, ovviamente – ma che quasi sempre è sufficiente affinché, nel silenzio della notte, sotto la meraviglia del cielo stellato o nel brivido termico di queste sere nonché nella placidità che tale dimensione regala, rara se non assente in altri momenti della giornata, sorgono pensieri limpidi, sinceri, originali, che a volte sanno compendiare il senso dell’intera giornata appena trascorsa e altre volte marcano principi o presupposti utili per quella che verrà. Pensieri che di frequente ho l’impressione che non nascano solo dalla mente ma che in verità germinino e fioriscano più nell’animo, con la mente che semmai ha il compito di dare loro forma intelligibile, elaborarne il contenuto e appuntarselo da qualche parte nella memoria, se ritenuto interessante. Tuttavia, anche se non lo fosse, è comunque la manifestazione di un prezioso momento di “ri-messa a fuoco” personale, un respiro profondo dell’animo e dello spirito che alleggerisce la mente prima del sonno così da consentirle di riposare meglio (o almeno tentare di farlo), una manciata di attimi di calma che forse sì, è solo apparente ma almeno mi dona l’apparenza di potermi riconciliare con la personale quotidianità – magari dopo averci litigato nel corso della giornata in conclusione, cosa per variegati motivi non infrequente.

Per tali motivi i pensieri di questi momenti tardo serali – in certi casi già notturni – li trovo così interessanti e peculiari. Me li appunterò d’ora in poi, identificandoli con la data nella cui sera mi si sono palesati.

Ad esempio, ieri sera05.02.2025 – il cielo era piuttosto limpido nonostante l’assenza di vento. Esattamente sopra la nostra testa, l’Orsa Maggiore mi sembrava particolarmente grande, luminosa, dominante.

Mi ha fatto ricordare che osservarla lassù nel cielo rappresenta un viaggio non solo nelle profondità dello spazio e del tempo cosmici (le stelle più vicine della costellazione sono a circa 80 milioni di anni luce) ma pure indietro lungo la storia dell’umanità, per come il mito a cui il nome fa riferimento è tra i più antichi in assoluto, forse risalente a più di 30.000 anni fa, quando in alcune parti dell’emisfero settentrionale (dal latino septemtriones, «sette buoi» ovvero quelli del Grande Carro, l’altro nome con il quale è nota la costellazione) pare fosse diffuso un culto dell’orso.

E ho pensato che il viaggio è “moto” come il tempo, ma che anche stando fermi si può viaggiare grazie al moto del pensiero. Il quale è forse il viaggio fondamentale senza il quale non ce n’è nessun altro. Già.

Buon anno nuovo a tutti voi!

Va’ per la tua ampia strada!
Le Stelle che incontri
sono pari a Te –
perché cosa sono le Stelle se non Asterischi
per indicare una Vita umana?

(Emily Dickinson)

Care amiche e cari amici, in questo primo giorno del nuovo anno, e con le sue prime stelle che in cielo l’hanno illuminato, vi auguro di gran cuore che la più fulgida stella che brillerà di giorno in giorno siate voi stessi, illuminando(vi) della luce più preziosa e vitale ogni cosa che desidererete, potrete e vorrete fare lungo la vostra sempre «più ampia strada» e che mi auguro, pur tra le mille circostanze a volte difficili che la vita quotidiana presenta, vi saprà rendere poco o tanto felici.

Auguri di buon 2025! Un abbraccio!

Luca