Montagne artefatte per turisti artificiali

Funivie sempre più capienti e veloci, biciclette elettriche sempre più potenti, sci d’alpinismo con cingoli e ora persino esoscheletri per salire in vetta più veloci e correre più a lungo… per la montagna tutto questo significa “sviluppo” oppure degrado?

Attenzione: la domanda non sottintende che si debba essere contro la tecnologia e la sua evoluzione, anzi. Ma che si debba necessariamente mettere in dubbio quella tecnologia che disumanizza noi e il mondo nel quale viviamo, soprattutto quello del quale riconosciamo (se non siamo del tutto scemi) il valore peculiare. Come le montagne, appunto.

Già le Terre alte, ambito “naturale” per eccellenza, le abbiamo ampiamente artefatte fino a renderle un simulacro di “montagna” spesso grottesco – basti pensare alla piste da sci di neve artificiale stese tra i prati. Ora, evidentemente, pensiamo di rendere sempre più artificiale anche la nostra frequentazione dei territori montani, forse perché stiamo parimenti perdendo la capacità di comprendere il loro valore e il senso profondo del frequentarli e del godere delle loro bellezze. Di viverle veramente, insomma.

Rifiutiamo la loro natura senza capire che così rifiutiamo noi stessi che siamo Natura. Pensiamo alle montagne come a un mero contenitore funzionale al nostro piacere ludico-ricreativo, uno strumento da utilizzare che, in quanto tale, va fruito con altri strumenti sempre meno contestuali e razionali ma più comodi ai nostri scopi, appunto. Comodi soprattutto se ci fanno ottenere lo scopo facilmente e senza troppa fatica: ecco dunque le biciclette a pedalata assistita, gli sci con i cingoli, l’esoscheletro da indossare… tutte cose vantaggiose, certo, ma fino a che punto pure lecite?

È più furbo chi le utilizza o è più scemo chi ne fa a meno? E tra i due chi può dire di stare veramente in montagna, chi ci si diverte realmente di più?

[Alcuni escursionisti che camminano senza – poveri scemi! – utlizzare esoscheletri o altre cose simili. Immagine tratta dalla pagina Facebook “Valtellina Trekking“.]
Be’, per quanto mi riguarda, tali domande sono del tutto retoriche. A questo punto, tanto vale restarsene a casa a camminare su un tapis roulant oppure a pedalare su una bici da spinning indossando un visore per la realtà virtuale che ci faccia “salire” su tutte le montagne che vogliamo! Otterremo formalmente lo stesso risultato ludico-ricreativo, lo stesso divertimento e appagamento, senza muoverci dalle nostre città e alla fine spendendo meno soldi. Non solo: potremo pure vantarci di essere dei “difensori dell’ambiente”, salvaguardando le montagne dall’inquinamento turistico, dalla banalizzazione culturale eccessiva nonché, bisogna dirlo, da una presenza oltre modo tragicomica e assurda che i monti non meritano affatto.

MONTAG/NEWS #14: cosa è successo di interessante (nel bene e nel male) sulle montagne la scorsa settimana?

Ovviamente sono successe tantissime cose e non servivano certo le Olimpiadi di Milano Cortina per animare la realtà quotidiana dei territori montani! Eccovi dunque un nuovo numero della mini-rassegna stampa a cadenza domenicale di notizie relative a cose di montagna pubblicate in rete nella scorsa settimana parecchio interessanti da conoscere e leggere, con i link diretti alle fonti originarie così che ognuno possa approfondirle a piacimento. Come ricordo sempre, di notizie concernenti le montagne ne escono a bizzeffe tutti i giorni sui media d’informazione, alcune parecchio superficiali e conformistiche, altre più obiettive e dunque valide: questa mini-rassegna stampa è un tentativo di non perdere alcune delle notizie più significative. Durante la settimana le più recenti le trovate sulla home page del blog nella colonna di sinistra; qui invece trovate il loro archivio permanente.

Buone letture!


LO SCI E LA CASSA INTEGRAZIONE “CLIMATICA”

Il sito d’informazione “GRI.media” riferisce che, a causa della scarsità di precipitazioni nevose che interessa anche parte delle Alpi svizzere, sei aziende, cinque nel settore della ristorazione sulle piste e un’attività mista di impianti di risalita e esercizi pubblici, hanno richiesto l’indennità per lavoro ridotto all’Ufficio grigionese per l’industria, arti e mestieri e lavoro (UIAML), un equivalente della cassa integrazione italiana. Una necessità che la crisi climatica, e di conseguenza la crisi dello sci, sta rendendo sempre più frequente e emblematica circa la transizione turistica ormai ineludibile per molte stazioni sciistiche.


LO STORDIMENTO CULTURAL-OLIMPICO

Su “Altraeconomia” Paolo Pileri riflette sulla «macchina dello stordimento culturale e del consumismo» che, indossata la divisa olimpica di Milano Cortina, viene imposta anche in luoghi impensabili. Lo dimostra il caso, emblematico quanto bizzarro, di Loro Ciuffena, nel cuore della Valdarno, nel cui centro è stata inaugurata “una suggestiva Ski-Station a cielo aperto”, per “portare nel cuore del paese tutto il fascino e l’energia delle più celebri località alpine”. Non è folklore paradossale, rileva Pileri, ma è una tendenza nazionale a piegare il patrimonio pubblico ed è un grosso problema: per il patrimonio stesso e per l’identità culturale del paese.


ALLA MONTAGNA SERVE CULTURA AMMINISTRATIVA

Paolo Piacentini su “Italia che cambia” torna a riflettere su ciò «che manca alla montagna italiana e in generale alle aree interne per essere tutelate: una formazione politica e amministrativa capace. Non bastano leggi e soldi». Quindi rilancia: «E se la montagna, in quanto spina dorsale del Paese, diventasse il luogo privilegiato di sperimentazione di nuove forme dell’abitare basate sulla cura del territorio e su un’economia sobria e solidale?» Una proposta quanto mai condivisibile e paradossalmente “rivoluzionaria” nonostante la sua ovvietà: eppure sembra che la politica nostrana continui pervicacemente a ignorarla, se non a avversarla.


QUANTI SONO I LUPI NELLE ALPI?

Il progetto LIFE WolfAlps EU ha diramato i dati aggiornati sulla presenza del lupo nelle Alpi, e ne dà notizia “Lo Scarpone”. La stima attendibile al 95% è di 1.124 lupi (meno di quanti spesso si ritenga), ma con una dinamica evolutiva a due velocità: nel settore centro-occidentale (Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta) ci sono 768 individui stimati, con una presenza consolidata tra i monti e la tendenza a muoversi verso le pianure; nel settore centro-orientale (Lombardia, Triveneto) gli individui stimati sono 356 e si registra il tasso di crescita montano più elevato. Inoltre i dati rimarcano l’estrema mobilità transfrontaliera della popolazione alpina di lupi, che rende necessaria la gestione collaborativa organica tra tutti i paesi delle Alpi.


MA SONO OLIMPIADI IN CUI SI SCIA O SI CORRE?

Manca sempre meno all’inizio delle Olimpiadi di Milano Cortina e sulla stampa la definizione più usata al riguardo è «corsa contro il tempo», un linguaggio più da gare di atletica che di sci! Tuttavia obiettivo, visto che quasi tutte le opere, anche quelle destinate a ospitare le gare, sono in ritardo. E lo sono non per gli imprevisti di un normale processo di realizzazione ma per la superficialità, l’incompetenza, il dilettantismo di chi sta organizzando i Giochi. Non solo: c’è anche la corsa contro i debiti, perché molte opere hanno sforato i budget di spesa e abbisognano di ulteriori soldi per coprire i costi. Chi li metterà questi soldi, secondo voi?


GLI SCI A MOTORE NON SONO UNO SCHERZO (PURTROPPO!)

Quando lo scorso anno sono stati presentati gli e-Skimo, i primi sci con motore e cingoli per risalire i pendii nevosi con meno sforzo – una sorta di versione sciistica delle e-bike, in pratica – in tanti hanno pensato a una sorta di scherzo, di pesce d’aprile. Invece la start-up italosvizzera che li ha proposti insiste, con il fine di «rendere lo sci, e in generale la montagna, più accessibile per tutti.» Costo per tale “fine”: 5.000 Euro al paio. Ora, al netto del senso di una proposta simile e del termine “accessibile” – uno altro di quelli ormai iper-abusati, anche sui monti – la domanda che sorge spontanea è: veramente c’è gente che spenderebbe quella cifra per un paio di sci bizzarramente motorizzati pensando di “godersi” in questo modo le montagne?