La geografia dice “bugie”

[Foto di Chris Lawton da Unsplash.]
La geografia è una materia meravigliosa sotto innumerevoli aspetti, molti dei quali assai sorprendenti. Come ad esempio il fatto che, per mostrarci e insegnarci con ottimale e convenzionale comprensibilità la realtà del mondo sul quale viviamo, la geografia ci racconta una sostanziale “bugia”. Ed è una bugia fondamentale, nel senso che sta alle fondamenta della rappresentazione geografica del mondo e che un tempo veniva insegnata a scuola – ovvero nell’epoca felice in cui la geografia era materia scolastica, già, dacché come è noto ora è stata sostanzialmente dimenticata: e mai improperi a sufficienza si potranno rivolgere a chi prese tale dissennata decisione!

Infatti, a partire dai libri scolastici e didattici fino alla stragrande maggioranza delle rappresentazioni del nostro pianeta (tutti i mappamondi piani, ad esempio, spesso esposti ai muri di spazi pubblici, ma pure i siti web di mappe), l’immagine cartografica che abbiamo di esso è quella della Proiezione di Mercatore – o, per la precisione, della Proiezione cilindrica centrografica modificata di Mercatore, che tuttavia rappresenta il mondo in un modo falsato e distorto in quanto nata per esigenze nautiche, cioè per mantenere costante la scala delle distanze in ogni direzione attorno ad ogni punto così da poter calcolare le rotte di navigazione con buona precisione (distorsione in parte compensate dai planisferi o dalla Proiezione Sinusoidale che lo stesso Mercatore – il quale era fiammingo e in realtà di cognome faceva Kremer – aveva inteso come necessaria).

Fateci caso come, nella Proiezione di Mercatore, per presentarvi un esempio significativo, la Groenlandia appare grande più o meno come l’Africa:

Bene. Questa è invece la raffigurazione cartografica del nostro pianeta in base alla più recente (è degli anni ’70 del Novecento) Proiezione di Gall-Peters. Osservate come cambiano le forme dei continenti… e guardate che gran differenza c’è, ora, tra la superficie della Groenlandia e quella dell’Africa:

In soldoni: la Proiezione di Gall-Peters rappresenta le reali forme e proporzioni delle superfici terrestri, quella di Mercatore le distorce per i suddetti fini pratici. Dunque anche la stessa rappresentazione “classica” dell’Italia, pur con la sua superficie molto piccola rispetto a quelle continentali, raffigura una forma e una proporzione non esattamente reale, probabilmente distorta di un tot di metri. Tutto ciò per un’evidenza semplice e ineluttabile: è impossibile rappresentare una superficie sferica su un foglio piano senza distorcerla. Per questo, nella Proiezione di Mercatore, più le superfici risultano distanti dall’Equatore e più le loro dimensioni vengono esagerate e distorte. D’altro canto la Proiezione di Gall-Peters, per offrire una raffigurazione più obiettiva delle superfici terrestri, inevitabilmente perde le prerogative di facilità del tracciamento delle rotte ma, senza dubbio, fornisce un’immagine cartografica più realistica e meno confondente della Terra.

[La sovrapposizione delle due proiezioni – in verde quella di Gall-Peters – rende evidentissima la differenza di forme e dimensioni dei continenti.]
Sono argomenti che forse a qualcuno sembreranno banali, eppure trovo che dalla loro considerazione scaturisca un fascino notevole: ci rivelano che abbiamo ordinariamente in mente un’immagine geografica e cartografica del mondo che è “attendibile” ma non è quella reale, la quale tuttavia per convenienza abbiamo formalmente sancito come “vera” anche se tale non lo è. Un principio questo, che in fondo possiamo ritrovare e declinare in molte altre cose umane, di interesse globale o locale. In forza di questa “funzionale bugia” – per fare un altro esempio significativo – se qualcuno volesse recarsi in Alaska per esplorarla ma ne fosse intimorito nel momento in cui qualcuno gli facesse notare quanto sia vasta, almeno come il Brasile visto che sul mappamondo piano “alla Mercatore” così appare, se avesse sotto mano una mappa di Gall-Peters constaterebbe che in realtà è più piccola di cinque volte: il suo viaggio dunque potrebbe essere ben più agevole di quanto temuto!

In ogni caso rappresentare il mondo in un modo o nell’altro non genera soltanto implicazioni geografiche, dimensionali e cartografiche, certamente affascinanti, come ribadisco. Ne genera anche di valore sociale, culturale e politico, il che per certi versi rende più inquietante che intrigante la storia e la scienza della raffigurazione del nostro pianeta sviluppatasi nel tempo e il suo uso geopolitico. Ma è un tema un po’ più articolato e complesso, che rimando a un futuro articolo specificatamente dedicato.

Non c’è Vascello che eguagli un Libro

Non c’è Vascello che eguagli un Libro
Per portarci in Terre lontane
Né Corsieri che eguaglino una Pagina
Di scalpitante Poesia –
È un Viaggio che anche il più povero può fare
Senza paura di Pedaggio –
Tanto frugale è il Carro
Che porta l’Anima dell’Uomo.

(Emily Dickinson, Tutte le poesie, Mondadori, Milano, 1997-2013. Fate clic sull’immagine, anche.)