Un’autentica “dinner in the sky”, a Dervio

Ecco, mi permetto di denotare a coloro i quali vorranno spendere (liberamente e legittimamente, sia chiaro) tra i 139 e i 198 Euro (!) per recarsi a Dervio e vivere «un’esperienza indimenticabile a 50 metri di altezza» (!!) cenando in una  «location unica e romantica» (?) che consiste in un’autogru da cantiere piazzata in un parcheggio alla quale essere appesi come salami umani – solo non insaccati per fortuna (!!!) – peraltro esposti al pubblico ludibrio di quelli di sotto, e in tale stato lasciarsi «sorprendere dalla bellezza del paesaggio e dai sapori della nostra cucina» (?!) – dicevo, mi permetto di denotare che per vivere un’autentica “dinner in the sky” sulle alture sovrastanti queste rive dell’alto Lago di Como ci sono numerosi ottimi agriturismi e suggestive trattorie che rappresentano location uniche e romantiche presso le quali si possono degustare i sapori tipici e genuini del territorio lariano immersi (ma veramente!) nella bellezza del paesaggio, per vivere un’esperienza indimenticabile non a soli 50 ma a 500 metri e oltre sopra il Lago di Como, dunque ben più “in the sky” di quanto consentano altre amenità gruistiche e così assai meglio ammirando e godendo i suoi meravigliosi panorami.

Tutto ciò, spendendo molti meno Euro e senza rischiare di non poter andare in bagno se ve ne sia il bisogno impellente o che lo smartphone con il quale scattare le immagini che testimonieranno l’esperienza non vi scivoli dalla mano e finisca nel lago dopo un bel volo di 50 metri dalla cima di un’autogru da cantiere. Per di più, sostenendo l’economia locale e gli esercizi commerciali che garantiscono l’ospitalità in loco e non una società «esercente attività di giostra con piattaforma rotante orientabile» (tipo luna park, esatto) che, per carità, fa (giustamente) il suo mero interesse ma inevitabilmente non quello del territorio.

Ecco, volevo denotarvelo, a voi che magari starete pensando (liberamente, sia chiaro) di farvi appendere alla suddetta pseudo-giostra pensando di fare qualcosa di “bello” sul Lago di Como. Che d’altro canto non è un luna park, non vi pare?

La fine di Navalny (e della Russia)

[Immagine tratta da tpi.it, cliccateci sopra per leggere l’articolo dal quale è tratta.]
Forse Alexei Navalny non è un personaggio irreprensibile e so bene che la sua attività politica in passato abbia avuto degli aspetti controversi, ma rispetto a una figura totalmente bieca e meschina come quella di Vladimir Putin è un santo assoluto. Non so nemmeno se sia vero che stia morendo, nel carcere ove il regime russo l’ha rinchiuso, o se tali notizie così allarmanti rappresentino una mossa politica a suo sostegno (anche se bene bene non sta, pare proprio), ma senza alcun dubbio Putin la sua pena capitale l’ha firmata ed è solo questione di tempo affinché venga messa in atto – d’altro canto hanno già tentato di eseguirla, i sicari di Putin, ma gli è andata male. Forse è bene ricordare che il copresidente con Navalny del maggior movimento politico di opposizione al potere di Putin, Boris Nemcov, ha fatto la stessa fine.

Purtroppo tali circostanze non fanno altro che confermare, una volta di più, come la Russia, un grande e fondamentale paese che nelle mani di Putin diventa un “piccolo” staterello assolutista, rappresenti una proporzionale grande occasione persa per l’Europa e per fare del continente europeo, nel suo complesso, una potenza realmente dominante in grado di contrastare al meglio la maggiore minaccia planetaria attuale e nel prossimo futuro, quella rappresentata dalla Cina. Invece, appunto, un così grande paese si ritrova ostaggio di un miserrimo despota persino incapace di replicare ai suoi oppositori al punto di eliminarli uno a uno, con metodi da vecchia URSS comunista, pur di non affrontare loro e le accuse da essi contestategli. Povera Russia, che tristezza!

P.S.: per chi volesse saperne di più, sui movimenti russi di opposizione al potere putinista, può leggere il testo qui accanto (cliccateci sopra per sapere come acquistarlo). Come rimarca la presentazione, «Per molti mesi abbiamo cercato qualcuno che potesse scrivere un saggio per il pubblico italiano sulle opposizioni russe a Putin. Abbiamo ricevuto molti consensi all’iniziativa ma nessuno se l’è sentita di impegnarsi concretamente nella scrittura. Per andare in Russia ci vuole un visto e per lavorare a Mosca ci vuole un permesso. Tutti hanno ritenuto di non mettere a rischio queste situazioni, perché scrivere delle opposizioni russe può significare non andare più in Russia o essere espulsi o sottoposti a una qualche sgradevole ritorsione. Allora abbiamo deciso di fare da soli raccogliendo dalla stampa internazionale, traducendoli e adattandoli, documenti, interviste, interventi e articoli dei più noti esponenti dell’opposizione russa: le Pussy Riot, Mikhail Khodorkovsky, Alexei Navalny, Sergei Guriev e Yevgeny Roizman, da cui si può comprendere come in Russia la battaglia per la libertà d’opinione, d’organizzazione, di stampa, per l’incolumità degli oppositori politici sia ancora qualcosa da venire a quasi 25 anni dal crollo dell’URSS. Chiude l’ebook un saggio di Boris Dubin, del centro Levada, su “Mass media e società russa negli ultimi due decenni”.»