VHEMT: e se alla fine avessero ragione loro? (Un post di antropologia culturale)

Senza nome-congiunto-01Sì, proprio così: antropologia culturale.
Lo conoscete, il VHEMT?
Beh, se non lo conoscete, cominciate a leggere qui (brano tratto dal sito del suddetto):

Il VHEMT (che si pronuncia vehement, parola inglese che significa veemente) è un movimento, non un’organizzazione. È un movimento portato avanti da gente che ha a cuore la vita sul pianeta Terra. Non siamo un gruppo di disadattati maltusiani misantropi e asociali che provano un piacere morboso ogni volta che qualche disastro colpisce gli umani. Non potrebbe esserci nulla di più distante dalla realtà. L’estinzione umana volontaria è piuttosto l’alternativa umanitaria ai disastri che colpiscono la gente.
Non insistiamo sul modo in cui la specie umana si è dimostrata un parassita avido ed amorale su un pianeta che era in buona salute. Una negatività di quel genere non offre soluzioni per gli orrori inesorabili che l’attività umana sta provocando.
Piuttosto, il Movimento propone un’alternativa incoraggiante alla distruzione impietosa e completa dell’ecologia della Terra.
Come sanno bene i Volontari del VHEMT, la speranza che si presenta come alternativa all’estinzione di milioni di specie vegetali ed animali è l’estinzione volontaria di una sola specie: l’Homo sapiens, …la nostra estinzione.
Ogni volta che qualcuno decide di non generare altri umani da aggiungere ai miliardi brulicanti che già si accalcano su questo pianeta devastato, un nuovo raggio di speranza attenua le tenebre.
Quando ogni essere umano deciderà di non riprodursi, la biosfera della Terra potrà tornare alla sua gloria di un tempo, e ognuna delle creature che rimarranno potrà essere libera di vivere, morire, evolversi e forse scomparire, come nel corso dei millenni hanno già fatto così tanti “esperimenti” di Madre Natura. L’ecologia della Terra tornerà in buona salute… tornerà in buona salute quella “forma di vita” nota a molti col nome di Gaia.
Perché ciò possa accadere è necessaria la nostra scomparsa.

Ecco.
Inetti? Pazzi? Goliardi? Illuminati? Razionalisti? Beh, fate voi.
Per saperne di più, cliccate sull’immagine in testa all’articolo, oppure visitate il sito principale del VHEMT (in inglese), qui.

“Il governo migliore è quello che non governa affatto” (Thoreau dixit)

Thoreau_Disobey_imageAccetto di tutto cuore l’affermazione, – “Il governo migliore è quello che governa meno”, e vorrei vederla messa in pratica più rapidamente e sistematicamente. Se attuata, essa porta infine a quest’altra affermazione, alla quale pure credo, – “Il miglior governo è quello che non governa affatto”, e quando gli uomini saranno pronti, sarà proprio quello il tipo di governo che avranno. Il governo è nell’ipotesi migliore solo un espediente; ma la maggior parte dei governi sono di solito espedienti inutili, e tutti i governi sono tali di quando in quando. Le obiezioni che sono state sollevate contro l’esistenza di un esercito permanente, ed esse sono molte, sono consistenti e meriterebbero di prevalere, potrebbero essere sollevate anche contro l’esistenza di un governo permanente.
Henry David Thoreau, Disobbedienza civile (traduzione originale di Manuela Federella)

In effetti è già da tanto tempo che me lo domando…
Sì, insomma: se l’uomo si è (auto)proclamato “razza più intelligente ed evoluta sul pianeta”, com’è che ancora oggi, dopo millenni di evoluzione intellettuale, sociale, civile (presunta, forse, ma ora diamola per effettiva), ha ancora bisogno di essere governato da un potere superiore? Com’è che ancora abbiamo bisogno di avere un “capo”, un “leader”, qualcuno che stabilisca per noi ciò che è giusto e ciò che è sbagliato? Peggio, che ci imponga cosa fare e cosa no, a cosa credere e a cosa no, come dobbiamo vivere per essere considerate “brave persone” e viceversa? Peggio ancora, che ci metta in bocca le parole “giuste” da dire, e in testa le “verità” a cui dare pedissequamente credito?!?
E non intendo fare riferimento – lo capirete bene – alle cose pratiche, alla gestione concreta del vivere sociale quotidiano, semmai proprio alla necessità di un riferimento superiore che, in quanto tale, possa e debba detenere un potere di suddetta foggia su tutti noi “esseri intelligenti”. Perché, insomma?
Non dovremmo ormai, dopo i citati millenni di evoluzione generale, essere in grado di capire da soli come vivere nel modo più virtuoso possibile per sé stessi e di rimando per l’intera comunità che abbiamo intorno, nella quale viviamo e con la quale interagiamo?
Siamo veramente così intelligenti, noi tutti, se ancora abbiamo bisogno di sottostare al volere di capi politici, religiosi e affini, e alle loro mere volontà?
Forse, con Thoreau, sto solo navigando nel grande oceano dell’utopia più spinta, eppure il dubbio ce l’ho ed è fortissimo, su che noi si sia veramente così intelligenti o che non sia l’ennesima dimostrazione della nostra presunzione, della limitatezza mentale e spirituale ovvero della nostra stupidità… Dunque, della nostra scarsissima cultura – sto pensando ancora a Thoreau, e a quella sua affermazione contenuta nel Walden ovvero Vita nei boschi: Per quanti uomini la lettura d’un libro è stata l’inizio d’una nuova era nella loro vita!
Già, proprio così… Una nuova era assai lontana, se il nostro pretenderci così “intelligenti” sarà soltanto una boriosa vanteria, e non una concreta realtà.

(D)Evoluzione

("Il cane è OK, attenti al padrone")
Una recente e accurata indagine scientifica ha permesso di stilare una classifica del livello evolutivo raggiunto dalle specie viventi sul pianeta Terra, dalla quale si evince che senza alcun dubbio la razza umana è, tra tutte, la più avanzata e intellettualmente progredita.

Uh?
Oh!
No, scusate… Ehm, stavo sbagliando. Ho letto la classifica al contrario!