La politica è il panno rosso del torero (William Burroughs dixit)

I conflitti politici sono solo manifestazioni esteriori. Alcune forze, se sorgono conflitti, mirano a mantenere il conflitto in atto perché sperano di trarre profitto dalla situazione. Starsi a preoccupare della manifestazione esteriore dei conflitti politici vuol dire commettere l’errore del toro nell’arena quando carica il panno rosso. Questo è il ruolo della politica, ti insegna a riconoscere il panno proprio come il torero lo insegna al toro, gli insegna a seguire, a ubbidire al panno.

(William S. Burroughs, WSB Interview 1961, intervista condotta da Gregory Corso e Allen Ginsberg, traduzione di Monica Miotti, pag.9; citato in William Burroughs, Geografie del controllo. Saperi, corpi, territori, a cura di Tiziana Villani, Millepiani, Milano, 2001.)

william-burroughs-in-suitOsservazione ineccepibile, quella di Burroughs, e sempre più col passare del tempo: ormai lo scopo della politica non è più la buona gestione della cosa pubblica comune – ovvero “la tecnica di governo della società“, come da sua definizione e missione originarie, ma il sistema di mantenimento d’una ingestibilità controllata, un caos funzionale a (paradossalmente) rendere necessaria la politica stessa la quale, non praticando più alcuna tecnica di governo, sta ben attenta a non risolvere i problemi per convincere dunque la società che ci sia bisogno della politica per risolverli.
Un sistema diabolico, che gira a proprio favore qualsiasi potenziale vantaggio a favore della società e di chi la compone – tutti noi cittadini, tanti tori rincretiniti che impiegano e sprecano tutta la loro prestanza fisica per rincorrere uno stupido panno rosso.

“Armi”

Mi sono iscritto ad un corso per puntatore di cannoni di grosso calibro, ovvero di pezzi di artiglieria campale similari. “Spara anche tu a chi ti pare”… Allettante! Come indicato sulla brochure di presentazione del corso, ho appena pagato i 499,99 euro del costo relativo con la carta di credito.
Però, a dirla tutta… Non so. Non riesco a decidermi se sia una cosa giusta o meno…
Uhm…
Ho fatto bene, secondo voi?
Sì, voglio dire, a pagare con la carta di credito, e non in contanti… ‘Sta cosa di demandare il totale controllo del mio denaro alle banche e a chi le comanda non mi va’ proprio giù!