INTERVALLO – Londra, The Wapping Project Glasshouse Bookshop

45609Per qualche tempo Londra – meglio la zona dell’East End ovvero, ancor più precisamente, di Wapping, ha potuto vantare una delle librerie più originali del mondo: la libreria-serra di The Wapping Project, un progetto culturale che ha animato il suddetto quartiere londinese con numerose iniziative artistiche, una galleria d’arte, un ristorante e, appunto, la libreria-serra, specializzata soprattutto (e inevitabilmente) in libri d’arte, di design, di fotografia, moda e discipline creative in genere.

Purtroppo The Wapping Project è stato chiuso nel 2013, trasformandosi in The Wapping Project Bankside, una innovativa ma più “tradizionale” – nella forma – galleria d’arte. Il progetto della libreria-serra spicca tuttavia ancora oggi per originalità ed efficacia, ponendo i libri alla pubblica vista ma in un luogo che vi garantisca protezione: una forma di promozione della lettura senza dubbio assolutamente valido tutt’oggi, appunto!

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Le parole si sgretolano, in questo mondo pornoemotico (Kari Hotakainen dixit)

In questo mondo pornoemotico, dove piangere davanti alla tivù è diventato il segno dell’autenticità, le parole che contano si sgretolano a partire dagli angoli e perdono ogni efficacia.

(Kari Hotakainen, Täiteilijät käyttävät kärsimystä keppihevosena (“Gli artisti usano il dolore come capro espiatorio”, Helsingin Sanomat, 19/04/2014: citato da Nicola Rainò nella postfazione de La legge di natura, Iperborea, 2015)

karihotakainen3Hotakainen descrive perfettamente, pur in poche (ma intense, non a caso) parole, la drammatica perversione del linguaggio nella pornoemotica (neologismo azzeccatissimo!) epoca contemporanea, nella quale la finzione emozionale, con cui si vuole far credere di saper/poter esprimere qualcosa, in verità non esprime nulla di nulla (se non un senso di vuoto pressoché assoluto) e in più distrugge l’autentica, suprema e insuperabile espressività che creature intelligenti e senzienti come noi detengono come nessun altra, ovvero le parole. E se si sgretolano esse, si sgretola il senso stesso dell’essere umani: si diviene creature non più in grado di comunicare, non più in grado di capirsi vicendevolmente, non più capaci di evolvere.
In fondo, è questo l’unico buon motivo (seppur inconscio, temo) che tanti possono avere per piangere davanti alla tivù: la loro dipartita culturale. Amen.

INTERVALLO – Coshocton (Ohio, USA), The Centennial Books Monument

Downtown_Coshocton_Ohio_CAPACJ0191All’esterno della Biblioteca Pubblica di Coshocton – piccolo centro di poco più di 11.000 abitanti nell’Ohio – c’è uno dei (a mio parere) più suggestivi monumenti dedicati ai libri e alla lettura del mondo. Il Centennial Books Monument, opera dello scultore locale Alan Cottrill, riproduce un giovane ragazzo con un libro aperto tra le mani e seduto in cima a una pila di altri 100 libri. Ogni libro rappresenta un anno, e da ogni dieci libri è rappresentato un decennio di esistenza della Biblioteca al servizio della comunità locale. Ciascun libro porta inciso il titolo di un’opera particolarmente significativa del decennio che rappresenta, e tutte le opere sono state scelte dai frequentatori della biblioteca e da coloro che hanno contribuito alla creazione del monumento. L’ultimo libro, quello tenuto dal ragazzo, è senza titolo, per consentire all’osservatore di immaginare il proprio libro preferito in alto ovvero sé stesso in vece del ragazzo che lo tiene tra le mani.

Downtown_Coshocton_Ohio_CAPACJ0188Cliccate sulle immagini per visitare il sito web della Biblioteca di Coshocton e saperne di più sul monumento.

Scrivere libri è così penoso! (Kari Hotakainen dixit)

“Laura sollevò la penna e guardò il foglio. Tutto fuori dalle righe, grafia orrenda. Bevve un po’ d’acqua e lesse quello che aveva scritto. Terribile. Detto a parole non avrebbe fatto nessun effetto, pensò. Ma così per iscritto suonava orribile e definitivo. Ma come fanno a scrivere i libri? Dev’essere così penoso. Centinaia di pagine definitive…”

(Kari Hotakainen, La legge di natura, Iperborea, 2015, traduzione e postfazione di Nicola Rainò; orig. Luonnon Laki, 2013)

Hotakainen1Eh, l’antinomia della scrittura è proprio tutta lì: scrivere è – deve essere – al contempo divertente e penoso, leggero e faticoso, mutevole e definitivo. Perché da un lato scrivere è esercizio vitale, e la vita deve – dovremmo fare in modo che sia – divertente, leggera nel senso di agevole, mutevole ovvero mai ordinaria e immutabile; dall’altro è penoso perché ogni parola andrebbe soppesata, calibrata, lungamente meditata, ergo faticoso come un esercizio che ci impegni a fondo e con tutto noi stessi, e definitivo perché ciò che si è scritto ci rappresenta, ci giudica, ci conferisce valore e ci consente di salvarci da quella condanna – a sua volta definitiva, non a caso – che ci cadrebbe addosso nel caso di una scrittura inutile, priva di senso e di sostanza letteraria. La scrittura è una sentenza che ci scriviamo da soli, in pratica: fosse per noi la vorremmo sempre di assoluzione con elogio ma, non di rado e senza che ce ne rendiamo conto, è invece di condanna senza appello.

INTERVALLO – Tengboche (Nepal), Biblioteca del Monastero

monastery-tengbocheIl monastero di Tengboche, conosciuto anche come Dawa Choling Gompa, è un monastero buddista tibetano della comunità Sherpa situato nel villaggio di Tengboche a Khumjung, nella regione di Khumbu nel Nepal orientale e a ridosso di alcune delle più alte e famose vette himalayane, lungo i cui tracciati di avvicinamento si trova. Una zona paesaggisticamente considerata da molti tra le più belle al mondo e purtroppo duramente colpita dal sisma dello scorso aprile.
Situato a 3867 metri, il monastero è il più grande gompa nella regione di Khumbu in Nepal, e contiene una delle più belle e fornite biblioteche di testi sacri buddisti dell’intera regione.
20inside-tengboche-monasteryimagespic020Cliccate sulle immagini per saperne di più (in inglese).