Alla Rassegna della MicroEditoria di Chiari, 9-10 Novembre 2013

Lucerna-Chiari
Cliccate sull’immagine per saperne di più oppure QUI per visitare il sito web della Rassegna.
Non mancate, eh!

8-9-10 Novembre prossimi: torna a Chiari la Rassegna della MicroEditoria Italiana – e ci sarò anch’io!

Sabato 9 e Domenica 10 Novembre sarò a Chiari, alla 11a edizione della Rassegna della MicroEditoria Italiana, da sempre uno dei migliori eventi italiani dedicati all’editoria indipendente, che quest’anno ha come tema una sacrosanta verità che tuttavia troppi, soprattutto nelle alte sfere del sistema che ci comanda, ancora ignorano (o fingono di ignorare): con la cultura si mangia!
Voglio innanzi tutto spendere due parole sulla Rassegna, una tre giorni di cultura (inizia infatti venerdì 8) a tutto tondo e un’immersione nel fascino liberty di Villa Mazzotti Biancinelli, a Chiari (Brescia), da sempre prestigiosa sede dell’evento. Anche l’edizione di quest’anno prenderà le mosse Locandina_Chiari_2013dalla produzione dei piccoli e medi editori italiani e, insieme ai grandi nomi della cultura nazionale, verranno promossi dibattiti e presentazioni di libri intervallati da appuntamenti artistici e musicali.
Negli anni la fiera è cresciuta diventando uno dei più noti appuntamenti nazionali dell’editoria italiana. Dal 2011 la Rassegna della Microeditoria di Chiari è infatti tra le tre fiere di settore dedicata alla piccola e media editoria più importanti insieme a Pisabook Festival (Pisa) e a Più libri più liberi (Roma) ed è la manifestazione più grande della Lombardia. La Microeditoria è divenuta così il punto di riferimento del Nord Italia per l’editoria indipendente e di qualità: una vetrina significativa per i piccoli e medi editori che durante la tre giorni hanno la possibilità di promuovere le proprie novità editoriali ad un pubblico sempre più eterogeneo per età e gusti culturali. Le migliaia di visitatori delle passate edizioni peraltro testimoniano il successo crescente di un evento che, di anno in anno, incuriosisce sempre di più il pubblico grazie alle proposte particolari, raffinate e di nicchia, che vengono offerte durante i tre giorni.
Per quanto riguarda la mia presenza, beh… sarò duale, dato che mi troverete in primis presso lo stand di Historica Edizioni con il mio nuovo libro Lucerna, il cuore della Svizzera, ma pure allo stand di Senso Inverso Edizioni con i due romanzi della trilogia di Tizio Tratanti, La mia ragazza quasi perfetta e Cercasi la mia ragazza disperatamente – con il terzo e ultimo capitolo di tale “saga” in uscita entro il 2014.
Se potete visitatela, la Rassegna, e se verrete passatemi a trovare: faremo due chiacchiere, vi presenterò i miei libri (che potrete acquistare con sconti specialissimi, riservati ai soli visitatori della Rassegna), vi offriremo un buon bicchiere di vino, se vi va, e in ogni caso conoscerete un evento veramente molto bello, nel quale i libri sono ancora al centro di tutto. E non è cosa da poco, di questi tempi!
Cliccate sull’immagine della locandina per leggerla e scaricarla in grande formato oppure QUI per visitare il sito web ufficiale dell’evento e conoscerne ogni dettaglio.
Dunque, ci si vede a Chiari! Non mancate!

“La Prima Scuola”: un progetto di impegno civile per il futuro della scuola italiana, della cultura diffusa, e per il bene di tutta la società

Dopo la partecipazione alla 70° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e dopo aver vinto il festival del Cinema Italiano in Francia ad Annecy, oltre al premio del pubblico, da qualche giorno è nelle sale La prima neve, il nuovo film di Andrea Segre: una storia di “dolori e silenzi che diventano occasioni per capire e conoscere. Un tempo per lasciare che le foglie, gli alberi e i boschi si preparino a cambiare.” Vi è anche un libro che racconta la storia e la pellicola che ne è scaturita, Prima della neve, un percorso fotografico di Simone Falso nel backstage del film corredato dagli scritti inediti del regista Andrea Segre. Per conoscere meglio il film e il libro si può visitare il sito www.laprimaneve.it, peraltro molto ben fatto e completo.

Tuttavia a me preme qui ancor più segnalare il bel progetto direttamente collegato al film e alla sua uscita nelle sale, La Prima Scuola, nato con l’obiettivo di finanziare progetti artistici e pedagogici nelle scuole primarie per riportare la creatività e la libera espressione dei bambini al centro del progetto scolastico. Uno scopo assolutamente fondamentale, inutile rimarcarlo, per il futuro della cultura e della sua fruizione nella società.
L’idea de La prima scuola nasce da Andrea Segre proprio durante la realizzazione film La prima neve. La sua sensibilità di padre e artista l’ha portato a uscire dal mondo della fiction cinematografica per dare un contributo concreto nella realtà, come già ha fatto in passato. Anche se il film non parla direttamente di istruzione, la tematica dell’educazione infantile scolastica e familiare è presente. Il protagonista è infatti un bambino di dieci anni il cui carattere ha un ruolo determinante per la storia del film. Altrettanto importanti sono i due suoi amici che aiutano a tenere al centro del film il punto di vista dei bambini sul mondo.
Come viene rilevato nel blog dedicato al progetto, la scuola elementare – ambito in qualche modo citato nel film, come detto – è la prima vera esperienza di formazione extra-familiare di un bambino e costituisce il nucleo fondante del sistema educativo italiano. Fino a meno di logo-laprimascuoladieci anni fa era considerata il fiore all’occhiello dell’offerta scolastica italiana; poi sono iniziati tagli, riforme, riduzioni e la qualità dell’offerta educativa è scesa, contribuendo ad accrescer le differenze tra zone agiate e non. A fronte del progressivo impoverimento del sistema d’istruzione pubblica è necessaria un’azione dal basso per proporre una direzione contraria di rilancio e crescita della scuola nella nostra società. Non abbiamo certo noi le risorse per cambiare radicalmente il corso degli eventi nazionali, ma può essere avviato un percorso propositivo sia di riflessione che di finanziamento dal basso, nel quale il mondo del cinema e dell’arte può giocare un ruolo importante. Le privazioni materiali della scuola pubblica sono importanti, ma è importante parlare anche delle opportunità formative che la scuola non è più in grado di offrire.
Posto ciò, il progetto de La Prima Scuola si propone di raccogliere risorse e impegnare energie per la scuola perseguendo due macro obiettivi: contribuire al dibattito sulla crisi del sistema d’istruzione pubblico relativa alle scuole elementari, e finanziare progetti artistici nelle scuole primarie di periferia con un’apposita raccolta fondi. Il meccanismo è molto semplice. Per circa quattro mesi (da settembre a dicembre 2013) verranno raccolte donazioni tramite il sito e attraverso le varie iniziative territoriali legate alla distribuzione nelle sale del film La Prima Neve. I fondi così raccolti saranno poi affidati a singole scuole di aree periferiche che presenteranno progetti di miglioramento dell’offerta educativa e pedagogica (laboratori di teatro, musica o cinema, incontri, visite, servizi di mediazione interculturale e altri). I progetti saranno giudicati e selezionati entro la primavera 2014 da una commissione di esperti e, una volta avviati, i progetti saranno documentati e raccontati sempre attraverso questo sito. L’attenzione sarà rivolta in particolar modo a tutti quei quartieri periferici delle grandi città e a quelle località isolate in cui i tagli all’istruzione hanno mostrato il loro volto più duro. Dato che queste realtà sono spesso caratterizzate da contesti fortemente multiculturali, il progetto cercherà di stimolare la partecipazione di realtà che dimostrano una certa sensibilità verso i percorsi di integrazione e valorizzazione delle differenze.
Insomma, un progetto tanto interessante quanto prezioso, che peraltro rimarca l’importanza dell’iniziativa “privata” ovvero scaturente direttamente dalla società civile per generare iniziative proficue e benefiche per l’intera comunità, nonché – lo ribadisco di nuovo – fondamentali per il futuro della cultura (in senso generale e complessivo) diffusa e per la fruizione di essa, dacché credo di non andare troppo lontano dalla verità imputando anche alla decadenza della qualità dell’insegnamento scolastico di base nei decenni scorsi lo stato ben più che preoccupante della cultura in Italia, a partire dalle realtà di base – dal numero di lettori e di libri venduti, ad esempio, per citare un ambito di diretto interesse personale, e non solo… Un progetto da sostenere totalmente, La Prima Scuola, un vero e proprio investimento sociale per il futuro, e non solo di quegli alunni che ne usufruiranno, ma di tutti noi.
Cliccate sul logo del progetto per visitare il sito web, o QUI per conoscere tutto quanto sul film La Prima Neve.

“Il giorno che diventammo umani”, il nuovo libro di Paolo Zardi

cop_il-giorno-che-diventammo-umani-paolo-zardiNon ho mai letto nulla – al momento – di Paolo Zardi, e non sono affatto aduso a disquisire di libri non ancora letti. Però da tempo seguo il suo blog, Grafemi, che considero uno dei migliori in assoluto tra quelli che trattano temi legati alla letteratura e all’editoria, e ciò per quanto in esso Zardi scrive: articoli sempre interessanti, sovente sagaci e illuminanti, che forse non mi presentano direttamente – per così dire – lo Zardi-scrittore, ma di sicuro mi sollecitano parecchio il consenso e il gradimento per lo Zardi-pensiero.
E siccome due più due nonostante tutto fa ancora quattro – perché la matematica non è un’opinione, e la cosa è nota, ma in fondo non lo è nemmeno la letteratura, visto che il buon libro è una somma perfetta di diversi addendi il cui relativo totale è chiaro e certo, e se tale non viene ritenuto è più per mero gusto personale che per effettiva invalidità letteraria – vi dico che è uscito da pochi giorni il nuovo libro di Paolo Zardi, la raccolta di racconti Il giorno che diventammo umani, pubblicato da Neo Edizioni.
Questo è quanto recita la quarta di copertina:
Qual è il giorno in cui siamo diventati umani? Quale l’attimo in cui questa vitale e spossante consapevolezza ci ha invaso?
Questa la domanda che Paolo Zardi fa al lettore. Ma prima lo chiede ai personaggi che animano queste pagine. Un padre che cova l’insopprimibile desiderio che sua figlia non somigli alla madre; una moglie che nell’istante assoluto del pentimento capisce che tradirà ancora; un vecchio che ad ogni compleanno avverte quanto sia difficile morire; una vedova impegnata nella ricerca di un’alternativa ai ricordi; una dottoressa che, per un momento, vede nel corpo attraente di un paziente la giovinezza che avrebbe avuto un figlio perduto. Creature sospese tra l’amore e il dolore, tra desiderio e paura, tra la vergogna e la grazia. La delicatezza dei corpi, la labilità delle intenzioni, la precarietà di ogni condizione umana sono i punti focali attorno ai quali i personaggi di questi racconti si muovono, combattono, vivono, fotografati tutti nella loro abbagliante purezza.

Per quanto ho affermato lì sopra, credo proprio che presto approfitterò di questa sua nuova opera per conoscere finalmente anche lo Zardi-scrittore. Il nostro è un mondo ricolmo di gente che dalla somma due più due ricava infidamente tre o cinque o altro, ma credo proprio che nei libri di Zardi, così come nel suo blog, i conti tornino giusti. Piacevolmente giusti.

INTERVALLO – La Gloria (Colombia), il “BiblioBurro” di Luis Soriano

Un’iniziativa solo all’apparenza pittoresca e in verità importantissima, con la quale il maestro elementare colombiano Luis Soriano porta i libri a dorso di asino (burro in lingua ispanica) e diffonde la passione per la lettura tra i bambini delle comunità rurali della regione di Magdalena, una delle più povere della nazione sudamericana.
Cliccate QUI per saperne di più, oppure QUI per visitare il blog del progetto.