“Cercasi la mia ragazza disperatamente”: un piccolo libro che vi divertirà alla grande (almeno spero!)


Oh, beh, certo! Ovvio. Non è assolutamente detto che un libro grande sia anche un grande libro, ne che se sia alto sia pure di alto valore letterario… Sapete, è un po’ come quella storia che per dipingere una parete grande non ci vuole un pennello grande, ma… Un gran bravo imbianchino!
Cercasi la mia ragazza disperatamente non è esattamente grande, ne tanto meno alto – è un classico 15×21, per essere chiari… Però sicuramente cerca di far di tutto, con quanto offre nelle sue pagine, per guadagnarsi una grande e alta considerazione nei suoi lettori! Dunque è grande la mia speranza (e sarebbe pure alta, se in tali casi lo si usasse dire) che riesca in questo suo scopo con chi non l’abbia ancora letto! Perché un buon libro – e lo dico a prescindere che questo lo possa essere o meno, anche se, ribadisco, mi auguro nel vostro giudizio che lo sia, buono – offre certamente un panorama assai più vasto di quello che qualsiasi pur altissimo grattacielo potrà mai offrire, e senza che vi possa essere alcun orizzonte fisico a limitare la vista… Per di più questo vale anche per chi soffre di vertigini!

Cliccate sull’immagine in testa all’articolo o sulla copertina qui accanto per conoscere ogni informazione utile su Cercasi la mia ragazza disperatamente: per conoscerne la trama e ciò che vi sta dietro, per sapere come e dove acquistarlo – in versione cartacea o in ebook – per leggere la rassegna stampa, gli articoli e le recensioni ad esso dedicate, gustarvi il booktrailer e ogni altra cosa interessante al riguardo.
Dunque, coi piedi per terra o meno: buona lettura!

CONSIGLI #2

CONSIGLI è un post “ciclico”, nel senso che lo troverete pubblicato ad intervalli più o meno regolari con lo scopo di accorpare in un unico articolo ciò che trovate in evidenza nella colonna qui accanto, “I MIEI CONSIGLI”, con la quale appunto provo a darvi qualche dritta su eventi artistici, letterari, culturali e cose affini che penso possano meritare la vostra considerazione. Ad ogni ripubblicazione, dunque, lo troverete aggiornato con gli ultimi consigli evidenziati qui a lato (dove la loro pubblicazione resta in tempo reale, per quanto possibile), diventando una sorta di agenda stampabile di cose interessanti da conoscere e/o visitare, la quale ovviamente è e sempre resterà pure aperta a ogni utile segnalazione nel merito.

In questo saggio, Umberto Galimberti si interroga sulle cause della crisi che il Cristianesimo sta vivendo ai nostri giorni. (…) Restano solamente i residui della tradizione Cristiana, che mai come oggi appare inadeguata e eccessivamente arretrata per stare al passo con il progresso, l’evoluzione della società e le continue scoperte tecnico-scientifiche. Secondo Galimberti, le ragioni che hanno condotto alla crisi del sacro, alla sua incapacità di comunicare con le persone, sono da ricercarsi proprio nella natura stessa del Cristianesimo e nel ruolo che tale religione ha ricoperto nella storia dell’ Occidente.
Cristianesimo. La religione dal cielo vuoto, l’ultimo saggio di Umberto Galimberti, appare come una lettura interessante e illuminante, illustrante tesi che trovo parecchio condivisibili. Dunque, certamente consigliabile.

Spesso non mi piace lo sproposito con il quale oggi certi anglicismi vengono utilizzati, tuttavia per descrivere Brand New Gallery mi pare che uno degli aggettivi più adeguati sia cool! Il 22 Novembre una delle più coolest gallerie di Milano inaugura (come suo solito) una nuova doppia esposizione: in galleria 1 The old lansquenet is laughing at us, di Angel Otero; in galleria 2 ABELOW SCHMABELOW, di Joshua Abelow. Per entrambi la chiusura sarà il 22 Dicembre. Cliccate sulle immagini delle opere (sopra Otero, sotto Abelow) per visitare le pagine dedicate alle due mostre nel sito web della galleria e conoscerne ogni dettaglio.

Affascinante nuova arte contemporanea nel sovente famigerato hinterland milanese? Certo! La Galleria Brera1 presenta a Corbetta – più precisamente nella Sala delle Colonne del Palazzo Municipale – Convoy, mostra personale di Stefano Mandracchia, con apertura dal 24 Novembre al 20 Dicembre 2012. Cliccate sull’immagine per visitare il sito web della galleria e avere ogni informazione utile sull’evento.

Da sabato 17/11 e fino al 21/12 è visitabile, presso la galleria d’arte contemporanea Kanalidarte di Brescia, la mostra Bianco Assoluto / White, nella quale sono esposte, in una sorta di ricreata Wunderkammer caratterizzata da ambienti in stile anni ’60, ventidue opere di un gruppo di artisti conosciuti a livello internazionale – Agostino Bonalumi, Enrico Castellani, Dadamaino, Lucio Fontana, Hermann Goepfert, Walter Leblanc, Piero Manzoni, Christian Megert, Henk Peeters, Turi Simeti, Ferdinand Spindel, Gunther Uecker, Gerhard Von Graevenitz – per i quali, a cavallo tra gli anni ’50 e ’60 del secolo scorso, il bianco ha rappresentato un paradigma assoluto e necessario per dare piena compiutezza alla propria ricerca. Cliccate sull’immagine per visitare il sito web di Kanalidarte e avere ogni informazione utile sulla mostra.

Presso la Fondazione Pastificio Cerere a Roma – luogo sempre più centrale nel panorama culturale romano e non solo – è in programma, dal 15/11 al 26/01/13, la prima mostra personale in Italia del duo francese Berger&Berger, che comprende una serie di lavori inediti, realizzati appositamente per questa occasione. La mostra, dal titolo La densità dello spettro, riflette sulla realtà materiale del colore (pigmento, inchiostro da stampa, vernice industriale ecc.), contrapponendola alla sua natura immateriale, quale elemento costitutivo delle onde luminose. Nel cortile dell’istituzione, come parte integrante del progetto espositivo, è visibile anche Mystères, il manifesto che Laurent P.Berger, artista e Cyrille Berger, architetto, hanno ideato per Postcard from…. Per quest’ultimo progetto e per la mostra, cliccate sull’immagine e visitate il sito del Pastificio Cerere.

I luoghi di esposizione artistica, quando di valore, sanno produrre una bellezza sociale (per così dire) che va’ a beneficio di tutti: come fabbriche assai virtuose, insomma. E come Fabbrica Borroni, a Bollate, hinterland milanese, che da sabato 10 Novembre ospita eiπ + 1= 0 (Sentiremo salire dal fondo degli specchi il rumore delle armi), prima mostra personale (assai originale e sorprendente, aggiungo io) di Giulia Roncucci, giovane artista vincitrice della prima edizione del Festival UPnea ’12, organizzato la scorsa primavera da nudoecrudo teatro in collaborazione con Fabbrica Borroni negli spazi di Villa Arconati, a Bollate. Cliccate sull’immagine per visitare il sito web di Fabbrica Borroni e conoscere ogni informazione utile sulla mostra – e sul luogo altrettanto sorprendente che la ospita!

Thomas Brambilla Gallery, Bergamo, presenta Alea, mostra personale di Oscar Giaconia, a cura di Stefano Raimondi. Vernissage giovedì 6 Ottobre, ore 18.30; la mostra resterà aperta fino al 12 Dicembre 2012. Cliccate QUI per visitare il sito web della galleria e avere ulteriori informazioni (anche per saperne di più sulla sua presenza alla prossima Artissima…).

E’ uscito il numero 102 – Novembre 2012 di InfoBergamo, il primo mensile on-line bergamasco di cultura ed informazione. Una web-rivista sempre più diffusa, conosciuta e ricca di contenuti interessanti che, nonostante il nome, vanno ben oltre i meri confini orobici per interessare ambiti nazionali e anche più, con uno sguardo sempre originale su tante realtà contemporanee. In questo numero, il mio contributo/sguardo sul mondo letterario si intitola, assai significativamente, Processo all’ebook: reo di omicidio (colposo) o assolto per non aver commesso il fatto? Cliccate QUI per leggere il sommario degli articoli pubblicati, e buona lettura!

A volte non mi sono trovato d’accordo con quanto leggevo su Paginauno, ma sempre, immancabilmente, ne ho apprezzato la chiarezza, l’onestà intellettuale e l’originalità di quanto proposto, e di come lo propone. E non è poi fondamentale la varietà delle opinioni, per capire la realtà? Da poco è uscito il numero 29 di questa rivista di analisi politico-sociale e di critica letteraria, in formato cartaceo e in pdf. Conoscetela, lo merita veramente.

All’insegna di un eros sottile, declinato in passione e dedizione carnale, intellettuale e sensoriale, Maravee 2012 è un caloroso omaggio dell’arte contemporanea alla figura e all’opera di Tina Modotti nel 70° anniversario della sua scomparsa“, attraverso fotografie, installazioni, film, video e performance. Il tutto a cura di Sabrina Zannier, e con la collaborazione di molti soggetti del mondo dell’arte tra i quali Galleria Elleni di Bergamo: ovvero, dal mio punto di vista, un’ulteriore garanzia di qualità. Al Castello di Susans, Majano e a Udine, dal 19 Ottobre al 18 Novembre. Cliccate QUI per visitare il sito web dell’evento e conoscerne ogni dettaglio.

Arto Paasilinna è a mio parere uno dei maggiori scrittori contemporanei, e non solo di genere umoristico. E’ stato certamente tra quelli (pochi) che, una volta scoperti, hanno cambiato la mia visione letteraria, per le sue capacità narrative così spiccatamente nordiche eppure altrettanto universali, di orizzonti vasti e visioni profonde ma senza mai tralasciare un disincantato, prezioso humor, così utile per entrare a fondo nel nocciolo delle questioni affrontate. Dunque, è per me quasi obbligatorio segnalare e consigliare ogni sua nuova uscita, qui da noi, e l’ultima è Sangue Caldo, nervi d’acciaio, dal 20 Ottobre in libreria per (ovviamente) Iperborea. Ribadisco: è da conoscere. Poi può anche essere che non vi piaccia, ci mancherebbe, ma è indubbiamente un elemento indispensabile per chi voglia conoscere al meglio la buona letteratura contemporanea.

Rrose #3 è uscito! E basterebbe l’elenco di chi vi trovate dentro per darvi l’idea di cosa si tratta, e in che (sublime) modo: Yue Minjun, Demetrio Paparoni, Sara Boggio, Giorgio Manganelli, Lietta Manganelli, Internozero, Massimo De Nardo, Emma Dante, Giuseppe Distefano, Rodolfo Di Giammarco, chele Dall’Ongaro, Mauro Cicarè, Ed Wood, Elisa Savi Ovadia, Tullio Pericoli, Paolo Fabbri, Tirelli Costumi, Tommaso Lagattolla, Josef Svoboda, Massimo Puliani, Jérome Bel, Riccardo Giacconi, Gerard Malanga, Fondazione Pescheria, Chiara Gabrielli, Francesco Micheli, Silvia Camporesi, Lottie Davis, Chris Rain, Elena Ovecina, Andrea Tentori Montalto, Stefano Fantelli, Antonio Tentori, Paolo Rinaldi. Ma se ciò non dovesse (inopinatamente) bastare, aggiungo che Rrose è una meraviglia di magazine, come veramente poche se ne trovano, in giro! Cliccate QUI per visitarne il sito e conoscerlo, nonché per sapere come non lasciarvelo scappare…

La ricerca artistica di Alex Dorici continua con una vitalità incredibile, percorrendo vie espressive personali che rivelano potenzialità estetiche e tematiche che di primo acchito credo risulterebbero impensabili per molti… Ultima tappa di tale sua evoluzione è #4179, esposizione personale a cura del Museo d’Arte di Lugano, visitabile fino al 18 Gennaio 2013 presso la Limonaia di Villa Saroli, il polo espositivo che la città svizzera dedica all’arte giovane e più innovativa. Cliccate sull’immagine per visitare il sito web di Dorici e avere ogni informazione utile nel merito, oltre che per farvi un’idea di cosa sia #4179 – un’idea che dal vivo vi saprà sorprendere più di quanto possiate immaginare.

The Italian/Norwegian Art Project presenta “Esplorazioni/Utforskninger”: sei giovani artisti italiani esplorano il Grande Nord

Esplorazioni/Utforskninger è una assai affascinante “spedizione” verso il grande di Nord di sei giovani artisti italiani, riuniti nell’Italian/Norwegian Art Project, sulle tracce di Umberto Nobile e del travagliato legame che lo legò la celebre esploratore norvegese Roald Amundsen.
Il gruppo mi ha concesso il grandissimo onore di scrivere il testo di presentazione del progetto e della mostra – in programma a Jessheim, Norvegia, dal 17 al 25 Novembre prossimi – che potete leggere di seguito. Certo l’evento non è esattamente a due passi da casa – però se nel caso qualcuno sarà in zona, ci faccia un salto! – ma d’altro è una mostra così multiforme, profonda, intensa e intrigante da presentare uno spirito artistico assolutamente universale, in grado di superare qualsiasi limite geografico e non solo – proprio come deve essere una autentica esplorazione anche nell’era (e dell’era) contemporanea…
Mi auguro di cuore che il mio testo possa interessarvi al progetto: nel caso, cliccando sull’immagine qui sopra, ne potrete visitare il blog ufficiale e conoscerlo ancora meglio – potendo pure ammirare alcune delle opere che faranno parte dell’esposizione. E se, appunto, sarete in transito per le meravigliose terre iperboree nei giorni suddetti, vi assicuro che una visita alla mostra è del tutto meritata.

ESPLORARE
Esplorare: da sempre un’attitudine innata nell’essere umano. Esplorare per scoprire, conoscere, capire e poi per comunicare, per raccontare, perché vedere ciò che non si è ancora visto amplia la realtà comune, la nozione di essa e la nostra capacità di comprenderla. In fondo, esplorazione è evoluzione – evòlvere: “volgersi al di fuori”, cioè oltre gli orizzonti conosciuti, fisici e metafisici. E orizzonti fisici – ovvero geografici – assai vasti accomunano Norvegia e Italia, due nazioni distanti sotto molti aspetti ma al contempo storicamente simili nell’attitudine all’esplorazione di essi. Una consonanza attitudinale divenuta l’azione condivisa di due tra i più paradigmatici personaggi dell’esplorazione in epoca moderna, Roald Amundsen e Umberto Nobile, grazie all’impresa del dirigibile Norge: la prima trasvolata comprovata del Polo Nord nel maggio del 1926. Il sorprendente frutto dell’unione tra l’intraprendenza esplorativa del norvegese e la creatività tecnologica dell’italiano, la cui gloriosa eco generò parecchi attriti tra i due ma pure una sincera amicizia, al punto da spingere Amundsen a partire senza indugio alla ricerca di Nobile, disperso sulla banchisa polare dopo l’incidente al dirigibile Italia nel maggio del 1928, trovandovi la morte. In tali casi, l’esplorazione non è solo mera avventura ma diviene compiuta pratica estetica. Sa andare oltre limiti non solo fisici ma, appunto, anche metafisici – orizzonti, questi, per la cui rivelazione l’uomo ha creato un’ulteriore forma estetica di esplorazione della realtà, di analisi e rappresentazione di essa: l’arte. Con tale spirito di scoperta, come novelli esploratori non più governanti macchine volanti ma media e stili artistici contemporanei, e sulla scia di una riflessione profonda del rapporto che si generò tra i due personaggi, una spedizione di sei giovani artisti italiani vuole proporre in terra di Norvegia un nuovo e intenso dialogo tra il norvegese Amundsen e l’italiano Nobile, una rinnovata alleanza che possa indagare la loro realtà storica oggi, rimarcandone il valore umano e culturale con i linguaggi dell’arte contemporanea: è l’Italian Norwegian Art Project, da cui nasce la collettiva Exploration. Sei artisti, sei diverse espressività artistiche, sei differenti stili di esplorare e rappresentare quella epica e storica realtà. Così il Norge torna in volo nel cielo, nello spazio e, grazie al lavoro di Andrea Casillo, anche nel tempo: sullo sfondo celeste il grande aeromobile si staglia come nel 1926 e si moltiplica dinamicamente nella sequenza d’un rinnovato moto verso nord, divenendo al contempo contemporaneo, elemento vivo di street art che lo rende pure oggetto sovratemporale, appunto. E’ assolutamente iconico, il Norge, ieri come oggi: lo evidenzia Diego Finassi nelle sue opere, fissando l’essenza potente del grande aeromobile ma pure l’altrettanto incisiva presenza dei suoi grandi aeronauti, Amundsen e Nobile. Una presenza anch’essa del tutto iconica, al punto da poter essere fermata col media fotografico da Davide Allieri, che ne (ri)veste il proprio corpo e, con tale performance, (ri)congiunge anche visivamente l’uomo-esploratore e l’uomo-artista in una univoca ricerca, affermandone di nuovo il suo carattere unico e atemporale. Ma vi è senza dubbio un ulteriore fattore assai iconico, nella vicenda del Norge: è la Natura estrema del Polo, e ancor più il ghiaccio che ne è elemento dominante. Fu per così dire magnanimo, l’ambiente naturale, consentendo a Amundsen e Nobile di uscirne indenni: Djevelen Son, “il diavolo era addormentato”, è come sottolinea ciò Marco Mapelli, con un lavoro che condensa in sé le presumibili sensazioni, consce e inconsce, dei due esploratori sopra l’immensa distesa ghiacciata. Ma un ambiente naturale così estremo e predominante su ogni altra cosa ha finito – forse inevitabilmente – per assimilare in sé i protagonisti del volo transpolare: così nelle opere di Fabio Chinelli il Norge va lentamente svanendo, fino a diventare una sorta di “idea” essenziale ovvero un impulso primario, un movente per ulteriori esplorazioni e per nuove scoperte verso e oltre nuovi orizzonti. Infine Jacopo Finazzi (che è anche coordinatore del progetto) evoca un altrettanto assimilante whiteout – così si dice quando, nelle regioni polari, il bianco ambientale diventa unico e soverchiante cromatismo – nel quale svaniscono il Norge, Amundsen e Nobile, man mano che la rotta segnata sulle mappe si avvicina sempre più al polo. E’ forse l’anelito inconscio di ogni esploratore: diventare un tutt’uno con l’ambiente esplorato, una cosa sola. Arte e esplorazione: esempi differenti eppure comparabili della perenne ricerca umana per una nuova cognizione della realtà. Scoprire cosa c’è oltre per comprendere meglio cosa c’è qui, ora. L’Italian Norwegian Art Project in buona sostanza è questo: artisti-esploratori che vogliono tracciare una nuova rotta, sulla scia di Amundsen e Nobile, riflettendo sulla loro avventura per invitare tutti noi a intraprenderne di nuove e grandi – magari esplorando il primo e più prossimo elemento sconosciuto: la nostra comune realtà quotidiana.
Luca Rota, Settembre 2012

(Cliccate QUI per leggere anche la versione inglese, pubblicata nel blog del progetto)

Dunque ci si vede alla Rassegna della Microeditoria di Chiari, sabato 10 e domenica 11!

Proprio così! Mi permetto di rammentarvi la due giorni che mi vedrà presente alla 10° Rassegna della Microeditoria di Chiari, allo stand di Senso Inverso Edizioni, con i miei ultimi due romanzi La mia ragazza quasi perfetta e Cercasi la mia ragazza disperatamente. E ancor più vi ricordo di sabato 10, alle ore 18.00: nella Sala del Conte, al primo piano di Villa Mazzotti – la bellissima sede liberty della Rassegna – con la presenza di Francesco Dell’Olio, direttore editoriale di Senso Inverso, e dello scrittore Simone Fanni, presenterò Cercasi la mia ragazza disperatamente, e non solo… Perché non sarà una semplice “presentazione” di un libro, ma molto di più! Da non perdere!
Eppoi, questo potrebbe essere solo un altro dei tanti buoni motivi per visitare la Rassegna di Chiari, uno dei migliori eventi letterari italiani in senso assoluto, anche al di là della propria precipua vocazione mirata alla piccola e media editoria… Insomma, se siete in zona o non abitate troppo lontano – diciamo non oltre Sydney, ecco! – fateci un salto, che lo merita parecchio!
Cliccate sull’immagine per visitare il sito web della Rassegna ed avere ogni informazione utile in merito. Ci si vede là, ok?!

“Una finestra sul mondo” (dell’arte, e non solo!). Una mostra affascinante a Lugano, fino al 06/01/2013

Cerith Wyn Evans, “Think of this as a Window…”, 2005, scritta al neon 13x147x5 cm., Städtische Galerie im Lenbachhaus und Kunstbau, Monaco di Baviera.
Ho visitato a Lugano una mostra d’arte veramente bella e ben allestita: Una finestra sul mondo, da Dürer a Mondrian e oltre. Sguardi attraverso la finestra dell’arte dal Quattrocento ad oggi è un percorso lungo sei secoli di interpretazione di un oggetto/soggetto tra i più archetipici dell’arte di ogni tempo, la finestra appunto. Da “ovvia” apertura per osservare il mondo a mera cornice visuale, a confine tra intimità privata ed esteriorità mondana fino a simbolo di separazione, di distacco da quel mondo al di fuori di essa, gli artisti hanno utilizzato la finestra in modi molti diversi e spesso opposti, ma sempre lasciandosene affascinare in maniera profonda, quasi mistica a volte. Un tema, dunque, tanto interessante e intrigante quanto originale, e di valore assoluto ancora oggi del tutto attuale (mi vengono in ente le recenti e belle opere di Matteo Pericoli, giusto per citare il primo esempio che mi balza in mente…)
La mostra di Lugano accompagna i suoi visitatori nell’esplorazione artistica di questo oggetto così simbolico in un percorso la cui suddivisione obbligata (per la quantità di opere presentate) tra la sede del Museo d’Arte e quella del Museo Cantonale non ne inficia minimamente il fascino, anzi, se possibile lo accresce, quasi invitando il visitatore a percorrere il tragitto tra i due musei (15 minuti a piedi, suppergiù) riproducendo le sensazioni ricavate dalla visita nella propria osservazione del paesaggio luganese, facendo per così dire di sé stessi – o meglio, del proprio sguardo – una finestra personale e particolare sullo spazio-tempo attraversato – in fondo, le prime finestre dalle quali noi vediamo il mondo sono proprio i nostri occhi!
E’ opportuno cominciare la visita dal Museo d’Arte, che ospita opere dal Cinquecento fino alle prime Avanguardie novecentesche, spesso in dialogo tra di loro nella stessa sala con accostamenti temporali a volte arditi ma senza dubbio intriganti, con nomi anche parecchio grandi: da Dürer a Mondrian, Klee, Magritte, De Chirico, Monet – cito tra i tanti a caso… Si prosegue poi al Museo Cantonale, che invece ospita la parte più moderna e contemporanea dell’esposizione, pure qui con pezzi grossi quali Duchamp, Schifano, Rothko, e comunque con un livello generale delle opere e dello sviluppo del tema sempre di notevole valore.
Indubbiamente, per rappresentare una simbologia così diffusa e pregna di significati come quella della finestra nel mondo dell’arte, non sarebbero bastati 10 musei (forse nemmeno 100!), tuttavia, ribadisco, l’esposizione di Lugano offre un excursus espositivo ben fatto, dall’allestimento quasi ovunque curato in modo ottimale (forse da rivedere qualche illuminazione, a mio parere…), e certamente in grado di portare il visitatore a riflettere sul suo nucleo tematico fornendogli una cognizione di causa per quanto possibile completa e affascinante.
Insomma, una mostra che vale assolutamente la visita – avete tempo fino al 6 Gennaio 2013 – e che peraltro dimostra come una città quale Lugano, importante nel contesto svizzero ma in fondo assai piccola, spesso ben più che una città di provincia italiana, con le giuste sinergie di natura pubblica sappia offrire eventi culturali degni di una grande metropoli. Un modello di gestione della cultura e dell’arte senza dubbio da tenere ben presente e imitare, ove possibile.
Cliccate sull’immagine dell’opera per visitare il sito web ufficiale della mostra, e averne ogni dettaglio utile per la visita.