Ebook, l’involuzione della “rivoluzione”?

fotolia_68399170_lPiù passa il tempo, e più pare che la tanto annunciata e da molti temuta “rivoluzione” degli ebook, che avrebbe cancellato in breve tempo il libro di carta, non stia avvenendo. Il mercato cresce con percentuali irrisorie, i lettori sono comunque in calo e, paradossalmente, gli ereader sono più graditi dagli over 60 che dai giovani. È un altro fatto evidenziato dall’ultimo rapporto sullo stato della lettura in Italia, presentato qualche giorno fa a cura dell’Ufficio Studi dell’Associazione Italiana Editori (AIE): l’ennesimo d’una lunga serie che ormai nessuno più si fila: vuoi per evitare stati di depressione profondi, se si è parte del settore, vuoi perché ormai da anni estremamente monotoni – quantunque si tenti di sollecitare qualche entusiasmo con affermazioni di crescita del mercato in verità risibili (se non ridicole, come ho evidenziato qui), e vuoi perché «tanto, che cambia?»
Sia chiaro: nulla contro l’ebook – ne ho dibattuto varie volte in diversi articoli e nei più vari termini ma mai con posizione di rifiuto, anzi: nello stato di coma profondo in cui giace la lettura in Italia, ogni cosa che la possa anche un poco risollevare è graditissimo.
Tuttavia, diciamoci la verità: per un appassionato vero di lettura, leggere un libro negli attuali formati digitali è un po’ come – tanto per dire – per un appassionato di camminate in montagna andare per sentieri facendosi “regalmente” trasportare su una portantina: lo scopo lo si raggiunge comunque, il bel panorama lo si ammira e per giunta col minimo sforzo, senza dubbio, ma il piacere materiale d’averlo conseguito, quello che si riverbera direttamente nell’animo e illumina lo spirito oltre che la mente e il cuore, è prossimo a zero o quasi. Senza contare che l’ereader, al momento, soffre ancora di quella che tanti ritengono una “virtù”: l’essere un oggetto di moda, parimenti all’ebook se letto tramite tablet – a sua volta impostosi con peculiarità senza dubbio “modaiole”. Ed è inutile osservare che tutte le mode, per propria natura, si impongono, raggiungono una popolarità più o meno vasta per poi inesorabilmente svanire ed essere sostituite da altre mode (si veda qui al proposito), altri oggetti “di moda” – siano i phablet costruiti con nuovi materiali e tecnologie o che altro, in ogni caso strumenti non specificatamente deputati alla lettura d’un libro digitale ovvero con tale funzionalità in secondo o terzo piano rispetto a molte altre.
Per cui: e se pur con tutti i pregi (ribadisco) del libro digitale, la lettura fosse esercizio inevitabilmente da praticare sulla carta? Se il senso stesso del leggere, se il concetto di “libro” primigenio e universalmente accettato fosse legato a quell’oggetto fatto di carta o cartone rilegati e inchiostro e a nessun altro dacché unico e insostituibile, nemmeno nel futuro più remoto e fantascientifico?
In fondo, si può chiamare “escursionista” colui che – senza averne forzata necessità, ovvio – sale sui monti a bordo d’una portantina al pari di chi invece ci arriva sulle proprie gambe? Forse sì, ma non con pienezza di senso e di sostanza – su ciò non ci piove. E i libri di pregio sono un po’ come le più belle montagne: le ascendi leggendo e solo se ne superi le reali asperità ti gusti pienamente l’arrivo in vetta, e la visione finale che da lassù puoi ammirare. Ecco.
Sempre che, tra un po’, su tutte quelle montagne non ci arrivino altrettante scintillanti funivie che lassù scarichino improbabili turisti i quali nemmeno sappiano cosa siano, le “montagne”, e facilmente nemmeno gli interessi qualcosa, della loro primigenia, autentica bellezza… Che un metaforicamente simile destino stia attendendo il libro negli anni a venire, oppure il libro di carta continuerà ad avere solide e atletiche gambe con cui scalare le più alte vette culturali?
Ovvio che – non me ne vogliano i fan degli ebook – io mi auguro la seconda che ho scritto.

P.S.: articolo pubblicato anche su Cultora, qui.

22 pensieri riguardo “Ebook, l’involuzione della “rivoluzione”?”

  1. Che noia le tirate poetiche sul valore del libro come oggetto sacro… 😉 Possono andarmi bene se si parla di edizioni antiche, rare (ma quelle secondo me non vanno nemmeno considerate, visto che spesso non si possono leggere proprio per il loro valore) o anche semplicemente belle esteticamente, ma quando si parla del sacro oggetto libro includendoci le edizioni Newton Compton o altre della stessa risma veramente mi cadono un po’ le braccia. Non capisco poi questa necessità dell’ “o uno o l’altro”: io sono dell’idea che siano due strumenti che posso perfettamente convivere utilizzando l’uno per sopperire alle mancanze dell’altro. Io dopo un iniziale rifiuto (“perché il libro è solo cartaceo!!”) ho provato: la prima lettura é stata strana e diversa, non mi ha entusiasmato. Ho deciso di riprovarci perché sono una che alla prima non molla, vuole la controprova 😉 e guarda un po’? Era già meglio, perché è semplicemente questione di abitudine, perché leggere su carta o reader é identico. Non cambia assolutamente nulla, una volta superato il blocco mentale verso le novità. Non per questo io ho smesso di comprare libri cartacei, e mai smetterò, perché il libro di carta é bello: da avere, da guardare, da sfogliare.
    Poi scusa, una piccola provocazione: mi daresti la definizione del “vero” lettore? 😉

      1. Oh, qui si che siamo d’accordo! Ile questioni su cui perder tempo a dibattere sono altre, perché io – tanto per fare un esempio sulla mia esperienza – il libro che ho appena finito di leggere, comprato in ebook perché non conoscendo l’autore (per mia ignoranza) non ero sicura mi sarebbe piaciuto, adesso me lo compro pure cartaceo! Non ne so abbastanza per poter valutare a livello editoriale se quello che dici é (o può essere) valido oppure no, però sicuramente la questione quantità vs qualità é sotto gli occhi di tutti (e nel mio commento precedente ho tirato involontariamente in ballo uno dei maggiori rappresentanti di questa situazione).

      2. Sì, verissimo. E non vorrei che la dualità attuale carta/digitale diventasse pure un motivo potenziale di “ghettizzazione” letteraria, per generi, tipologie di testi, livelli qualitativi o che altro… Di sicuro io di certi editori nostrani – ovvero della loro “lucidità culturale”, oltre che commerciale – mi fido moooolto poco. E, ovviamente, spero di essere smentito in ciò, ma i precedenti non sono granché incoraggianti oltre che piuttosto concertanti, considerando certe pretese “strategie di mercato” a fronte delle statistiche rivelanti lo stato del mercato editoriale!
        Grazie di cuore dei tuoi commenti e per questa nostra relativa chiacchierata, Simo! 😉

      3. Oddio spero proprio di no! L’idea di trovare in ebook solo romanzi di un certo tipo (qualunque esso sia) non mi aveva nemmeno sfiorato ed è orrenda!!
        Per quanto riguarda le strategie ti ripeto, io di mercato editoriale non so nulla: lo vivo esclusivamente da lettrice che compra libri, che entra nelle librerie, che naviga negli store online e in modo forse ingenuo mi viene da dire che – seppure io trovi ridicole certe fascette o addirittura certe cronologie dei diritti (già la dicitura “caso editoriale” mi fa scappare, poi leggermi cose tipo “il 7 novembre 2015 il romanzo viene pubblicato in Spagna e il 3 gennaio 2016 la Casa Editrice Tal dei Tali ottiene i diritti per la pubblicazione in Italia” mi fa sanguinare gli occhi) – evidentemente in qualche modo funzionano, altrimenti smetterebbero di farlo e cambierebbero strategia!
        Mah, non lo so, comunque io vado per la mia strada e continuo a leggere quello che mi pare e non quello che mi viene strillato addosso.
        Grazie a te, questo è quello che mi piace dei social: il dialogo vero e costruttivo! 😉

      4. Bravissima, Simo: hai scritto la regola aurea del vero lettore. “Comunque io vado per la mia strada e continuo a leggere quello che mi pare e non quello che mi viene strillato addosso”: scommetto che se tutti i lettori la seguissero, il mercato editoriale nostrano sarebbe di qualità ben più elevata e di quantità (di vendita) direttamente proporzionale! E’ pure questa un regola aurea dell’imprenditoria culturale: il fatto che sia troppo spesso ignorata dagli attori della filiera culturale la dice lunga, ahinoi…
        Grazie infinite di nuovo per tutto! 😉 🙂

  2. Io non sono d’accordo.
    Per me ciò che conta è la sostanza del libro. Anche io prima di avere un ereader dicevo che “no, non è paragonabile, vuoi mettere guardare il libro, vedere quante pagine mancano…” E invece adesso, vuoi per l’abitudine, mi sono resa conto che un bel libro è bello a prescindere dalla versione posseduta…Poi, parla, anzi scrive una che pensa “A me basta leggere…”

    1. Giusto, Marta: l’importante è leggere. E, possibilmente, leggere bei libri – ma qui si aprirebbe un’altra porta verso un ennesimo universo di discussioni, peraltro già da me esplorato più volte…
      😉

  3. A me piace vivere i libri… sentirne il profumo. Girare le.pagine. tornare indietro… so che non si fa. Ma se cado davvero dentro un libro io faccio.le orecchie e sottolineo… diventa un mio amico… non voglio smettere.di.leggere, ma poi quando lo finisco mi.spiace… ma un li ro che ti entra dentro ti accompagna per tutta la vita, come un amico… e penso anche che tra il lettore e il libro che ti ha scelto si instauri una storia d’amore sensuale… quindi.non amo.gli ebook e fino a unam anno fa non ne avevo.mai letto uno… ma ora mi sono ricreduta, perche gli ebook costano.meno e posso.prenderne di piu… e poi ce.l’ ho cmq sempre dietro..
    Ma sto barando perche se un libro l o.amo tanto lo.vogli o in pagine e inchiostro…
    In ebook sto.prendendo.soprattutto i self… cmvisto che ne parlavam prima. Ma se poi mi è.piaciuto.prendo.il cartaceo. Cio capita con un mio amico.di.blog che scrive!

  4. Non so, non sono d’accordo in toto: l’ebook ha avuto un suo successo legato anche ad altri fattori, che non la semplice moda. Dal prezzo allo spazio risparmiato, dalla facilità di utilizzo alla possibilità di ricercare parti di libro con molta semplicità, dall’integrazione tra vari dispositivi all’infrastruttura tecnologica che permette di travasare via cloud l’intera libreria eccetera. Non sono un fanatico degli ereader, ma da lettore e da editore sono convinto che risponde a delle specifiche esigenze, che sono diverse tra loro… E non nego che anche il feticismo della materia sia un’esigenza!

    1. Emmanuele, grazie della tua osservazione “consapevole” da operatore del settore. Ma sul prezzo che molti tuoi colleghi – i più grandi soprattutto – applicano agli ebook, ribadisco il link che ho messo nel commento ad Alessia, lì sopra. Articolo di più di 4 anni fa, ma che mi pare sostanzialmente valido tutt’oggi – al di là che, inutile rimarcarlo, il prezzo degli ebook consenta un risparmio rispetto a quello delle versioni cartacee, ma non come dovrebbe.
      🙂

      1. Be’, ma c’è da dire che se i miei collegoni sono in crisi, un motivo ci sarà! 🙂 Nel weekend del blackfriday, i nostri libri occupavano 8 posizioni nella top 100, e 1 nella top 10. Eppure le mie possibilità di investimento nella pubblicità sono inferiori… Però la questione è ancora molto complessa, in effetti! Un caro saluto

      2. Eccerto che un motivo c’è. Ovvero tanti motivi che sommati insieme fanno una causa (o una colpa?) bella grande, con relativo effetto da te indicato. Ma dici bene, la questione è molto complessa, tuttavia credo sarebbe giunta l’ora di affrontarla seriamente – da parte dei tuoi colleghi e soprattutto di quelli -oni – piuttosto che rimandarla di continuo… o no?
        Grazie ancora, e ricambio il caro saluto! Buon fine settimana!

  5. Vorrei ringraziarvi di cuore, tutti quanti, per i vostri commenti e le ottime osservazioni che mi avete denotato. Chiaramente il mio articolo offre un’analisi meramente teorica legata alle statistiche del momento, dalle quali ho voluto ricavare quella pacata “provocazione” – perché, lo ribadisco se servisse, il mio intento era proprio quello di sollecitare le vostre opinioni: per questo vi ringrazio in modo particolare.
    Certo, confesso di essere per me stesso un tradizionalista, sul tema, ma di mentalità assolutamente aperta, dunque non posso che plaudere a qualsiasi modo vi sia per leggere, che sia cartaceo, digitale, olografico, telepatico o che altro: d’altro canto lo stato della lettura in Italia è talmente disastrato che, si leggesse pure sulla carta igienica, andrebbe benissimo! 😀 In fondo il Kindle ce l’ho pure io, e se un domani 99 lettori su 100 leggessero in digitale ne sarei ben felice, permettendomi essi di l’alternativo col mio vecchio e polveroso tomo cartaceo sotto il braccio. A differenza di alcuni di voi, per dire, il mio percorso è stato inverso: acquistato l’ereader e utilizzato massicciamente in principio, mi ha in qualche modo fatto ricomprendere la bellezza insuperabile (per me) del libro tradizionale. Ma, appunto, sono un tradizionalista, molto orgoglioso dei miei scaffali di casa pieni di libri. Beh… a parte quando mi tocca farci la polvere: in tal caso, e senza appello, un ereader è assolutamente imbattibile! 😀 😉
    Grazie ancora a tutti quanti! 🙂

  6. Per problemi di spazio mi sono convertita agli ebook, ma se un libro “vale” (in termini di qualità e non certo di prezzo) l’edizione cartacea è l’ideale. Poi sono una di quelle che i libri li strapazzano: annotazioni, sottolineature, “orecchie” segnalibro…

    1. Ciao Loredana! 🙂
      Sì, la fisicità consentita dal libro cartaceo – tipica di molti lettori forti, che il libro se lo “strapazzano” (nel bene e nel male) come fosse una parte di sé stessi, è inimitabile. Almeno fino a che non inventeranno un foglio digitale spesso qualche centesimo di millimetro, pressoché indistruttibile, che diverrà la carta del futuro – e potrebbe proprio essere questa tecnologia, un domani, a unire finalmente i due formati litiganti, quello cartaceo e quello digitale!
      Grazie di cuore del tuo commento! 🙂

      1. Beh, ti sarai pure (in parte) convertita agli ebook, ma un tale atto di fede – seppur di qualche anno fa – mi pare ben inscritto nel tuo animo e difficilmente cancellabile… o no? 😉
        Grazie ancora dei tuoi begli interventi, Loredana! 🙂

  7. Pingback: “Libro”?!?

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