“Egregi” automobilisti che per vostre fortunate congiunture della vita (buon per voi!) avete i soldi e ci tenete a farlo sapere pubblicamente, tra le altre cose, acquistando enormi SUV e girando con essi per strade sulle quali, incidentalmente, sto passando pure io: o li sapete guidare, questi vostri megaSUV, anche lungo carreggiate non sempre ampie e rettilinee o in spazi a volte esigui, oppure fate così: acquistate una Panda, la ricoprite d’oro zecchino e girate con quella, così che la vostra bramata manifestazione d’opulenza è ben soddisfatta e al contempo non ostacolate la circolazione degli altri mezzi! Cribbio!
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Un equivoco
Respirare (in Pianura Padana)
In realtà quest’opera è stata realizzata nel 2015 a Bristol da Dr. Love, apprezzato street artist georgiano, ma starebbe benissimo su un muro di una qualsiasi città della Pianura Padana, visto il suo letale inquinamento (ne ho parlato di recente qui).
Che sia dunque un’opera premonitrice circa il futuro della vita nell’Italia del Nord?
Sperando che qualcuno non pensi, quale alternativa, a rifugiarsi nel proprio SUV ben dotato (di serie, eh!) di filtri anti-tutto – ovviamente col motore acceso, per fruire del riscaldamento o dell’aria condizionata…
Attese
E se il “piacere” dell’attesa fosse esso stesso attesa?
(Ecco. Provate a essere in coda da diverse mezz’ore su una strada normalmente percorribile in pochi minuti e verrà anche a voi, una domanda del genere. Retorica, ovvio.)
La Padania mortale
Nella cartina sopra pubblicata, elaborata dall’Agenzia Europea dell’Ambiente, è rappresentata la concentrazione di PM10 – la famigerata Materia Particolata, esatto – negli stati europei.
Quella zona tutta rossa nell’Italia del Nord è la Pianura Padana, già, e non è così colorata perché vi si coltivano molti pomodori oppure papaveri, no. Solo una piccola zona della Polonia meridionale ha un colore simile, cioè è ugualmente intasata di PM10 – è la zona con maggior concentrazione di miniere di carbone, per la cronaca.
Nella Pianura Padana così colorata di rosso (nonostante non ci siano miniere di carbone) ci vive qualche milione di persone – inutile rimarcarlo, vero?
Bene: alcuni ricercatori americani, sulla base dei rilievi ai quali si riferisce la cartina suddetta (peraltro ampiamente confermati da una pluridecennale ricerca scientifica al riguardo), hanno stimato per le zone della pianura Padana una media di 1,5 anni di vita “persi” a causa dell’inquinamento atmosferico, a fronte di una media nazionale di appena 6 mesi.
Ecco: ora, per dirla in poche e chiare parole, si può affermare che la Pianura Padana, e la zona attorno a Milano in particolare, è una vera e propria camera a gas.
Posto quanto sopra, la domanda è spontanea e oltre modo drammatica: perché, pur a fronte di oggettive ragioni geomorfologiche d’altronde non pregiudizievoli, nessuno fa seriamente qualcosa per cercare non dico di risolvere ma almeno di mitigare questa spaventosa situazione e condurla nel tempo verso una risoluzione?
Perché i tanto stimati e loquaci politici nostrani parlano di tutto e di più, proclamano, polemizzano, sloganizzano, rendono emergenza ogni cosa ma non dicono e non fanno nulla al riguardo?
Forse perché è molto più facile spacciare per “emergenze” delle questioni che tali non lo sono affatto? O forse gli oltre 80.000 morti all’anno sono una quantità di elettori ancora troppo esigua per cui preoccuparsi dei relativi voti mancanti?
(Spoiler: nessuno dei lorsignori vorrà e saprà rispondere a tali domande.)
