La coscienza e la maggioranza

La coscienza è l’unica cosa che non debba conformarsi al volere della maggioranza.

(Harper LeeIl buio oltre la siepe, Feltrinelli Editore, Milano, 2013, cap.11.)

Ha pienamente ragione Harper Lee, e in effetti le sue parole riescono anche a spiegare rapidamente e bene come mai la nostra epoca sia così piena di “incoscienti conformati”, individui che si allineano al pensiero calato dall’alto soffocando del tutto la propria coscienza – termine che deriva dal latino conscientia a sua volta derivato di conscire, cioè “essere consapevole, conoscere”: ciò che risulta quanto di più ostile alle “verità” presunte e imposte come indubitabili.
È un gran bel paradosso, certamente, e parecchio inquietante, ma tanto quelli non ne sono coscienti, non sanno rendersene conto. Con gran danno per tutti, se non si riattiva loro la coscienza – be’, sperando che ne abbiano ancora una, che non sia stata del tutto repressa.

(Post ispirato da un tweet di Emanuela Ersilia Abbadessa, che ringrazio. L’immagine in testa all’articolo è tratta da qui.)

INTERVALLO – San Simeon (California, USA), Hearst Castle Library

L’Hearst Castle è stata la residenza di uno dei personaggi più ricchi e controversi di sempre, il magnate della stampa William Randolph Hearst, e certamente – come accade spesso in tali casi – rappresenta bene il personaggio che lo abitava, con il suo esagerato mix di opulenza, eccentricità e kitsch. Ma indubbiamente la sua libreria è affascinante, per come sembra uscire direttamente dal set di un film fantastico…
The Gothic Study - The Private Library of William Randolph HearstThe Gothic Study at Hearst CastleHearst-Castle-library-3
In ogni caso ora il castello, seppur privato, è visitabile, se passate da quelle parti.
Cliccate sulle immagini per saperne di più e per visitare il sito web del castello (oppure cliccate QUI e QUI).

L’inarrestabile caduta nel fango di tanti “cugini di penna”…

Una stampa cinica e mercenaria, prima o poi, creerà un pubblico ignobile. (Joseph Pulitzer)

Con l’inchiostro, una mano può innalzare un furfante ed abbassare un galantuomo. (detto popolare italiano)

I giornalisti sono, sotto molti aspetti, “cugini” degli autori letterari. Scrivono anch’essi – almeno così i più iniziano – e scrivono storie che in teoria dovrebbero essere vere, mentre quelle dei secondi sono di norma opera di fantasia – ma sapete bene che ora tale distinzione, per colpa dei primi, è assai aleatoria.
I più scaltri di loro – nel bene o, temo più spesso, nel male – finiscono in TV, a volte diventando opinion leader, altre volte (che di frequente coincidono con le prime) ammanicandosi per bene con chi detiene il potere politico. Che, inutile rimarcarlo, a Sud delle Alpi e a Nord di Lampedusa è di infima specie.
Beh, forse se questa “specie” fatta di autentica marmaglia continua a essere votata dalla gente e quindi eletta, a rubare, a farsi gli affari propri alle (e sulle) spalle di tutti e alla fine a farla sempre franca, è anche perché certi sedicenti “giornalisti”, da perfetti e viscidi servi dei poteri dominanti, continuano a dare a siffatti immondi personaggi attenzione e considerazione mediatica, dunque importanza, dunque influenza – oltre a un diritto di parola che degli inquisiti/rei confessi non dovrebbero avere, a mio parere. Alla fine, da bravi complici, sono i primi a consentir loro di svicolare e salvarsi – magari con la promessa di qualche futuro tornaconto, visto che questa gentaglia, una volta fatta franca, trova sempre il modo di tornare a fare ciò che di illegale faceva prima…

Nel giornalismo confluiscono i falliti della lotta quotidiana, i competenti di tutti i mestieri, incapaci di esercitarne uno. (Enciclopedia Vallardi, 1901)

(N.B.: le citazioni sono tratte da Wikiquote)