Remo Bodei (1938-2019)

(Photo credit: Yierva [CC BY-SA 3.0 – https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0%5D)

Noi siamo in condizioni di conoscere pochissime cose e con la nostra grandissima ignoranza abbiamo tutti il bisogno di cercare la verità, che non può essere degradata a semplice opinione, soprattutto oggi che c’è un analfabetismo di ritorno preoccupante e una infantilizzazione del pubblico della quale sono responsabili i media, soprattutto la tv, che tendono a semplificare ogni messaggio. Anche a livello politico assistiamo alla sostituzione completa della verità, si vive in un mondo di favola, inventato alla Truman show, il film di Peter Weir.

Remo Bodei, intervistato da Claudio Mura su notizie.tiscali.it, 28/10/2011. Cliccate qui per leggere l’intervista completa. Qui la notizia della sua dipartita.

Vi consiglio caldamente un volume del professor Bodei, Paesaggi sublimi. Gli uomini davanti alla natura selvaggia (Bompiani, 2008), un testo assolutamente interessante non solo per quelli che, come il sottoscritto, si occupano a vario titolo del rapporto tra l’uomo e i luoghi, ma pure per capire come sia nata e si sia definita la visione estetica del mondo da parte di noi contemporanei a partire dal suo ambito primario di manifestazione, quello naturale. Cliccate sull’immagine della copertina, qui sopra, per saperne di più.

Libero è colui che libera

Libero è solo colui che vuole rendere libero tutto ciò che lo circonda e che effettivamente lo rende libero mediante un certo influsso del quale non sempre si percepisce la causa.

(Johann Gottlieb Fichte, Lezioni sulla missione del dotto – orig. Einige Vorlesungen über die Bestimmung des Gelehrten –, 1794, pag.32.)

L’uomo esiste per migliorare

L’uomo esiste per migliorarsi sempre più dal punto di vista morale e per rendere migliore tutto ciò che lo circonda: sia nella sfera della sensibilità, sia anche, se lo consideriamo nell’ambito della sensibilità. sia anche, se lo consideriamo nell’ambito della società, dal punto di vista etico e così facendo, per rendere se stesso sempre più felice.

(Johann Gottlieb Fichte, Lezioni sulla missione del dotto – orig. Einige Vorlesungen über die Bestimmung des Gelehrten –, 1794, pag.18.)